GOVERNO: LA FIDUCIA A CONTE RESTA ALTA, LEGA AL 26% Stampa
Scritto da Francesca Motta   
Sabato 16 Maggio 2020 00:00

I giorni dell’emergenza Coronavirus sono stati caratterizzati in Italia da una crescita della fiducia nelle istituzioni: il dato più significativo riguarda il Presidente del Consiglio. Secondo il trend dell’Istituto Demopolis per "Otto e Mezzo" (La7), la fiducia dei cittadini nel Premier Giuseppe Conte è aumentata in 3 mesi di 15 punti, dal 43% del gennaio scorso al 58% di aprile, per attestarsi oggi, in lieve calo, al 56%. Molto netta, nel caso di Conte, appare oggi la polarizzazione politica nel giudizio degli intervistati: il Premier è apprezzato da quasi il 90% degli elettori del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico; i giudizi positivi nei suoi confronti si riducono al 6-7% tra chi oggi vota Lega o Fratelli d’Italia. La fiducia nel Presidente del Consiglio si rileva alta, al 57%, tra quanti non esprimono una specifica collocazione elettorale. I riflessi di queste ultime settimane si avvertono anche sul consenso. Se si votasse oggi per la Camera, secondo il Barometro Politico Demopolis di maggio, la Lega sarebbe primo partito con il 26%, con il PD al 21%. Il Movimento 5 Stelle avrebbe il 16%, Fratelli d’Italia il 14,2%. Lieve ripresa per Forza Italia al 6% e la Sinistra di LeU al 3,5%, mentre resterebbe ferma al 3% Italia Viva di Renzi. Sotto il 2% le altre forze politiche. Interessante, nell’analisi dell’Istituto diretto da Pietro Vento, è l’incidenza del lockdown sul peso dei principali partiti: in poco più di 2 mesi, dal 9 marzo ad oggi, la Lega perde 5 punti, passando dal 31% al 26%. Crescono leggermente i due principali partiti di Governo: dal 20 al 21% il PD; dal 14,5% al 16% il M5S; si incrementa di oltre 2 punti anche il consenso di Fratelli d’Italia. Il trend Demopolis sui 2 più importanti partiti di Centro Destra, vede una costante crescita del partito di Giorgia Meloni dal 6,4% del maggio scorso al 14,2% di oggi e, nel contempo, una riduzione dei consensi per la Lega di Salvini: dal 34% delle Europee al 37% di agosto, sino al 31% di febbraio e al 26% odierno. Con un flusso elettorale che, in ampia parte, resta all’interno dell’area di Centro Destra.