La stagione sciistica 2025/2026 ha appena preso il via, ma insieme al divertimento tornano anche i rischi legati agli sport invernali. Gli ortopedici della SIOT (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia) ricordano che una buona preparazione atletica e l’attenzione alle condizioni delle piste sono fondamentali per ridurre il numero di infortuni, in aumento nell’ultima stagione. “Se si arriva preparati, gli sport invernali come sci, pattinaggio e snowboard possono essere svolti in tutta sicurezza a tutte le età – spiega il prof. Pietro Simone Randelli, Presidente SIOT, Direttore scientifico della Clinica Ortopedica dell’Istituto Gaetano Pini, Ordinario di Ortopedia presso l’Università degli Studi di Milano –. Viceversa, chi conduce una vita sedentaria tende a subire infortuni anche gravi all’apparato muscoloscheletrico:

Per i golosi, la Calabria è la meta giusta durante il periodo delle feste. Superando la classica sfida tra panettone e pandoro, i dolci natalizi della regione richiamano l’uso mediterraneo di frutta secca, chiodi di garofano, uvetta, miele, vino cotto, cannella e anice stellato. Questi ingredienti, declinati in decine di varianti, sono alla base delle tradizionali “pitte” natalizie, ovvero le torte di frolla o sfoglia chiamate a seconda dei luoghi “‘nchiùsa” (Catanzaro) o “‘mpigliàta” (Cosenza). Esse rappresentano due varianti della stessa torta di pasta sfoglia farcita. E ancora la montagna di palline di pasta fritta e glassata al miele: in provincia di Cosenza spiccano i “turdìlli”, a Vibo Valentia e Catanzaro la “ciceràta”, ma anche strùffoli come in Campania. Altri dolci fritti natalizi sono le zeppole (di cui, a Natale, si prepara anche la variante salata con acciughe e ‘nduja), anche dette “crespelle” oppure “cullurièlli”, “cuddrurièddi” o “crùstuli”.

Finanziamenti Erc, altri due successi per UniTrento. L’Ateneo conquista infatti due dei “Consolidator Grant” finanziati quest’anno dallo European Research Council (Erc). Si tratta di premi destinati a scienziati e scienziate già riconosciuti/e come leader nel proprio settore a livello internazionale, assegnati con una selezione su base competitiva dall’Unione europea e volti a sostenere la ricerca di eccellenza. Protagonisti per Trento sono Libertario Demi e Simone Pezzuto: i loro progetti di ricerca fanno parte dei 17 finanziati in Italia. In totale sono state accolte 349 candidature. La notizia arriva il 9 dicembre da Bruxelles:

La Fondazione dell’Università Federico II lancia la campagna di fundraising a sostegno del progetto ‘Mama Trial’ che vuole migliorare la cura materna, focalizzandosi sulla prevenzione delle complicanze in gravidanza tramite la somministrazione della vitamina D. Le donne africane, infatti, hanno un maggior rischio di carenza di vitamina D a causa della pelle scura che limita la sintesi della vitamina D con i raggi solari. Il progetto, che si inserisce nel più ampio programma GuluNap, si sviluppa in Uganda del Nord, nell’area della regione di Gulu dove solo nel 2024 sono state 36 le giovani donne decedute nell’ultima fase della gravidanza a causa di diabete, ipertensione e parto prematuro. Secondo i dati, l’Uganda ha un alto tasso di mortalità materna: ogni 100mila nascite, sono 189 le donne che muoiono per maternità, un numero 40 volte superiore alla realtà italiana. Decessi che per oltre l’80 per cento potrebbero essere prevenuti.

Con l'avvicinarsi dei viaggi natalizi, tra zaini da chiudere e caos dell'ultimo minuto, viaggiare con i bambini può sembrare un'impresa. Eppure, qualcosa cambia una volta che il treno inizia a muoversi. Secondo una nuova ricerca condotta da Trainline, la piattaforma leader per la prenotazione di treni e pullman, in collaborazione con Doxa, il treno si è ormai trasformato in uno dei pochi luoghi dove le famiglie italiane riescono a trovare calma, rallentare e riconnettersi davvero. Lo studio ha intervistato un campione di 500 persone. Il 35% afferma che i propri figli sono visibilmente più calmi a bordo, mentre il 37% dice che si comunica di più rispetto alla quotidianità.

L’Atlante interattivo LAVA. è il cuore del progetto: uno spazio visivo e relazionale che traduce in forma digitale il percorso di ricerca. In questo contesto, le opere letterarie non sono semplici testimonianze, ma diventano laboratori di emozione e pensiero, luoghi in cui individui e comunità elaborano la paura, la perdita e i processi di ricostruzione. Ogni nodo dell’atlante mette in relazione eventi reali come terremoti, eruzioni e luoghi del disastro con simboli e metafore culturali, conseguenze storiche e sociali e i diversi linguaggi filosofici e poetici che raccontano il rischio, il trauma e la rinascita. Ne emerge un ecosistema narrativo che rende accessibile e condivisibile la complessità delle risposte umane ai fenomeni estremi.

Dove non arrivano i grandi, ci pensa l’Intelligenza Artificiale: un numero sempre più alto di adolescenti lamenta, infatti, un’assenza di ascolto e connessione emotiva da parte degli adulti di riferimento, che spesso si pongono loro con atteggiamento giudicante. Il risultato? Si affidano in massa a chi queste caratteristiche sembra possederle, sebbene non abbia un’anima: 1 su 2 (46%) ha fatto ricorso all’IA per parlare delle proprie emozioni e, per 1 su 10, questa routine è una costante. A svelarlo è l'annuale indagine realizzata dall’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo (Di.Te.) insieme a Skuola.net, diffusa in occasione della 9ª Giornata Nazionale sulle Dipendenze Tecnologiche e Cyberbullismo. L’indagine, che ha coinvolto 927 ragazzi tra i 10 e i 20 anni, restituisce un’immagine nitida della condizione emotiva della generazione cresciuta tra smartphone e social network.

Dove non arrivano i grandi, ci pensa l’Intelligenza Artificiale: un numero sempre più alto di adolescenti lamenta, infatti, un’assenza di ascolto e connessione emotiva da parte degli adulti di riferimento, che spesso si pongono loro con atteggiamento giudicante. Il risultato? Si affidano in massa a chi queste caratteristiche sembra possederle, sebbene non abbia un’anima: 1 su 2 (46%) ha fatto ricorso all’IA per parlare delle proprie emozioni e, per 1 su 10, questa routine è una costante. A svelarlo è l'annuale indagine realizzata dall’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo (Di.Te.) insieme a Skuola.net, diffusa in occasione della 9ª Giornata Nazionale sulle Dipendenze Tecnologiche e Cyberbullismo. L’indagine, che ha coinvolto 927 ragazzi tra i 10 e i 20 anni, restituisce un’immagine nitida della condizione emotiva della generazione cresciuta tra smartphone e social network.

Nel corso di molte sessioni di terapie salvavita, già lunghe di per sé come nel caso della chemioterapia, la percezione soggettiva del tempo tende a dilatare ulteriormente la durata della terapia, con un impatto significativo sulla qualità della vita del paziente. Supportare il paziente durante le terapie intervenendo sulla percezione soggettiva del tempo è la sfida del progetto di ricerca Proof of Concept TIMELAPSE. A VR application for speeding up time passage during chemotherapy, finanziato dall’European Research Council nell’ambito del progetto AN-ICON coordinato dal prof. Andrea Pinotti e realizzato dal Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Fondazione IRCSS San Gerardo dei Tintori e in partnership con l’azienda danese Khora, specializzata in soluzioni immersive per l’healthcare.








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