Al via Salone del Gusto, Torino diventa capitale del buon cibo Stampa
Scritto da redazione   
Giovedì 22 Settembre 2016 08:07

Settemila delegati da 143 paesi e oltre 900 espositori. E' Terra Madre Salone del Gusto, l' evento internazionale dedicato alla cultura del cibo, organizzato da Slow Food dal 22 al 26 settembre a Torino. Per la sua ventesima edizione il Salone ha deciso di abbandonare il polo fieristico del Lingotto per snodarsi al Parco del Valentino e nelle piazze e nelle vie centrali del capoluogo piemontese, in una formula per la prima volta completamente gratuita. Obiettivo dichiarato raddoppiare i visitatori e raggiungere la cifra di 500mila presenze, tra cui diffondere il verbo del cibo "buono, pulito e giusto", lo slogan di Slow Food, nata in Piemonte 30 anni fa. A spiegare la scelta di far uscire allo scoperto il Salone del Gusto, e' Daniele Buttignol, segretario generale di Slow Food, che ha presentato la manifestazione al Castello del Valentino. "Abbiamo voluto abbattere i muri in un momento storico in cui qualcuno pensa ancora nel mondo che costruire dei muri possa avere senso. Noi riteniamo l'esatto opposto, vanno abbattuti i muri fisici e psicologici, che nel nostro caso erano rappresentati dal costo di un biglietto per entrare al Salone. Vogliamo dare a tutti coloro che vogliono esserci e condividere l'amore per la terra la possibilita' di poterlo fare" ha detto Buttignol. E proprio "Voler bene alla terra" e' il fil rouge della manifestazione. "La prima causa di rovina della terra, che e' la nostra madre, e' l'uomo. Pensiamo sia venuto il tempo di dedicarle attenzione e di prendersi impegni comuni per difenderla e approfondirne la conoscenza" ha spiegato Buttignol. Da domani Torino si trsformera' "un parterre unico di produttori, intendo proprio coloro che lavorano la terra. Questa conoscenza e' il piu' grande valor che il Salone si porta dietro" ci ha tenuto a sottolineare il segretario generale di Slow Food, che in 30 anni si e' diffusa capillarmente in tutto il mondo. "La piccola agricoltura, le famiglie che coltivano la terra, nel mondo rapprendano l'80% degli addetti del settore agricolo. Uniti possiamo essere la piu' grande multinazionale del cibo e fare la differenza" ha concluso.