Il decreto Infrastrutture può, e deve, diventare un’occasione per rafforzare i controlli antimafia sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Lo ha sottolineato il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia, in audizione davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera. Secondo Busia, la mancanza di un progetto esecutivo completo, più volte slittato, rende difficile avere una visione chiara dei costi e delle fasi di realizzazione.

Il progetto, infatti, sarà approvato per fasi successive, un’impostazione che secondo Anac genera incertezza e rischi anche dal punto di vista economico. “Sarebbe auspicabile arrivare a un progetto esecutivo complessivo – ha detto – per fornire al governo e al Parlamento un quadro preciso almeno dei costi iniziali”. Busia ha poi evidenziato la necessità di aumentare i controlli antimafia, sfruttando strumenti di digitalizzazione per monitorare i cantieri e verificare anche le imprese in subappalto, dove più spesso si annidano le infiltrazioni mafiose. In quest’ottica, ha proposto di abbassare la soglia degli affidamenti da sottoporre a controllo, includendo anche quelli inferiori ai 150 mila euro. Un altro nodo riguarda il rispetto delle regole europee sugli appalti pubblici. Busia ha ricordato che la normativa Ue non consente variazioni di costo superiori al 50% rispetto al valore iniziale di gara. Il decreto fa riferimento al valore aggiornato nel 2012, ma il presidente dell’Anac ha invitato a chiarire questo aspetto con un’interlocuzione formale con le istituzioni europee, per evitare possibili contenziosi. Infine, a margine dell’audizione, Busia ha sollevato un rilievo anche sul progetto dei Giochi invernali Milano-Cortina: “La nomina dell’amministratore delegato della società Milano-Cortina a commissario rischia di creare una sovrapposizione tra controllore e controllato. Sarebbe preferibile – ha concluso – affidare il ruolo di commissario a una figura terza”.