OLIMPIADI, LA PRIMA MEDAGLIA AZZURRA ARRIVA NEL BIATHLON Stampa
Scritto da Alessandro Belli   
Mercoledì 14 Febbraio 2018 07:51

L’Italia sblocca il medagliere olimpico di PyeongChang 2018 grazie a un fantastico Dominik Windisch che mette sulla pista gelata di Alpensia tutta la sua classe e arriva a conquistare una preziosissima medaglia nel biathlon, che apre interessanti scenari anche per le gare dei prossimi giorni. Medaglia di bronzo dunque, dopo una prestazione strepitosa che senza l’errore all’ultimo tiro poteva divenire perfetta. Il freddo e il vento gelido hanno costretto all’errore vari favoriti della vigilia come il francese Martin Fourcade e il norvegese Johannes Boe. Dominik Windisch ha conquistato così il secondo bronzo olimpico dopo il terzo posto di Sochi conquistato nella staffetta mista in squadra con Lukas Hofer, Dorothea Wierer e Karin Oberhofer. Successo finale per il tedesco Arnd Peiffer che ha fermato il cronometro sul 23:38.8, a soli 4.4 secondi dalla medaglia d’argento Michal Krcmar. Dominik Windisch, 28 anni di Anterselva, tesserato per il Centro Sportivo Esercito, diventa così il terzo biathleta italiano della storia capace di conquistare una medaglia olimpica individuale.

Nella speciale classifica viene dopo Johann Passler, bronzo nella 20 km individuale a Calgary 1988, e Pieralberto Carrara, argento nello stesso format a Nagano 1998. Buonissima prestazione anche di Lukas Hofer, decimo nonostante i due errori al poligono. Il suo distacco dalla vetta della classifica è stato di 31 secondi. Più lontani gli altri italiani in gara: Giuseppe Montello 50esimo e Thomas Bormolini 51esimo, tutti e due con due sbagli al tiro. “Non ci credo ancora, è assurdo! Quando ho sbagliato l’ultimo tiro ho avuto paura di non riuscire ad arrivare sul podio, ma quando c’è in palio una medaglia bisogna dare tutto e così ho fatto. C’era vento e poteva succedere di tutto, per questo anche i più forti hanno sbagliato. Inseguimento? Ora mi godo questo sogno, non ho neanche nemmeno più freddo. Ho lavorato molto per raggiungere questo obiettivo – ha dichiarato Windisch - Prendo come esempio Dorothea Wierer perché è una superstar che dà visibilità al nostro sport eppure riesce a gestire la situazione intorno a lei. Inoltre è un buono spot anche per i giovani che possono ispirarsi e avvicinarsi al biathlon grazie a lei. Io invece dopo la medaglia di Sochi mi sono dovuto abituare ai nuovi riflettori, che fanno comunque molto piacere e aiutano a crescere”. Poi una confessione: “Ho pensato di fondere la medaglia per fare un anello per la mia fidanzata Julia, ma meglio che sia d’oro. Io mi sento italiano, quando all’estero mi chiedono da dove vengo rispondo ‘Italia’, non Alto Adige: faccio parte dell’Esercito Italiano e sono altoatesino. È veramente bello festeggiare le medaglie con i miei allenatori, sono sicuro che si sentono parte di questo risultato. Spero di continuare così, siamo su un ottimo livello e la squadra sta andando molto bene”.