Intervista con Alessandra Gucci Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Venerdì 24 Luglio 2009 00:00

DSC_0574.jpgAbbiamo conosciuto, Alessandra Gucci, in occasione della sfilata organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Svizzera, "Moda sotto le Stelle", a Locarno. La giovane di casa Gucci, ha presentato la collezione, di borse, "The First",  in tiratura limitata, artigianali, dai colori ricercati per una clientela esclusiva e raffinata. Per saperne di più leggete l'intervista che gentilmente ci ha rilasciato:  ( Foto: da sx Franco Taranto Presidente Camera Nazionale della Moda Svizzera, la stilista Alessandra Gucci e  lo  stilista R. Moles a Moda Sotto  le Stelle).

1. Qual'è il percorso personale che l'ha portata fino alla sua prima collezione?
Ho da poco compiuto 33 anni, sono nata a Milano ma vivo a St Moritz da quando ero bambina, ho imparato molto presto a conoscere ed amare il mondo dei prodotti di lusso, soprattutto quelli di pelletteria, grazie alla mia famiglia, simbolo di qualità, eleganza e stile in tutto il mondo.

g_IMG_8633.jpg Dopo essermi laureata all’USI di Lugano in Economia Aziendale ho iniziato a lavorare nella moda, prima da Ungaro poi da Gilli, e ho inoltre collaborato con una piccola rubrica con la testata MF Fashion. Ma il richiamo dei miei avi “pellettieri” è stato più forte e nel novembre 2005 ho deciso di creare e lanciare una mia linea di borse partendo da zero. Sono andata in cerca di un artigiano amico del nonno ed insieme a lui è partita la grande avventura di AG Limited Editions.

2. Da che cosa prende ispirazione?
Dai libri, dai viaggi, da quello che osservo, dalle sensazioni che percepisco, dai colori, dai sapori, dai profumi, dalla frutta, dai fiori. La natura è una meravigliosa ed un’inaspettata fonte di ispirazione.

3. A Moda sotto le Stelle, ha presentato davvero una collezione di borse particolare...da che cosa è nata l'idea di creare un accessorio cosi ricercato? e soprattutto in tiratura limitata.
Il tutto è partito da un pezzo di pelle e un libro di botanica. “Cromaticamente” ispirata e affascinata dai fantastici colori dei fiori, volevo riprodurre quelle tonalità e sfumature in una pelle. Ho ritrovato una storica azienda milanese, fondata nel 1908, che è la massima espressione di Made in Italy, già partner di mio Nonno, e grazie al suo supporto ho potuto iniziare una fase di sperimentazioni in un laboratorio vicino a Milano. Mi sono un po’ riempita di bolle d’intossicazione, dovute al contatto con le tinture, ma il risultato è stato un’innovativa tecnica di tintura sulla pelle d’alligatore e tre colori esclusivi: pink, jungle, blue. Dopodiché ho disegnato le borse ispirandomi ad un libro di tende ed insieme All’apporto manifatturiero del mio laboratorio artigiano è stata avviata la loro costruzione: internamente fatte a mano e nel cuore di Milano. Per l’elevata qualità e l’unicità di questo prodotto ho deciso che la mia prima collezione dovesse essere un tributo alla mia famiglia che mi ha trasmesso l’amore per le belle cose, di tradizione e realizzate alla perfezione: il modello “Rodolfo”, è dedicato a mio Nonno; il modello “Maurizio”, a mio padre; il modello “Alessandra”, a me stessa. Si tratta di un’edizione limitata di 99 borse divise in 11 copie per modello, nel mondo.

4. A quale clientela indirizza i suoi lavori?
Ad una clientela che ama la bellezza, la gioventù, la modernità ritrovando, però, in ciò che compra i valori di un tempo in termini di qualità, ricercatezza, esclusività e valore economico. Tutto deve essere corretto e ben proporzionato.

5. La crisi economica internazionale, colpisce anche il settore della moda, come pensa stia reagendo il settore per contrastare le perdite?

Dice Rahm Emanuel, responsabile dello staff del Presidente Obama “non bisogna mai sprecare le opportunità offerte da una buona crisi”. I periodi di crisi aiutano il mercato perché selezionano le aziende consentendo solo a quelle che hanno vantaggi competitive, soprattutto in termini di prodotto e mercato, di consolidarsi e continuare a vivere. Bisogna continuare a fare bene il proprio lavoro però rispettando alcune regole chiave, soprattutto nel mercato dei beni di lusso:

1) Attenzione massima al cliente prima e dopo la vendita, attenzione ai suoi gusti e ai suoi bisogni con la premessa che, in periodi di crisi, una delle poche leve davvero utili è rappresentata dalla fidelizzazione del cliente.

