Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato il 5 febbraio al Villaggio Olimpico di Milano, accolto da Attilio Fontana, Presidente Regione Lombardia, Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, Luciano Buonfiglio, Presidente del CONI, Carlo Mornati, Segretario generale del CONI, Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione Milano Cortina e Andrea Varnier, AD della Fondazione. Il Capo dello Stato, dopo aver apposto la propria firma sul "Murale della tregua", ha rivolto un saluto agli atleti e ai tecnici della Delegazione italiana per i XXV Giochi olimpici invernali di Milano Cortina. Mattarella aveva già chiesto “con ostinata determinazione” che la tregua olimpica sia “ovunque rispettata, che la forza disarmata dello sport faccia tacere le armi”.

Un messaggio forte, pronunciato in uno dei luoghi simbolo della cultura italiana, rivolto a un mondo attraversato da guerre, lacerazioni e crisi che “oscurano le coscienze dei popoli”. Il Presidente della Repubblica ha indicato nello sport l’antitesi della violenza e delle barriere: un linguaggio universale capace di generare incontro, rispetto, speranza. I Giochi olimpici, ha ricordato, non sono solo competizione ma “un grande evento globale” che parla al nostro tempo difficile, testimoniando fraternità nella lealtà della sfida e contrapponendosi a un mondo di incomunicabilità. Da Milano e Cortina, da Bormio a Livigno, fino a Verona che ospiterà l’apertura delle Paralimpiadi, lo sport può farsi veicolo di pace e comprensione reciproca. Un richiamo raccolto anche dagli altri protagonisti della serata. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha definito il Movimento olimpico “un faro eterno di pace e di unità”, capace di “costruire porti dove altri innalzano barriere”, ribadendo che la fiamma olimpica, anche di fronte alle turbolenze globali, “non trema, anzi è sempre più luminosa”. Per Buonfiglio gli atleti restano il centro di tutto: la famiglia olimpica come comunità fondata su armonia, rispetto e responsabilità verso le nuove generazioni. Sul piano organizzativo e simbolico, il presidente del Comitato organizzatore Giovanni Malagò ha legato il valore universale dell’Olimpismo alle eccellenze italiane. La Scala, ha detto, è il simbolo di un linguaggio che supera ogni barriera, la stessa universalità che caratterizza il Cio. Milano-Cortina 2026 si presenta così come un evento globale che unisce sport e cultura, ma anche come una straordinaria vetrina del Paese: arte, paesaggio, qualità della vita, capacità di accoglienza, ingegno artigiano. Un’Olimpiade che guarda al futuro e coinvolge 22mila chilometri di territorio, due città, due regioni e due province autonome, un mosaico di comunità e identità diverse. A completare il quadro, le parole della presidente del Cio Kirsty Coventry, che ha raccontato l’entusiasmo già palpabile tra gli atleti nei villaggi olimpici e nelle strade di Milano. “Si sente lo spirito olimpico”, ha detto, ringraziando l’Italia, le istituzioni e le comunità ospitanti per un impegno collettivo che permetterà agli atleti di “brillare su un palcoscenico mitico” e ispirare il mondo con eccellenza ed emozione.