LEGGE ELETTORALE, OPPOSIZIONI UNITE E SI VA VERSO OSTRUZIONISMO
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- Redazione
Preferenze per tutti, abolizione delle liste bloccate e dell'indicazione del candidato premier, doppia preferenza di genere, 50% di donne tra i capilista e modifica del premio di maggioranza. Le opposizioni hanno presentato a Palazzo Madama gli emendamenti unitari alla legge elettorale e hanno annunciato da un "netto e forte ostruzionismo" in commissione. Il primo obiettivo indicato è stato quello di "restituire la scelta agli elettori", con preferenze per tutti i deputati e senatori e "nessun eletto garantito attraverso liste bloccate". Le opposizioni hanno proposto inoltre di innalzare dal 42 al 45% la soglia per l'assegnazione del premio, riducendone la dimensione.
"Il rapporto tra voti ottenuti e seggi assegnati non può diventare una deformazione irragionevole della rappresentanza", ha affermato Boccia. Un altro punto comune ha riguardato la cancellazione dell'indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio. "Questa è una Repubblica parlamentare, non è né un premierato né una Repubblica presidenziale", ha dichiarato il capogruppo del Pd al Senato. Sulla rappresentanza femminile, le opposizioni hanno sottoscritto l'emendamento di Italia Viva che prevede il 50% di donne tra i capilista e la proposta del Partito democratico sulla doppia preferenza di genere. Boccia ha definito "indecoroso" che la destra non abbia raggiunto un'intesa sulla parità, "perché per loro non è un valore". Il senatore ha criticato anche la modifica delle circoscrizioni estere, accusando la maggioranza di essere intervenuta sugli eletti all'estero "solo perché la destra non elegge o ne elegge meno". "Quando non quadrano i conti, cambiano le regole per adattarle alle loro esigenze e ai loro interessi", ha affermato. Il confronto si è concentrato poi sull'ipotesi del ballottaggio. Boccia ha definito "un po' sgangherato" l'emendamento presentato da Marcello Pera e ha sostenuto che né Lega né Forza Italia condividano la proposta. Con un quorum regionale al Senato e nazionale alla Camera, il ballottaggio potrebbe produrre coalizioni diverse nei due rami del Parlamento. Per Boccia, la cosiddetta "norma Vannacci" ha fatto "sbandare la maggioranza": "Questo è il ballottaggio di Meloni contro Vannacci o, se volete, di Vannacci contro Meloni". Le opposizioni hanno collegato la battaglia parlamentare anche ai tempi della riforma. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Luca Pirondini ha annunciato emendamenti per vietare modifiche alla legge elettorale nei 18 mesi precedenti la scadenza naturale della legislatura e per richiedere una maggioranza dei due terzi nell'ultimo anno. In assenza di tale maggioranza, la nuova disciplina dovrebbe essere applicata soltanto alla legislatura successiva. Un emendamento unitario ha previsto inoltre che questa riforma non valga per le prossime elezioni. Pirondini ha accusato il governo di voler "cucirsi addosso una legge elettorale" per riportare in Parlamento candidati fedeli ai capi dei partiti. Ha contrapposto il lavoro unitario delle opposizioni a un centrodestra che "sta litigando praticamente su tutto", mentre le famiglie affrontano rincari fino a 1.300 euro per l'acquisto dei libri scolastici di ciascun figlio.





