Ricercatori trentini oltreoceano Stampa
Scritto da Redazione   
Giovedì 07 Febbraio 2013 00:00

Jason, Francesco, Daniele, Andrea, Giacomo e Anna. Sono i nomi dei sei giovani ricercatori del corso di laurea in scienze e tecnologie biomolecolari del Cibio, il centro per la biologia integrale dell’Università di Trento, il cui team si è classificato tra i migliori 16 al mondo alla competizione internazionale IGEM (International Genetically Engineered Machines competition) promossa dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston (www.iGEM.org). Il prestigioso concorso ha visto la partecipazione di oltre 250 squadre di tutto il mondo, che si sono sfidate sull’ideazione di progetti di ricerca sintetica. Mesi di lavoro, costanza ma soprattutto tanta passione hanno portato il gruppo trentino a volare oltre oceano fino a salire sul palco dei vincitori a Boston. Il team dell'Università di Trento s'è presentato alla competizione con un progetto dedicato al patrimonio artistico.

Usando tecniche dell’ingegneria genetica e saggi di biochimica, hanno ingegnerizzato alcuni batteri da impiegare nelle delicate operazioni di ripulitura dei monumenti antichi ricoperti da “black crust”, quel recalcitrante strato minerale e organico scuro che danneggia e sfigura statue e monumenti. I sei giovani ricercatori sono stati aiutati da Cristina Del Bianco (ricercatrice presso il Cibio ed esperta in biochimica), da Sheref Mansy (docente di biochimica ed esperto di biologia sintetica) e da Olivier Jousson (docente di microbiologia e presidente del corso di laurea). Al loro fianco c'era come sponsor, anche la Fondazione Cassa Rurale di Trento. È la prima volta che l’Università di Trento prendeva parte alla competizione internazionale, lanciata nel 2003 dal MIT.