A Natale ci sono città che si visitano e città che, soprattutto con i bambini, si scoprono un passo alla volta. A Bressanone il periodo più atteso dell’inverno diventa una piccola costellazione di esperienze da condividere in famiglia: ascoltare una storia davanti al fuoco, creare una decorazione con le proprie mani, incontrare San Nicola, salire in sella a un pony o seguire un palloncino rosso attraverso mondi fantastici fatti di luce e musica.

E poi basta cambiare prospettiva. Dal centro storico si sale verso la Plose, la montagna di Bressanone, dove dal 5 dicembre 2026 al 4 aprile 2027 la giornata continua sulla neve, tra piste da sci, slittino, passeggiate invernali e Plosebob. È proprio questa vicinanza tra città e montagna a rendere Bressanone particolarmente interessante per una vacanza in famiglia: il mattino sulla neve, il pomeriggio tra le bancarelle del Mercatino e la sera davanti alle proiezioni luminose della Hofburg.

 

Testo di Mauro Bardaglio L'enoturismo italiano segna una crescita significativa della domanda e da una profonda trasformazione dei comportamenti degli viaggiatori. I dati dello studio realizzato in collaborazione con Ascovilo-Associazione Consorzi del vino della Lombardia riportano al centro le esperienze nei luoghi di produzione: la partecipazione alle visite ai produttori (dalle cantine ai caseifici, dai frantoi ai pastifici) dei turisti italiani negli ultimi tre anni è passata dal 60% nel 2021 al 77% nel 2025, segnando un rafforzamento deciso dell'interesse verso il contatto diretto con i produttori. 

C’è chi parte con una valigia, chi con uno zaino e chi, ormai, aggiunge al bagaglio anche ciotola, guinzaglio e giochi preferiti. Perché quando il cane è parte della famiglia, anche la vacanza diventa un’esperienza da condividere. È questo lo spirito della Giornata Mondiale del Cane, che si è celebrata il 26 agosto, una ricorrenza nata per sensibilizzare sull’importanza del rapporto tra esseri umani e cani e per ricordare il ruolo che questi animali hanno conquistato nella nostra vita quotidiana. Una sensibilità che trova spazio anche nell’ospitalità di FH55 Hotels, che accoglie gli ospiti a quattro zampe nelle sue strutture pet-friendly, per permettere a tutta la famiglia di vivere il viaggio insieme, senza rinunciare alla compagnia del proprio amico più fedele. Una ricorrenza nata per sensibilizzare sull’importanza del rapporto tra esseri umani e cani e per ricordare il ruolo che questi animali hanno conquistato nella nostra vita quotidiana.

Ci sono paesi nei quali la storia non è soltanto custodita nei monumenti, ma ha modellato fisicamente le strade, le piazze e il modo stesso in cui il borgo si presenta. Montefusco è uno di questi. Arroccato a circa 700 metri sul Monte Gloria, sullo spartiacque tra le valli del Calore e del Sabato, il centro irpino conserva l'impronta del lungo periodo nel quale fu sede del Principato Ultra, circoscrizione amministrativa del Regno di Napoli che ebbe qui il proprio capoluogo dal XIII secolo fino al 1806. Il cuore della visita è Piazza Castello, dove l'antica fortificazione domina ancora il profilo del paese. Il complesso, di origine longobarda e successivamente trasformato e ampliato in età normanna e sveva, ebbe per secoli funzioni politiche e amministrative.

Ci sono città che si visitano. E città che restano. Bressanone rientra nella seconda categoria, almeno per chi sa che Wolfgang Amadeus Mozart si fermò qui più volte, suonò e compose. Capoluogo della Valle Isarco in Alto Adige, Bressanone non era solo una semplice tappa di passaggio sulla strada per l'Italia: era un luogo di incontri, amicizia e musica. Quando nel dicembre del 1769 il giovane Wolfgang Amadeus Mozart arrivò per la prima volta a Bressanone, aveva appena tredici anni. Era l’inizio del suo primo viaggio in Italia. I passi erano innevati, il viaggio faticoso. Eppure, tra il Duomo e la Hofburg, si scriveva una pagina destinata a risuonare nei secoli.

