Si alla tecnologia in campo Stampa
Scritto da Alessandro Bassi   
Lunedì 05 Luglio 2010 00:00
Moviola in campo sì, moviola in campo no. Il dilemma, che per anni ed anni è stato argomento di discussione e polemiche, potrebbe finalmente essere arrivato ad una svolta epocale. Joseph Blatter, il presidente della Fifa, per la prima volta non chiude le porte all’utilizzo anche nel calcio della tecnologia come mezzo di supporto agli arbitri: “È ovvio che dopo l’esperienza fatta finora in questo Mondiale, sarebbe un non senso non riaprire il dossier sulla tecnologia per la linea di porta”.   Il riferimento, ovviamente, è ai gravissimi errori che hanno danneggiato Inghilterra e Messico, pregiudicandone il cammino mondiale. In Germania–Inghilterra il pallonetto di Frank Lampard aveva varcato la linea di porta di oltre mezzo metro ma Larrionda non se n’è accorto. E che dire di Rosetti, che in Argentina-Messico ha convalidato una rete di Tevez in palese fuorigioco?. Il passo avanti, almeno sul piano delle intenzioni, è evidente tanto che Blatter ha chiarito che il 21 e il 22 luglio, a Cardiff, si parlerà della tecnologia per la linea di porta: “Il calcio è un gioco dinamico, e nel momento in cui c'è una discussione sul fatto che il pallone abbia superato o no la linea, e quindi se sia gol, si potrebbe dare la possibilità alle due squadre di chiedere che venga esaminato il replay, una o due volte come succede nel tennis”. La svolta, però, concerne solo il problema dei gol fantasma perche “per situazioni come quella nella partita del Messico non c'è bisogno della tecnologia”. Il Presidente della Fifa, poi, tira le orecchie alle due finaliste del mondiale del 2006, l’Italia e la Francia, protagoniste di un mondiale decisamente al di sotto delle aspettative. Per Blatter, la causa principale del fallimento risiede nella mancata fiducia dei giovani: “Italia e Francia sono andate in Sudafrica con rose vecchie. La Francia non aveva alcun giocatore di meno di 23 anni nel gruppo dei 23, mentre l'Italia uno solo, ma non ha giocato”. Sul tema arbitrale, inoltre, si è pronunciato anche José Maria Garcia Aranda, responsabile del dipartimento arbitrale della Fifa: “Gli arbitri hanno preso 4 o 5 decisioni controverse in 54 partite. Nessuno sta parlando delle eccellenti decisioni prese dai direttori di gara e dagli assistenti”. Difesa ad oltranza, quindi, per i direttori di gara anche se “sull'uso della tecnologia deciderà la Fifa”.