Il primo caffè espresso al mondo lo gustarono i torinesi nel 1884 Stampa
Scritto da Mauro Bardaglio   
Domenica 01 Marzo 2020 09:42

IMG 0504Il capoluogo piemontese vanta centinaia di primati, ma com’è noto, forse per un avverso destino, o forse per la sua stessa indole, che la porta ad un’incessante ricerca di creatività, o per quel suo dinamismo incontrollabile che non la fa mai star ferma (a discredito dell’epiteto di bogia nen impropriamente attribuito ai suoi abitanti), spesso – questi primati – li lascia per strada. Si sa: Torino non sa dormire sugli allori, e conquistato un primato, va subito alla ricerca di un altro traguardo, di un altro campo in cui primeggiare, lasciando ad altri lo sfruttamento delle sue geniali intuizioni. E così, nei secoli, Torino è stata capitale di Stato, capitale della moda, capitale dell’automobile, capitale della tecnica, capitale del cinema, capitale della TV, e così via, senza fermarsi mai, sempre in fibrillazione, come un frenetico e incessante laboratorio di ricerca, continuamente orientato verso nuove scoperte, nuove frontiere inesplorate, magnetiche, irresistibili. Non tutti lo sanno, ma Torino è anche stata (e forse lo è ancora) capitale italiana del caffè, primeggiando nell’arte della torrefazione, e vanta un primato assoluto che nessuno le potrà mai sottrarre, perché – proprio a Torino – è nato il primo esemplare d’una macchina per il caffè espresso. Il caffè espresso italiano, proprio quello che consumiamo quotidianamente al bar, è nato infatti nella capitale subalpina. Era il 1884, quando il torinese Angelo Moriondo diede vita al primo “caffè espresso” della storia. Moriondo discendeva da una famiglia di imprenditori che si occupavano principalmente di liquori e cioccolato (il padre, Giacomo, aveva fondato, insieme al fratello e ad un cugino, la fabbrica di cioccolato “Moriondo & Gariglio”, fornitrice ufficiale della Real Casa Savoia, che poi si trasferì a Roma nel 1870, al seguito della Casa Regnante). Angelo Moriondo era anche un ristoratore ed un operatore alberghiero, essendo proprietario del prestigioso Grand Hotel Ligure di piazza Carlo Felice e dell’American Bar, posizionatonella Galleria Nazionale di via Roma. Fu lui a progettare (in collaborazione con Martina, un suo amico meccanico) una macchina che potesse produrre il caffè in modo più rapido, senza far troppo attendere gli avventori al banco e ai tavoli dei suoi locali. La macchina per il caffè espresso di Moriondo fece il suo esordio ufficiale all’Expo Generale di Torino del 1884. Questa macchina, esteticamente elegante ed imponente, era un autentico gioiello della tecnica, e pure bellissima a vedersi, con i suoi lucidissimi componenti esterni in rame ed ottone e gli anatomici maniglioni di legno.