Un gruppo di ricercatrici e ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, coordinato da Calogero Oddo, professore associato di Bioingegneria, ha sviluppato una pelle artificiale che emula le caratteristiche morfologiche e le funzionalità tattili della pelle umana grazie a sensori innovativi e algoritmi di intelligenza artificiale che si ispirano alle strutture neuronali che veicolano ed elaborano l’informazione tattile. Lo studio, nato da una collaborazione tra il Neuro-Robotic Touch Lab dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e l’Università Federale di Uberlandia (Brasile), è stato pubblicato sulla rivista internazionale Nature Machine Intelligence:

 La ferrovia in laboratorio, con tanto di binari, massicciata, traverse. Dove? All’Università di Parma, dove nei giorni scorsi è stato per la prima volta esposto al pubblico il prototipo RSTF (Railway Superstructure Test Frame), complesso apparato di prova in scala reale di sovrastrutture ferroviarie. Presenti il Rettore Paolo Martelli, il Prorettore Vicario Fabrizio Storti, il Prorettore alla Ricerca e al Trasferimento tecnologico Daniele Del Rio, il Prorettore ai Sistemi informativi, all'innovazione e al PNRR Andrea Prati, il Direttore del Dipartimento di Ingegneria e Architettura Roberto Menozzi e le persone che hanno lavorato al prototipo. Presente anche il precedente Rettore Paolo Andrei, nel cui mandato il progetto ha preso avvio. Il prototipo sperimentale è stato realizzato nell’ambito delle attività di progetto PNRR del Centro Nazionale Mobilità Sostenibile (MOST) dell’Università di Parma.

Per la prima volta un gruppo di ricercatori europei guidato dall’Università di Lisbona, con la partecipazione dell’Università di Trieste, ha identificato in un’area nell’Oceano Atlantico un caso di “affondamento” di un pezzo di placca, la parte inferiore della litosfera, lo strato più esterno della Terra. Questo fenomeno geologico, noto come “delaminazione della litosfera” e all’origine di molti eventi sismici, finora era stato documentato solo nei continenti.

Il Mar Rosso potrebbe essere il più giovane oceano del pianeta. Lo rivela uno studio pubblicato su Nature Communications, frutto di una collaborazione internazionale guidata dal Cnr con il supporto del Servizio geologico saudita e varie università italiane. I ricercatori hanno analizzato rocce magmatiche del complesso di Tihama Asir, nel sud dell’Arabia Saudita, risalenti a circa 25 milioni di anni fa, per comprendere come si forma un oceano.

Più di mille ricercatrici e ricercatori da tutto il mondo si sono confrontati a Ginevra in occasione dell’evento internazionale ICRC 2025 - The Astroparticle Physics Conference. L’incontro, che si è tenuto dal 14 al 24 luglio, è stato dedicato alle ultime scoperte sullo studio dei fenomeni astrofisici caratterizzati da enormi rilasci di energia, quali le esplosioni di supernovae e l'accelerazione di particelle cariche ad energie estreme. Un campo molto vasto di fisica e astronomia che abbraccia lo studio multi-spettrale del cosmo, dalle onde radio ai raggi X, dai raggi cosmici ai buchi neri, dalla radiazione gamma alle onde gravitazionali, fino alla rilevazione di neutrini extra-galattici.

Ci sono gli strikers – specializzati nello sferrare potenti colpi di coda per stordire i pesci – e gli helpers, ovvero gli esemplari che, nelle vicinanze, agiscono come aiutanti: così uno studio internazionale, che ha riunito ricercatori e ricercatrici da Italia (Cnr-Ibf), Norvegia (Norwegian Orca Survey), Svezia (Linnaeus University) e USA (University of Hawai’s e Picture Adventures), ha ricostruito le dinamiche con cui le orche (Orcinus orca) mettono in atto le loro strategie di caccia in branco, individuando ruoli e tecniche. Lo studio, a cui per l’Italia ha partecipato l’Istituto di biofisica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Ibf) è pubblicato sulla rivista Current Biology:

Un nuovo importante riconoscimento per Cristiana De Filippis, docente e ricercatrice di Analisi matematica dell’Università di Parma. La prof. De Filippis è tra le scienziate italiane cui rende omaggio la mostra "SWIT - Science Women of Italy", promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e allestita nelle Ambasciate italiane in Europa e negli Istituti Italiani di Cultura all'Estero. Una mostra destinata al pubblico internazionale e nata per celebrare le scienziate italiane che hanno rivoluzionato - e continuano a rivoluzionare - il mondo STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).

L’antica piattaforma di ghiaccio nel Mare di Ross, la più estesa del pianeta, è minacciata dal riscaldamento globale. Non da oggi, ma a partire da circa 18.000 anni fa, al termine dell’ultima era glaciale. A rivelarlo uno studio internazionale guidato dall’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp) e dall’Università Ca’ Foscari Venezia, e svolto in collaborazione con istituzioni scientifiche di Italia, Regno Unito e Germania, quali l’Alfred Wegener Institute (Awi), l’Università di Plymouth, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e l’Università di Trieste.

 Piemonte dell’aerospazio è tornato all’International Paris Air Show a Le Bourget (da 16 al 22 giugno ndr). All’interno del Padiglione 1, nell’area ufficiale italiana (AIAD – MoD), è presente un’“isola Piemonte” di 250 mq che ospita 22 imprese, tra cui i due key player del territorio Mecaer Aviation Group e Microtecnica Actuation Systems. Per la collettiva piemontese, guidata dall’Assessore all’Internazionalizzazione Andrea Tronzano, sono già in programma incontri con importanti nomi del mondo aerospaziale. La partecipazione è organizzata da Ceipiemonte nell'ambito del Progetto Integrato di Filiera “Aerospazio” della Regione Piemonte, finanziato dal PR FESR 2021-2027 e del Progetto di Promozione Internazionale e Valorizzazione dei Beni Industriali finanziato da Regione Piemonte e Camera di commercio di Torino.








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