Fino al 18 giugno all’Helmhaus di Zurigo c’è una mostra che fa riflettere il visitatore sul rapporto tra passato e presente, su come il passato non si stacca dal nostro vivere quotidiano e su come questo influisca in tanti modi sulla nostra vita. Il passato si unisce al presente, come descrive il titolo di questa mostra: [il] passato [è] presente. Come osservò 1500 anni fa, non vi è, nella ricomposizione pittorica, desolazione o dolore, ma solo un’affettuosa rinascita, un risveglio di chi è stato, ma che non è lontano e distante da noi che siamo.

"Non ci fu un tempo, dunque, durante il quale non avesti fatto niente, perché il tempo stesso lo hai fatto tu; e non vi è un tempo eterno conte, perché tu sei stabile, mentre un tempo che fosse stabile non sarebbe un tempo.’’Allora, che cosa è il tempo?

Il ragionamento di Agostino sembra articolarsi in quattro momenti: il tempo in sé non esiste, esistono solo le realtà finite. In sé il tempo non è niente, perché il passato non è più, il futuro non è ancora, il presente non è ma scorre irrimediabilmente via, scorrendo nel passato. Ed ora queste stanze, a lungo abbandonate, riprendono lo scopo per cui furono costruite, dimora ed abitazione, rifugio e conforto, luogo di memoria del passato, presente e futuro.a Agostino d'Ippona, non esiste un passato in quanto tale, ma solo "un presente di cose passate" così come viene percepito dalla mente.

 

 

 Il passato ci accompagna come memoria, perché secondo Novalis  nel suo testo critico “risvegli” ,“ogni ricordo è presente, Non vi è, nella ricomposizione pittorica, desolazione o dolore, ma solo un’affettuosa rinascita, un risveglio di chi è stato, ma che non è lontano e distante da noi che siamo. Ed ora queste stanze, a lungo abbandonate, riprendono lo scopo per cui furono costruite, dimora ed abitazione, rifugio e conforto, luogo di memoria del passato, presente e futuro.” I ricordi possono essere vividi o fugaci, duraturi o effimeri, dolorosi o immaginari. Le nostre vite sono plasmate dalle esperienze personali, ma anche da eventi entrati nella memoria collettiva. Le opere di tredici artisti qui esposte sondano sia la portata che i limiti della memoria. Si rivolgono a quelle esperienze traumatiche che bruciano la nostra anima come fogli di carta. Definiscono il sentore di sofferenza che ci circonda come un velo invisibile, oppure visualizzano la simultaneità di assenza e presenza. Anche gli anni dei "bei vecchi tempi" e della nostalgia stessa vengono qui rielaborati come arte.

La mostra è un invito a riflettere sui tanti modi diversi in cui preserviamo il passato o ce ne separiamo.

Artisti in mostra: Marisa Cornejo, Pascale Eiberle, Esther Ernst, Mark Formanek, Michel Gilgen, Johanna Müller, Jos Näpflin, Lea Schaffner, Jonathan Steiger, Sabine Troendle, Franz Wanner, Olivia Wiederkehr, Uwe Wittwer

Info : https://helmhaus.org/en/exhibitions/passato-presente