Ferrari a Ginevra 2010 HY-KERS Stampa
Scritto da Graziano Guerra   
Lunedì 08 Marzo 2010 00:00

Ferrari_lui.JPGGrandissimo fermento in Ferrari, anche perché allo stand sta per arrivare il Capo. L’inappuntabile Luca Cordero di Montezemolo. Un collega straniero gli spara duecento flash, e poi in un inglese d’oltre ex-cortina mi si rivolge un po’ nervoso: “È lui, big one, ma come si chiama … Cordiero Montmelo”, lo gelo con uno sguardo senza perdono e gli sillabo sferzante: Lu-ca-Cor-de-ro-di-Mon-te-ze-mo-lo! Quello che ha portato in alto la Juve, che ha vinto in F1 con Lauda e fatto arrabbiare Clay, quello di Italia 90 e che ha introdotto l’era Montezemolo nel Gruppo e nella Ferrari, stravincendo con Todt e Schumacher. ( A sx Luca Cordere di Montezemolo a Ginevra foto di G. Guerra)

Ferrari_Verde_03.JPGE lui ha inventato la Ferrari verde! In ogni caso, la tecnologia derivata dalla F1 è stata fondamentale anche nell’ideazione di un innovativo motore elettrico. La vettura laboratorio HY-KERS dimostra come Ferrari sia orientata anche allo studio della tecnologia ibrida, senza perdere di vista le caratteristiche che contraddistinguono ogni suo modello. Con l’obiettivo di preparare le Ferrari alle future normative sui limiti di emissioni di CO2, specialmente sul ciclo urbano. L’esperienza nel mondo delle competizioni ha permesso ai tecnici di Maranello di ideare una trasmissione ibrida molto leggera che, una volta applicata alla 599 GTB Fiorano, ha dimostrato di non penalizzare le eccellenti doti dinamiche della berlinetta V12. Le batterie agli ioni di litio sono piatte e collocate sotto il pavimento vettura, all’interno del fondo aerodinamico. Il centro di gravità è persino più basso rispetto alla configurazione standard. Il motore elettrico della HY-KERS, compatto trifase ad alto voltaggio da 40 kg di peso, è accoppiato alla parte posteriore del cambio F1 doppia frizione a 7 marce. Trasmette il moto attraverso una delle due frizioni del cambio e si collega ad uno dei due alberi primari. L’erogazione della potenza è assicurata istantaneamente e in modo continuo, tra motore elettrico e termico, laddove il primo è in grado di erogare oltre 100 CV, assicurando l’obiettivo dei tecnici Ferrari di compensare ogni chilogrammo di peso in più con l’aumento di almeno 1 cavallo vapore. Durante la fase di frenata il motore elettrico agisce come un generatore, sfruttando l’energia cinetica della coppia negativa per ricaricare le batterie.Ferrari_Verde_01.JPG La gestione di questo cruciale compito è affidata ad una centralina elettronica, anch’essa di derivazione F1, che oltre a comandare il motore elettrico sovrintende all’alimentazione dei sistemi ausiliari (servosterzo, servofreno, aria condizionata e sistemi di bordo). Questa vettura laboratorio mantiene inalterate le caratteristiche di sportività che ogni Ferrari deve avere e allo stesso tempo riesce ad abbattere del 35% le emissioni di CO2 nel ciclo combinato (ECE + EUDC).