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Coltivare ortaggi nutrienti in suoli simili a quelli lunari è possibile e, in alcuni casi, può persino migliorarne il profilo antiossidante. È quanto emerge dallo studio internazionale “Growing Food for the Moon: How Lunar Soil Changes Plant Quality and Biological Effects”, frutto di una collaborazione multidisciplinare che ha visto protagonista l’Università di Camerino. La ricerca è stata condotta dalla dott.ssa Fatemeh Mansouri, dottoranda dell’Unità di Biologia Molecolare e Nutrigenomica della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute Unicam, sotto la supervisione della prof.ssa Rosita Gabbianelli, in collaborazione con due Dipartimenti della University of Trás-os-Montes and Alto Douro (UTAD) in Portogallo, guidati dalle professoresse Isabel Gaivão e Ana Barros; con il gruppo di ricerca coordinato dal professor Sauro Vittori della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute di Unicam e con la dott. ing. Giorgia Pontetti della Ferrari Farm (Italia).
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L’Italia rafforza il proprio ruolo nella nuova corsa alla Luna. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali del Governo italiano, sen. Adolfo Urso, ha firmato a Washington con l’amministratore della NASA, Jared Isaacman, uno Statement of Intent sulla cooperazione per la superficie lunare. Presente alla cerimonia di firma anche il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente. “È un riconoscimento importante per l’Italia e per le nostre imprese, che saranno chiamate a realizzare i moduli abitativi destinati a consentire una presenza sicura e prolungata degli astronauti sulla Luna. La ‘casa’ degli astronauti sarà ‘Made in Italy’, realizzata con tecnologie italiane e da imprese italiane". "
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Il 28 marzo, l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha compiuto un importante passo avanti nel rafforzamento dell'ambizione europea di una navigazione satellitare più resiliente, con il decollo dalla Nuova Zelanda, a bordo dell'Electron di Rocket Lab, dei primi due satelliti della missione dimostrativa in orbita Celeste.
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La caccia a una "seconda Terra" entra nella sua fase più operativa. Il Consorzio Scientifico della missione ESA Plato (PLAnetary Transits and Oscillations of stars) ha reso disponibile alla collaborazione Plato il Plato Input Catalog (PIC): la lista definitiva delle stelle che il satellite osserverà per i prossimi anni. Si tratta di un passo fondamentale per la missione dell'ESA e un risultato che vede l’Italia in prima linea: lo Space Science Data Center dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI – SSDC) ha infatti la responsabilità della realizzazione del Plato Input Catalog, selezionando e caratterizzando le stelle secondo le specifiche dettate dal consorzio internazionale. Senza questa mappa, il satellite non saprebbe dove guardare.
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Si stima che il Long-Covid, una sindrome cronica che può manifestarsi anche mesi dopo la guarigione dal COVID-19 -19, colpisca tra 80 e 400 milioni di persone a livello globale, con un’incidenza del 5–20% nella popolazione generale e fino al 50% tra i pazienti ospedalizzati dopo l’infezione acuta da SARS-CoV2. Una recente pubblicazione – nata da una collaborazione internazionale tra gli scienziati del Centro di Ricerca Coordinata “Aldo Ravelli” dell’Università degli Studi di Milano e i ricercatori di altre università internazionali tra cui Yale University, University of California, University of London - riporta un consensus autorevole dei massimi esperti mondiali circa i meccanismi patobiologici delle complicanze neurologiche e psicologiche del COVID-19 e del Long-Covid sia negli adulti che nei bambini, e ne illustra le prospettive terapeutiche attuali.
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Alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina l’innovazione tecnologica non sarà un semplice supporto, ma una componente strutturale dell’esperienza olimpica. L’edizione italiana dei Giochi segna infatti uno dei passaggi più avanzati nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata allo sport, trasformando il modo in cui le competizioni verranno raccontate, analizzate e vissute da miliardi di spettatori in tutto il mondo.
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Per una volta, cercare qualcosa e non trovarlo si trasforma in una scoperta rivoluzionaria. È quello che è successo al ricercatore del dipartimento di Fisica dell’Università di Milano-Bicocca Alejandro Benitez-Llambay, che, in collaborazione con astronomi di Canada e Stati Uniti, ha osservato nel cuore del cosmo, a 14 milioni di anni luce dalla Terra, Cloud-9, un alone di materia oscura totalmente privo di stelle. Grazie a un’indagine che ha coinvolto i più potenti telescopi del mondo, Cloud-9 si è rivelato il primo candidato certo di RELHIC, un oggetto astrofisico previsto dal modello cosmologico ma mai osservato prima.
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Il Politecnico di Torino consolida il proprio impegno nel creare opportunità concrete per giovani ricercatrici e ricercatori, incentivando percorsi progettuali innovativi e ad alto impatto nei diversi ambiti della conoscenza. Grazie al contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo (nell’ambito delle convenzioni universitarie 2022-2024) e di Fondazione CRT, l’Ateneo finanzia, con un budget complessivo di oltre 1,3 milioni di euro – di cui 850.000 erogati da Fondazione Compagnia di San Paolo e 300.000 euro da Fondazione CRT – 17 nuovi progetti risultati vincitori – sulle 127 proposte presentate – di bandi interni che promuovono la ricerca e l’innovazione, investendo in approcci originali e interdisciplinari.
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La durata di una crema solare, la stabilità di una maionese o l’efficacia di un farmaco dipendono da ciò che accade nei materiali che li compongono: gel e vetri, strutture complesse e disordinate che cambiano lentamente nel tempo. Per comprenderne davvero l’evoluzione, un gruppo di ricercatori del Politecnico di Milano e dell’Université de Montpellier – CNRS ha deciso di studiarli dove la gravità non c’è: nello spazio. È da questa intuizione che nasce COLIS (COlloids In Space), una nuova facility - cioè, un laboratorio sperimentale installato sulla Stazione Spaziale Internazionale - dedicata allo studio dei materiali soffici e complessi in microgravità. Il progetto si inserisce nel programma “Colloids in Space” dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e del Centre National d’Études Spatiales (CNES). COLIS è il risultato di una collaborazione scientifica di lungo corso tra Luca Cipelletti, fisico del Laboratoire Charles Coulomb dell’Université de Montpellier - CNRS, e Roberto Piazza, professore di Fisica della Materia al Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano, dove dirige il laboratorio Soft Matter. «Studiare questi materiali in microgravità ci permette di isolare l’effetto della gravità, una forza silenziosa ma decisiva nella loro evoluzione», spiega Roberto Piazza.





