Aymavilles si sviluppa lungo la Dora Baltea, in un punto della valle dove il fondovalle si apre e lascia spazio a vigneti ordinati, meleti e nuclei abitati distribuiti tra la piana e i primi rilievi. Il paese non è raccolto in un unico centro compatto, ma si articola in frazioni e zone residenziali collegate da strade tranquille e piste ciclabili, sempre con le montagne a fare da sfondo. A dominare il paesaggio è il Castello di Aymavilles, ben visibile già dalla statale, appoggiato su una collina coltivata a vite che ne accompagna il profilo. Circondato da un parco curato, è uno dei poli più frequentati del borgo, soprattutto durante la stagione estiva, quando ospita mostre, visite guidate e appuntamenti culturali. Nei mesi di giugno, l’area verde intorno alla residenza accoglie il Marché aux Fleurs, una mostra-mercato dedicata a piante, fiori e giardinaggio:

Acireale, parte della Città metropolitana di Catania, si trova in un punto della Sicilia in cui il mare fa da sfondo a uno dei più bei miti di Sicilia, quello che vede protagonisti il pastorello Aci e la ninfa Galatea. È vicino a queste spiagge dal fascino mitologico, dove si trova anche il villaggio di pescatori di Santa Maria La Scala, che si trova Acireale, a due passi dall’Etna che svetta imponente sullo sfondo. Il percorso di scoperta del suo territorio può iniziare dalla cosiddetta Grotta, la piccola Chiesa di Santa Maria della Neve all’interno di una grotta lavica che ospita il Presepe Settecentesco, e proseguire nella Piazza Duomo, dove è possibile esplorare i luoghi frequentati dal poeta Quasimodo durante la sua permanenza ad Acireale. Da vedere la Cattedrale dedicata a Maria SS. Annunziata, eretta agli inizi del XV secolo, che custodisce al suo interno una tra le magnifiche Meridiane di Sicilia, e la Basilica dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Paolo.

Incastonato tra le dolci colline della provincia di Isernia, Montenero Val Cocchiara è un Comune ricco di storia e fascino le cui radici affondano nel lontano XI secolo, quando era un feudo dell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno. Originariamente conosciuto come Mons Niger e citato nel Chronicon Volturnense del 975, il borgo vanta una storia millenaria. Nel XII secolo, ad esempio, c’era già una chiesa intitolata a Santa Maria, oggi nota come Santa Maria di Loreto. L’edificio è da ammirare per la sua facciata imponente e per il maestoso campanile, mentre all’interno custodisce opere d'arte di pregevole fattura.

Meno alberghi tradizionali, molti più alloggi per soggiorni brevi e una ristorazione che, tra luci e ombre, continua a reggere l’urto dei cambiamenti. È questo il quadro che emerge dall’analisi di Unioncamere-InfoCamere delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione negli ultimi cinque anni. I dati al 30 settembre 2025 mostrano una trasformazione profonda dell’offerta turistica italiana: gli alberghi classici arretrano, mentre crescono con forza le strutture extra-alberghiere legate ai soggiorni brevi, soprattutto nelle grandi città e nelle destinazioni più attrattive, dove si intensificano anche le tensioni legate all’overtourism. In questo scenario, la ristorazione conferma un ruolo di tenuta e di presidio economico dei territori, intercettando la domanda di convivialità tipica delle festività.

Champorcher è una valle prima ancora che un borgo: un corridoio alpino che si apre gradualmente, come un libro antico sfogliato dal vento. Qui la montagna non è spettacolo, ma presenza. Una presenza che accompagna, osserva, abbraccia. I villaggi sparsi – piccole costellazioni di baite, stalle, mulini e antiche abitazioni in pietra – raccontano un modo di vivere forgiato dall’altitudine e dalle stagioni, con inverni lunghi e estati brevi ma intensissime. Camminare per Champorcher significa scoprire la montagna autentica, lontana dagli stereotipi da cartolina. Il borgo principale conserva ancora la sua identità medievale, con la Torre che svetta come un faro di pietra tra i tetti. Non è solo un monumento, ma il simbolo di una comunità che ha sempre difeso la propria autonomia e il proprio territorio. Attorno a essa, il paese si anima in estate, quando la valle accoglie escursionisti e viaggiatori che cercano sentieri, aria pulita, silenzi rari.

Il Loggerhead Marinelife Center è un centro educativo e di conservazione degli oceani senza scopo di lucro, situato sull'Oceano Atlantico nella contea di Palm Beach, in Florida. La struttura ospita una varietà di mostre, tartarughe marine vive e altre creature costiere. Le mostre includono un'enorme replica di tartaruga marina preistorica Archelon, acquari di acqua salata e mostre di fauna selvatica locale, oltre a mostre didattiche sull'ambiente marino della Florida meridionale. La sua fondatrice fu, ben quarant’anni fa Eleanor Fletcher, residente da lunga data a Juno Beach, in Florida.

Ai piedi della Alpi Venete, c’è una magnifica città attraversata dal fiume Brenta, tra il monte Grappa e l’altopiano di Asiago.  Quello che vi consiglio è di andare per prima cosa,  sul ponte degli Alpini, progettato da Andrea Palladio, che scelse come materiale il legno, per l’elasticità del suo materiale, viste le piene del Brenta. Un ponte orgoglio della città, e simbolo della resilienza, essendo stato più volte ricostruito e distrutto, durante i conflitti bellici mondiali, dedicato agli Alpini, che lo attraversarono più volte, e che restaurano per l’ultima volta alla fine della seconda guerra mondiale.

Pretoro non è un borgo di montagna qualunque. È un intreccio di pietra, mito e natura che si arrampica sulla Maiella come un presepe scolpito a mano. Chi arriva da lontano rimane colpito dalla struttura verticale del paese, dalle case che si stringono le une alle altre, come se cercassero protezione dal vento che scende dai monti. La storia di Pretoro è scritta nei suoi vicoli ripidi, nelle scalinate, nell’odore del legno lavorato. Qui l’artigianato non è una pratica decorativa, ma una parte viva dell’identità: gli intagliatori pretorese sono conosciuti da secoli per la loro abilità nel trasformare tronchi e rami in oggetti carichi di simbologia.

Calimera è un caratteristico borgo in provincia di Lecce, nel Salento centrale, che appartiene alla storica regione della Grecìa Salentina, un'isola linguistica di nove comuni in cui si parla un antico idioma di origine greca, il grico. Il suo territorio è stato abitato sin dall'Età del Bronzo ed è stato inserito nel sistema viario romano della Via Traiana Calabra che collegava Otranto a Lecce e Brindisi. Sino e per tutto il XIX secolo il paese era completamente ellenofono, con un’economia limitata alla produzione del carbone (per questo motivo gli abitanti di Calimera sono detti “Carbonari”), mentre il nome del paese deriva dal greco "kalos" (bello) ed "Emera" (giorno). Numerosi i monumenti presenti nella cittadina, a partire dalle architetture religiose: la Chiesa Madre dedicata al protettore San Brizio, situata nella centrale Piazza del Sole;








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