“Il mio libro vuole raccontare la verità su quello che è accaduto, nella speranza che non si ripeta mai: per me raccontare la verità è un atto di resistenza, anche onorare le vittime e cercare di sensibilizzare la politica, i palazzi del potere per dire loro che hanno il dovere di agire”. Così Rula Jebreal, autrice del libro “Genocidio”, presentato il 27 ottobre alla Camera: a fare gli onori di casa il vicepresidente della Camera Sergio Costa, tra gli intervenuti il presidente M5S Giuseppe Conte e il giornalista Sigfrido Ranucci. “Il governo Meloni – aggiunge la giornalista, esperta di politica internazionale, cresciuta a Gerusalemme - potrebbe fare la cosa più importante, smettere di fornire armi a Israele, ma soprattutto potrebbe ritirare la licenza che è stata ricevuta dall’Eni di esplorazione dei giacimenti di gas, perché appartengono ai palestinesi: questa licenza è stata data da un governo che occupa illegalmente un altro territorio, le acque territoriali di Gaza appartengono ai palestinesi, quindi se l’Eni vuole fare una trattativa con i palestinesi, ben venga, potrà ricevere le licenze, ma le licenze date da Israele sono illegali”.

"Secondo me - aggiunge - qualsiasi capo di governo italiano dovrebbe mettere come centro della sua agenda politica il rispetto del diritto internazionale, e l'episodio di Almasri dimostra che quel rispetto lì è stato violato, come vengono violati soprattutto gli accordi, la Convenzione del genocidio rispetto all'export, ma anche import di armi da Israele, tecnologie di sorveglianza come Paragon: c'è ancora un segreto enorme, chi ha spiato i giornalisti, chi ha dato l'ordine di spiare i giornalisti, chi ha voluto spiare i giornalisti italiani con la tecnologia di sorveglianza israeliana? Secondo me questa verità deve emergere per il bene del Paese”. “Il diritto internazionale – sottolinea infine Jebreal - viene distrutto in questo momento a Gaza: dovrebbe essere applicato in maniera imparziale, soprattutto perché non dipende dall'identità delle vittime o del carnefice se debba essere applicato, ma se l'Occidente continua a usarlo per salvaguardare gli amici e sanzionare e punire gli avversari, si distrugge la base del diritto internazionale: non c'è un diritto internazionale parziale a favore dell'Occidente, non c'è l'esclusività sul genocidio. Vorrei citare le parole di Amos Goldberg, lo studioso israeliano che ha detto che ‘quello che accade a Gaza non è l'Olocausto, ma è della stessa famiglia’. Bisogna ascoltare questi esperti”. 'Da giurista sono stato molto attento, all'inizio abbiamo parlato di sterminio, poi sterminio sistematico e poi davanti all'evidenza di genocidio'' ha affermato invece Conte, che sottolinea il ruolo fondamentale dell'opinione pubblica e delle piazze anche nel far cambiare linea agli Stati Uniti. L'ex premier, inoltre, rimanda al mittente l'accusa di antisemitismo: "Chi è antisemita? Chi si è battuto per fermare questo orrore che sarà scritto nei libri di storia? O chi ha fomentato l'odio? Chi ha fomentato tutto questo, e ha cercato di nasconderlo con la propaganda". Sigfrido Ranucci, al centro delle cronache in queste settimane per l'attentato subito e per le polemiche legate al Garante della Privacy, con uno dei suoi membri avvistato nella sede di Fdi prima della multa comminata al programma, invece confessa: "Dopo tanta solidarietà mi stavo annoiando, sono contento di essere tornato a come stavo prima: anche perché la solidarietà è ipocrita, non nascondiamolo: quindi hanno ricominciato a delegittimare Report". "So - ricorda il giornalista - che cosa abbiamo dovuto passare come Report per usare per la prima volta il termine genocidio in una trasmissione tv in Rai: mi si chiedeva continuamente di cambiare il titolo, il lancio della puntata, qualcuno tra i colleghi si è anche sorpreso che per la prima volta in Rai si usasse il termine genocidio, ma è un termine che era già stato usato dalle corti internazionali: negare la realtà significa negare la possibilità alla gente di essere consapevolmente informata, di poter operare le proprie scelte, significa cancellare la memoria del presente e del futuro, che è il tentativo che si facendo con tutta una serie di leggi che ci stanno consegnando all'oblio di Stato: in un contesto di guerra usano le bombe, in un contesto di pace usano le querele temerarie".