L’ITALIA SEMPRE PIÙ VECCHIA: CALANO NASCITE E RESIDENTI
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- Redazione
Non si arresta il calo della natalità in Italia dove, nel 2025, ci sono state 355mila nascite, con una diminuzione del 3,9% rispetto all’anno precedente, mentre i decessi sono 652mila, in calo dello 0,2%. Ciò ha determinato un saldo naturale ampiamente negativo (circa -296mila unità), in peggioramento se confrontato a quello del 2024, quando risultò pari a -283mila. Questo è quanto emerge dal report dell’Istat sugli indicatori demografici 2025 pubblicato il 31 marzo.
Al 1° gennaio di quest’anno la popolazione residente in Italia è pari a 58 milioni 943mila individui, risultando stabile rispetto alla stessa data dell’anno precedente (-636 unità). Nel nostro Paese la dinamica migratoria molto positiva riesce a contrastare un ricambio naturale ampiamente negativo e nel quale la popolazione continua a invecchiare: sul piano geografico si possono osservare differenze significative, come la popolazione del Nord che aumenta del 2,2 per mille, rimane costante nel Centro (0,0 per mille), mentre registra delle perdite nel Mezzogiorno (-3,1 per mille). Le immigrazioni dall’estero ammontano a 440mila unità, mantenendosi solide, e scendono sensibilmente le emigrazioni per l’estero (144mila), ben 45mila in meno rispetto all’anno precedente (-23,7%). In questo quadro il saldo migratorio con l’estero resta non solo molto positivo (+296mila) e tale da compensare pressoché integralmente il deficit dovuto alla dinamica naturale, ma cresce anche di 33mila unità sul 2024. Risultano, inoltre, in aumento del 5,1% i trasferimenti di residenza tra Comuni, che globalmente hanno coinvolto un milione e 455mila cittadini. Al 1° gennaio 2026 la popolazione residente di cittadinanza straniera è pari a 5 milioni e 560mila unità, in aumento di 188mila individui (+3,5%) rispetto all’anno precedente, con un’incidenza sulla popolazione totale del 9,4%. La maggiore concentrazione si registra al Nord, dove risiedono 3 milioni 230mila individui (pari al 58,1% degli stranieri residenti in Italia), per un’incidenza rispetto al totale dei residenti pari all’11,7%; nel Centro risiedono un milione 344mila stranieri (24,2% del totale) con un’incidenza dell’11,5%; più contenuta è la presenza di residenti stranieri nel Mezzogiorno, 986mila unità (17,7%), che rappresentano appena il 5,0% della popolazione residente. La popolazione di cittadinanza italiana ammonta a 53 milioni 383mila unità, in calo di 189mila individui rispetto al 1° gennaio 2025 (-3,5 per mille); nel 2025 le acquisizioni di cittadinanza italiana, pari a 196mila, sono in diminuzione rispetto ai livelli degli anni precedenti (214mila nel 2023 e 217mila nel 2024). Il calo, prosegue il report Istat, è da imputare principalmente alle modifiche del quadro normativo introdotte dal D.L. 36/2025 (convertito nella Legge n. 74/2025) che prevede restrizioni all’acquisizione della cittadinanza italiana iure sanguinis. Il numero medio di figli per donna è stimato in 1,14, in calo uniforme sul territorio nazionale rispetto all’1,18 del 2024. Prosegue inoltre la posticipazione delle nascite, con l’età media al parto che sale da 32,6 a 32,7 anni. In Italia diminuiscono poi i matrimoni, in particolare quelli celebrati con rito religioso (-11,7% rispetto al 2024), e si verificano significative variazioni sulla composizione delle famiglie.





