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Un mondo senza fame Stampa
Scritto da Livia Borghetti   
Venerdì 17 Ottobre 2014 00:00

g the future of science logoUna sfida globale: “The eradication of hunger”, cioè sradicare la fame - sfamare il mondo, è un obiettivo primario non solo politico, economico, culturale e sociale ma soprattutto morale ed umanitario perché l’accesso a cibo sano ed acqua potabile è basilare per migliorare le qualità della vita del pianeta, situazione aggravata dall’aumento incessante dello sviluppo demografico e dalla crescente richiesta di consumo di carne da parte dei paesi poveri e in via di sviluppo, dal degrado ambientale, dai cambiamenti climatici. La decima edizione veneziana della conferenza mondiale “The Future of Science” ha sviscerato le problematiche correlate chiedendo aiuto alla scienza ed interpellando i più importanti ed affermati esperti mondiali. Foto Armando Forzani.

Tra le basilari tematiche affrontate è stata considerata l’innovazione agricola in Africa, grande serbatoio di criticità ma anche di enormi risorse e potenzialità da sviluppare; il sostegno della biologia; la necessità di sviluppar strategie per incrementare la produzione agricola applicando criteri scientifici in un’ottica di reale sostenibilità; il pianeta acqua nel suo scenario globale con lo sviluppo di piante che assorbano un minimo quantitativo idrico e rendere potabile l’acqua a costo minimo ed a questo proposito è stato presentato “Sun for Water” un sistema portatile, innovativo ed economico, di filtraggio di 20 litri di acqua all’ora idoneo a soddisfare le esigenze di una decina di persone ed eliminare batteri, virus e la quasi totalità di metalli pesanti e, col sistema a pannelli solari, di dare anche la luce (Italian Join Venture 3Sun di Catania, MR&D di Gallarate, STMicroelectronics, EnelGreenPower, Sharp).

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Altro caposaldo del problema sono gli ingenti sprechi alimentari ed idrici, una delle grandi sfide che, non risolte nel secolo scorso, sono ancora lungi dal vedere il traguardo in un prossimo futuro.


Di contro sono emerse la disparità con popolazioni agiate e quindi con problemi di obesità, malattie, cancro; l’enorme incongruenza tra denutrizione da una parte ed obesità dall’altra, abbondanza ed indigenza; i costi per lo spreco di cibo; gli OGM e le varie problematiche alimentari; il rapporto dell’evoluzione dalle epoche preistoriche fino ai giorni nostri e l’importanza della Dieta Mediterranea che, in conseguenza della crisi economica, ha registrato una battuta di arresto a favore e a causa dei cibi “spazzatura”, più economici e di facile reperibilità. Popoli che devono soccombere per carestie, siccità, guerre fronteggiano lo spropositato squilibrio tra sperpero ed abbondanza nei Paesi più ricchi e nei ceti sociali più agiati. Importante anche l’aspetto psicologico nelle decisioni in ambito alimentare che si trasformano spesso in vere e proprie trappole che stravolgono tutte le nostre conoscenze, i buoni propositi ed i sani principi. Fortemente sottolineata anche l’importanza all’educazione alimentare da parte delle giovani generazioni, con un occhio particolare allo spreco con ripercussione sul bilancio non solo familiare ma anche mondiale, una attenzione infine non solo alla quantità ma anche alla qualità del cibo: ne guadagneremo sia economicamente che in salute. Gli alimenti possono causare danni in grado di modificare o cambiare i nostri geni dal punto di vista metabolico o oncologico. Inoltre una moderata restrizione calorica significa longevità. Tutto questo è una grande scommessa sul futuro dell’umanità, la necessità di essere protagonisti del nostro destino e di trovare un giusto equilibrio tra sperpero ed abbondanza.

 

Il legame tra nutrienti, ormoni, geni e metabolismo e l’evidente legame tra obesità e cancro è stato evidenziato dal Prof. Antonio Moschetta nella lecture promossa da Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) «Cambiamenti sostanziali delle nostre abitudini alimentari e dello stile di vita hanno contribuito alla nostra attuale maggiore suscettibilità all’insorgenza di vari tipi di tumori, primi fra tutti quelli di seno e colon retto. Ma appare sempre più evidente un legame anche con quelli di prostata, ovaio, pancreas, fegato, rene e persino cervello. Un motivo cruciale sta nel fatto che offriamo al cancro la possibilità di crescere più velocemente perché gli forniamo la ‘benzina’ di cui ha bisogno: glucosio per produrre energia e insulina per proliferare», afferma Moschetta. Con la lecture di AIRC si è chiuso il ciclo di incontri di The Future of Science 2014 a Venezia presso la Fondazione Cini sull’isola di San Giorgio.

 

The Future of Science nasce da una grande visione del Fondatore, il Professor Umberto Veronesi, e della Professoressa Chiara Tonelli, Docente di Genetica e Prorettore alla Ricerca dell’Università degli Studi di Milano; da sempre con un forte obiettivo comune ed è organizzata a Venezia dalla Fondazione Umberto Veronesi insieme alla Fondazione Silvio Tronchetti Provera e alla Fondazione Giorgio Cini. “L’idea di queste conferenze” spiega il Professor Veronesi “nasce dalla consapevolezza che la scienza è motore dello sviluppo sociale, economico e culturale solo quando le sfide e i dilemmi che accompagnano il progredire della conoscenza sono discussi dall’intera società”. Ricerca, divulgazione, scambio di conoscenze sono il volano per questi incontri annuali che coinvolgono non solo gli addetti ai lavori, ma un sempre crescente numero di studenti: quest’anno oltre cento liceali del quinto anno da 17 licei di dieci città della Romagna accompagnati dai loro professori, capitanati dall’instancabile Prof. Carlo Bucci.

 

Per approfondimenti, profilo degli emeriti protagonisti e dettagli sulle loro lectures:

www.thefutureofscience.orgwww.fondazioeveronesi.itwww.airc.it