Nell’ultima edizione dei Global Ranking of Academic Subjects di Shanghai l’Università di Torino ha ottenuto un riconoscimento di eccellenza nella classifica Business Administration, collocandosi al 27° posto nella classifica mondiale, su 400 atenei, e al primo posto a livello nazionale. UniTo, inoltre, è presente in 24 classifiche disciplinari suddivise in 5 macro settori: Natural Sciences, Engineering, Life Sciences, Medical Sciences, Social Sciences. Un ottimo posizionamento è stato ottenuto nelle discipline Agricultural sciences e Veterinary sciences(fascia 51-75) e Food Science & Technology e Physics (fascia 76-100). Altre posizioni di rilievo sono state raggiunte nei subject Medical technology (fascia 101-150) e Biological sciences, Dentistry & Oral Sciences, Geography, Human biological sciences e Management (fascia 151-200).

Oltre alla domanda di competenze green trasversalmente diffusa per professioni già presenti nel mercato del lavoro, è possibile individuare anche un nucleo più ristretto di green jobs, cioè di profili più specificatamente richiesti per soddisfare i bisogni emergenti della green economy e supportare trasversalmente le attività verdi. Nel gruppo delle professioni scientifiche e di elevata specializzazione, si stimano programmati nel 2023 circa 160mila contratti per green jobs, tra cui gli ingegneri dei materiali, i progettisti di impianti per la produzione di energia, gli esperti in energie rinnovabili, i chimici, gli ingegneri edili/ambientali e gli architetti green.

Le Donne del Vino celebrano il loro 35mo compleanno con un evento che rivela, per la prima volta, il ruolo di sentinelle culturali dei produttori di vino nei territori in cui operano. L’appuntamento è stato il 20 novembre a Firenze, a Palazzo degli Affari. “Donne vino e salvaguardia dell’identità culturale dei territori del vino”: con questo titolo sono stati presentati gli esiti dell’indagine condotta da Marta Galli, direttore operativo dell’Osservatorio Sustainable Wine Business and Enogastronomic Tourism dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Con la stagione natalizia dietro l'angolo e i consumatori che mostrano come cambiano le loro abitudini di acquisto, questo è un momento fondamentale per i retailer per rivalutare il loro checkout, dato che il 54% dei consumatori italiani abbandonerebbe un acquisto se si trovasse di fronte a complicazioni nella fase finale di acquisto, secondo una nuova ricerca di Skrill, brand di pagamenti digitali affermato a livello globale e parte di Paysafe (NYSE: PSFE), piattaforma globale di pagamenti.

"Per alcuni dei nostri prodotti, quello degli Stati Uniti è un mercato in forte espansione e sul quale è necessario rafforzare la presenza delle nostre eccellenze legate al food&wine. Partecipare con alcune aziende friulane alla fiera internazionale è stato importante, in quanto ci ha permesso di tessere importanti rapporti nell'ambito del progetto governativo legato alla candidatura del cibo italiano a patrimonio mondiale dell'Unesco". 

 Nel 2023 gli acquisti eCommerce B2c degli italiani valgono 54,2 miliardi di euro (+13% rispetto al 2022). Da un lato i servizi vivono una “seconda giovinezza”, soprattutto grazie alle performance molto positive del settore Turismo e Trasporti, e il valore degli acquisti online raggiunge i 19,2 miliardi di euro (+25%). Dall’altro l’eCommerce di prodotto tocca i 35 miliardi di euro (+8%), una crescita più controllata rispetto agli anni scorsi e in buona parte legata all’inflazione.

A ottobre 2023 si stima una diminuzione sia del clima di fiducia dei consumatori (l’indice passa da 105,4 a 101,6) sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese, che cala da 104,9 a 103,9. Si segnala un diffuso peggioramento delle opinioni dei consumatori sia sulla situazione personale sia su quella economica generale. Coerentemente, i quattro indicatori calcolati mensilmente a partire dalle stesse componenti segnano dinamiche negative: il clima economico e il clima futuro registrano le flessioni più consistenti (il primo passa da 115,2 a 110,5 e il secondo da 113,2 a 107,7);

I costi medi annui per uno studente fuori sede superano ormai i 17mila euro e sono in costante crescita da anni. E quanto emerge dal report curato dall’Unione degli universitari e Federconsumatori, sul tema del caro studi universitario. Un report presentato alla Camera, proprio nell’imminenza del passaggio parlamentare della legge di bilancio.

 Nel 2021 il valore dell’economia non osservata raggiunge 192 miliardi di euro. L’economia sommersa si attesta a poco meno di 174 miliardi di euro, mentre le attività illegali superano i 18 miliardi. Rispetto al 2020, il valore dell’economia non osservata cresce di 17,4 miliardi, ma la sua incidenza sul Pil resta invariata (10,5%). Le unità di lavoro irregolari sono 2 milioni 990mila, con un aumento di circa 73mila unità rispetto al 2020. Nel 2021 il valore aggiunto generato dall’economia non osservata, ovvero dalla somma di economia sommersa e attività illegali, si è attestato a 192 miliardi di euro, segnando una crescita del 10,0% rispetto all’anno precedente (quando era 174,6 miliardi), sostanzialmente in linea con la dinamica del Pil (+9,7%).






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