Affacciata sul lago di Bolsena, il più esteso specchio d'acqua di origine vulcanica in Europa, la cittadina della Tuscia viterbese porta nel proprio impianto urbano la stratificazione di un territorio abitato ininterrottamente dal Paleolitico. Sopra il centro moderno, l'area di Poggio Moscini custodisce i resti della romana Volsinii, mentre sul fondale del lago il percorso archeologico subacqueo del Gran Carro conserva uno degli insediamenti sommersi più rilevanti dell'Italia centrale. Il borgo si articola in quattro rioni storici, ciascuno con una propria identità. Il rione Santa Cristina, il più antico, è il fulcro della vita religiosa cittadina; il rione Borgo e Sottosante comprende piazza Matteotti, piazza San Rocco e l'omonimo scorcio che ha mantenuto intatto il proprio aspetto d'epoca; il rione San Giovanni ha nel Palazzo del Drago, costruito su più livelli per circa mezzo ettaro con logge, saloni e un parco di oltre 2.500 metri quadrati, il proprio simbolo;

Investita in maniera massiccia dal comparto industriale, in particolare dal settore degli elettrodomestici, Porcia ha saputo conservare accanto alle fabbriche un centro storico pressoché intatto e un patrimonio naturalistico legato all'acqua che attraversa le sue frazioni – Palse, Pieve, Rondover, Rorai Piccolo, Sant'Antonio, Spinazzedo e Talponedo – lungo il corso del rio Bujon, del rio Sentiron, del lago della Burida e del fiume Noncello. Il territorio conserva tracce di insediamento che risalgono alle età del Bronzo e del Ferro: le località Castellet e Castelir di Pieve, quest'ultimo identificato come castelliere, si affiancano al sito più significativo, quello di Santa Rufina di Palse, dove è stato portato alla luce un villaggio paleoveneto tra il IX e l'VIII secolo avanti Cristo – il più importante insediamento dell'età del Ferro dell'intero Friuli occidentale.

Campomorone si distende nell'entroterra genovese lungo la Valpolcevera, in un territorio che per secoli ha vissuto della propria posizione di passaggio: da qui saliva l'antica via che collegava Genova al passo della Bocchetta, uno dei valichi appenninici storicamente più battuti per i traffici tra la costa ligure e la pianura padana. È a questo ruolo di snodo che il paese deve buona parte della propria fisionomia, leggibile ancora oggi tanto nel palazzo che ne ospita il cuore amministrativo e culturale quanto nella torre che ne segnava l'ingresso. Palazzo Balbi, edificio cinquecentesco che oggi è al tempo stesso sede comunale e contenitore culturale del paese, racchiude sotto lo stesso tetto due collezioni che raccontano anime diverse di Campomorone. All'ultimo piano trova posto il Museo di Paleontologia e Mineralogia, costituito tra il 1977 e il 1978 e più volte rinnovato: un percorso che dai modelli di dinosauri e rettili arriva, attraverso rocce e minerali del bacino ligure-piemontese, fino alla sala dedicata all'origine dell'uomo in Liguria, con plastici che ricostruiscono gli insediamenti preistorici del territorio.

Investita in maniera massiccia dal comparto industriale, in particolare dal settore degli elettrodomestici, Porcia ha saputo conservare accanto alle fabbriche un centro storico pressoché intatto e un patrimonio naturalistico legato all'acqua che attraversa le sue frazioni – Palse, Pieve, Rondover, Rorai Piccolo, Sant'Antonio, Spinazzedo e Talponedo – lungo il corso del rio Bujon, del rio Sentiron, del lago della Burida e del fiume Noncello. Il territorio conserva tracce di insediamento che risalgono alle età del Bronzo e del Ferro: le località Castellet e Castelir di Pieve, quest'ultimo identificato come castelliere, si affiancano al sito più significativo, quello di Santa Rufina di Palse, dove è stato portato alla luce un villaggio paleoveneto tra il IX e l'VIII secolo avanti Cristo – il più importante insediamento dell'età del Ferro dell'intero Friuli occidentale.








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