IL VATICANO SCOMUNICA I LEFEBVRIANI, ARRIVA IL DECRETO UFFICIALE
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A distanza di trentotto anni dalle storiche ordinazioni del 1988 che aprirono la prima profonda ferita, la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha varcato nuovamente e in modo definitivo la soglia della rottura formale con la Chiesa cattolica. Nella giornata di mercoledì 1° luglio, l'atto scismatico si è ripetuto sul suolo svizzero con la consacrazione episcopale di quattro nuovi vescovi senza il mandato di Roma. La risposta della Santa Sede non si è fatta attendere: con un decreto e una nota esplicativa emessi il 2 luglio, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha certificato lo stato di scisma e l'avvenuta scomunica latae sententiae per i protagonisti della vicenda. Il documento vaticano ricostruisce una cronistoria di tensioni mai sopite, evidenziando come “dai tempi di San Paolo VI fino agli ultimi colloqui, svoltisi recentemente presso questo Dicastero, i molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti al movimento iniziato da Mons. Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati vani”.
A PALAZZO CIVICO LA FIRMA DEL PROTOCOLLO CHE ISTITUISCE IL TAVOLO DI COORDINAMENTO DI TORINO CITTÀ CREATIVA UNESCO DEL DESIGN
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MARCHE: GROTTAMMARE, DOVE SOGGIORNARONO RE E COMPOSITORI
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Un borgo e un mare ammirati dal grande musicista ungherese Franz Liszt. È il panorama di Grottammare, cittadina in provincia di Ascoli Piceno dove soggiornò nell'estate del 1868, a Palazzo Fenili. Qui ebbe modo di approfondire la storia della necropoli picena nella zona collinare a ridosso del litorale, l'antico castello di Grocte (o Grupte), le fortificazioni locali costruite in seguito all'attacco dei pirati di Dulcigno nel 1525 e il ruolo avuto durante l'Unità d'Italia. In quest'ultimo caso, infatti, Palazzo Laureati ospitò Vittorio Emanuele II nel 1860, giunto lì per ricevere formalmente il Regno delle Due Sicilie dalla delegazione partenopea. Non solo mare, dunque, ma un borgo storico che sovrasta le spiagge dalla collina chiamato "il vecchio incasato",
CALDO ESTREMO, L’EMERGENZA ENTRA IN CASA: IN ITALIA IL 62% DELLE ABITAZIONI HA SUPERATO I 30°C
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L’ondata di caldo che sta interessando l’Europa non si ferma alla porta di casa. Secondo una nuova analisi di tado°, leader europeo nella gestione intelligente del clima domestico, tra il 26 e il 29 giugno 2026 quasi tutte le abitazioni italiane analizzate hanno registrato temperature interne elevate: il 99% delle case ha superato i 25°C, mentre il 62% ha raggiunto picchi oltre i 30°C. I dati, provenienti da oltre 5 milioni di termostati connessi tado° in Europa, mostrano come il caldo estremo non sia soltanto un fenomeno esterno, ma una condizione che incide direttamente sul comfort e sul benessere all’interno delle abitazioni. Nel confronto europeo, l’Italia si posiziona tra i Paesi più colpiti dal surriscaldamento domestico. Per quota di abitazioni che hanno superato i 30°C, il Paese registra un dato pari al 62%, dietro solo al Belgio, al 66%, e in linea con il Lussemburgo.
RAPPORTO SIAE: CRESCE IL TEATRO, AL CINEMA SI VA MENO
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Dal Rapporto SIAE 2025 – presentato il 26 giugno - il teatro si conferma uno dei pilastri dello spettacolo in Italia. Il macro-settore, che riunisce Prosa, Lirica, Rivista e Musical, Balletto, Burattini e Marionette, Arte varia e Circo, ha chiuso l'anno con 154.900 spettacoli, in crescita dell'1,2%, 29.747.210 spettatori, in aumento del 5,3%, e una spesa complessiva di 641.172.118 euro, pari a un incremento del 10,8%. Struttura portante è la prosa, con 96.439 spettacoli, pari al 62,3% del totale, con 17,3 milioni di spettatori, il 58,1% del pubblico, e 313,8 milioni di euro di spesa, pari al 48,9%. La prosa è cresciuta su tutti gli indicatori: +1,8% negli spettacoli, +4,4% nel pubblico e +10,5% nella spesa. Accanto alla prosa, il Rapporto segnala l'accelerazione di Arte varia, con 80,5 milioni di euro di spesa, in aumento del 32%, e 4,8 milioni di spettatori.
COME VEDIAMO I COLORI? ECCO I MECCANISMI CHE PERMETTONO DI DISTINGUERE IL BLU, IL VERDE E IL ROSSO
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La visione umana è resa possibile da quattro pigmenti: uno dedicato alla visione monocromatica notturna e tre alla visione a colori diurna. Nel 2000 era stata descritta per la prima volta la struttura molecolare del pigmento visivo responsabile della visione monocromatica. Tuttavia, fino a oggi, era stato impossibile determinare la struttura dei pigmenti coinvolti nella percezione dei colori, che costituiscono la base della visione policromatica. Adesso, dopo 26 anni di ricerche, tre articoli, pubblicati sulla rivista “Science” il 24 giugno 2026, descrivono le strutture molecolari dei pigmenti visivi responsabili della percezione dei colori blu, verde e rosso, rivelando i meccanismi che permettono agli individui di distinguere le diverse tonalità cromatiche. Fra gli autori dei tre articoli figurano il professor Massimo Olivucci, docente del Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacia (DBCF) dell’Università di Siena, e i ricercatori del suo gruppo di ricerca, il dottor Xuchun Yang (che è anche primo autore) e il dottor Filippo Sacchetta. Gli studi sono stati condotti nell’ambito di una collaborazione internazionale con il Nagoya Institute of Technology e la University of Tokyo. Spiega il professor Massimo Olivucci: “Il contributo del mio gruppo è stato quello di costruire, usando metodi di calcolo sviluppati anche nel nostro laboratorio, modelli quantistici dei pigmenti verde e rosso di un primate (Macaca fascicularis);
LA SECONDA VITA DELL'AMIANTO: QUESTA VOLTA FA BENE ALL'AMBIENTE
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Trasformare un rifiuto dannoso per la salute e l’ambiente, dandogli una seconda vita sostenibile in una nuova filiera produttiva. A rivelare questa opportunità è lo studio condotto sull’amianto da Lorenzo Squitieri, dottorando industriale dello spin-off Graftonica e nel gruppo di ricerca guidato da Roberto Simonutti (docente di Chimica Industriale presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali). I ricercatori, coordinati da Michele Mauri, ricercatore presso lo stesso Dipartimento, hanno dimostrato come l’amianto, materiale storicamente problematico, possa essere riutilizzato come componente utile alla produzione di bioplastiche più facilmente degradabili. In sintesi, grazie a trattamenti termici sviluppati dal gruppo di Giancarlo Capitani (docente di Mineralogia del Dipartimento di Scienze dell’ambiente e della terra), l’amianto può essere trasformato in una polvere minerale sicura.