2) Puntare su prodotti eccellenti

3)Attenzione massima alle risorse interne all’azienda (persone, know how)

4)Razionalizzazione ed attenzione ai costi

5)Credibilità


6. A che cosa sta lavorando ora?
Armonia, la mia nuova collezione per la primavera-estate 2010. Si tratta di una proposta pensata per un pubblico più allargato, dopo l'esclusività massima della The First. D'altro canto bisogna guardare il momento e saperlo interpretare. Massima qualità, realizzata a mano nel cuore di Milano, ma ad un prezzo massimo al pubblico intorno ai 2.500 euro e una cartella materiali di alto livello, tra cui il pitone lavorato per diventare morbido come seta. La collezione è basata sui tre modelli Luce, Aroma e Sinfonia. Anche in questa nuova stagione continuiamo a sviluppare il concetto della limited edition, focalizzata sulla gamma colore: ogni boutique avrà combinazioni diverse per uno shopping unico, lo shopping di una donna che ama viaggaire e cercare in ogni città qualcosa di esclusivo.

7. Sogni per il futuro?

Credibilità, fiducia della clientela, conquista di nuove boutique e nuovi mercati, massima creatività e conquista di una piccola nicchia proiettando così AG Limited Editions nel futuro ma sempre con uno sguardo al passato.


8. A lei come piace vestire? c'è un capo al quale non rinuncerebbe mai? E tra i tanti stilisti c'è ne’ uno che le piace in particolare?
Io sono molto ecclettica. Prediligo la qualità, i dettagli raffinati e vestirmi in base al mio stato d’animo e all’occasione. Mi diverto a mischiare, inventarmi combinazioni con marchi differenti e in diversi posizionamenti della moda. Ad esempio una giacca di Chanel con un paio di jeans e scarpe tacco altissimo. Io adoro soprattutto gli accessori, borse, scarpe, cappelli, gioielli ma anche bijoux. Li cerco ovunque nei mercatini, nei negozietti. Il mio stilista preferito resterà sempre Valentino, anche se amo Missoni,Chanel, Armani, John Richmond e trovo geniali John Galliano e Dsquared.

9. Ci racconta la sua collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Svizzera?
Ringrazio il Presidente Franco Taranto e il vice Presidente Natascia Caccia, per avermi invitato come ospite d’onore a Moda sotto le Stelle: una nuova bellissima opportunità per nuovi designer svizzeri e non solo, di poter mostrare le loro creazioni insieme a grandi firme e poter lavorare insieme in nome della moda. Io vivo in Svizzera fin da bambina e vedo Lugano come un nuovo potenziale ed interessante luogo per il mondo della moda e credo che presto si svilupperanno nuove realtà. La mia presenza come rappresentante del Made in Italy nella camera Nazionale della moda svizzera vuole essere un monito a tutti i giovani stilisti, che come me desiderano portare avanti i loro progetti. Sono sicura che il talento, la costanza e la caparbietà verranno premiati. Ricordiamoci che tutti i “grandi” del mondo della moda sono nati sarti o da piccole botteghe di provincia.

10. Dove possiamo trovare le sue creazioni?
Solo in boutique molto speciali e ricercate che consiglio di visitare. In Svizzera, per il momento, le collezioni di AG Limited Editions si trovano esclusivamente da Shuga a Lugano.. Forse ci saranno anche altri appuntamenti esclusivi a Ginevra, Zurigo e St.Moritz.

11. Portare un cognome importante è un vantaggio o uno svantaggio?
E’ un vantaggio in termini di fiducia, affidabilità. La qualità, il rispetto del lavoro e il modo di porsi della mia famiglia hanno permesso la creazione e il consolidamento di rapporti importanti, indimenticabili e inscindibili con artigiani, fornitori, buyers, negozi. Uno svantaggio, perché quello che tutti ricordano per ora è il lavoro della mia famiglia, non il mio e per me si tratta di un esempio ed un obiettivo davvero ambiziosi da raggiungere. Mi sono stati lasciati insegnamenti e strumenti ma per conquistarmi la credibilità, il rispetto dei piccoli, grandi protagonisti del settore, deve essere opera mia e deve essere degna del cognome che porto. 

Un grazie per la collaborazione a Natascia Caccia ed Elena Gramatica.