AUTOSTRADE: PASSO INDIETRO DEI BENETTON. CONTE: PAGINA INEDITA Stampa
Scritto da Redazione   
Giovedì 16 Luglio 2020 15:44

È un Giuseppe Conte entusiasta quello che è uscito dalla riunione fiume della notte tra il 14 e il 15 luglio del Consiglio dei ministri dove si è raggiunto un accordo sul delicato dossier Autostrade che non pochi mal di pancia aveva generato nella maggioranza. L’accordo prevede un passo indietro dei Benetton, in un primo momento fino al 10-12%, per poi uscire completamente dall’azionariato di Aspi con un ingresso nella maggioranza dello Stato. L’obiettivo del governo è portare il titolo a Piazza Affari per quotarlo e permettere un azionariato maggiormente diffuso. Autostrade tornerà una public company, grazie all’intervento di Cassa depositi e prestiti. Non solo, Atlantia rinuncia anche ai possibili contenziosi contro lo Stato e accetta l’indennizzo richiesto dal governo di 3,4 miliardi a favore delle famiglie delle vittime. La famiglia di Ponzano Veneto ha inoltre rinunciato alla clausola che gli garantiva un cospicuo risarcimento in caso di revoca del contratto. Altro tema importante è che non c’è alcun rischio, almeno al momento, per i lavoratori che resteranno all’interno dell’Azienda e non trasferiti in Anas come si era paventato negli scorsi giorni. Molto soddisfatto Conte che su Facebook ha sottolineato come nella nottata “è stata scritta una pagina inedita della nostra storia. L’interesse pubblico ha avuto il sopravvento rispetto a un grumo ben consolidato di interessi privati. È successo qualcosa di straordinario che dovrebbe essere semplicemente ordinario. Ha vinto lo Stato. Hanno vinto i cittadini”. In un lungo post il premier ha elencato quali siano i benefici e quali siano le novità dell'accordo che dovrà essere però ancora messo nero su bianco. “E’ successo qualcosa di assolutamente inedito nella storia politica italiana. Il Governo - ha aggiunto Conte - ha affermato un principio, in passato calpestato: le infrastrutture pubbliche sono un bene pubblico prezioso, che deve essere gestito in modo responsabile, garantendo la piena sicurezza dei cittadini e un servizio efficiente”. Soddisfazione traspare anche dalle parole del segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti che nel pieno delle polemiche aveva sostenuto la posizione della fermezza del premier: “Le scelte e i risultati del Governo sulla vicenda Aspi sono molto positivi per l’Italia - ha detto Zingaretti -. La sicurezza e l'interesse pubblico prima di tutto. È stato premiato il lavoro di squadra: la fermezza del presidente Giuseppe Conte che ha indicato una strada, il grande impegno di tutti i ministri del Governo, la collaborazione fattiva di tutte le forze di maggioranza anche nei passaggi più difficili”. Poi un accenno a quelle che saranno le prossime sfide dell’esecutivo: Dopo aver sciolto la vicenda Aspi e quella di Alitalia, “ci si impegni sul dossier Ilva. La strada indicata è quella giusta: un grande polo siderurgico per l'acciaio green. Una grande sfida italiana ed europea per dare concretezza e simboli al nuovo modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità che dobbiamo costruire” ha concluso il segretario dem. Contento anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che aveva fatto diffondere una smentita su un ipotetico scontro con il premier Conte: “Ce l'abbiamo fatta, via i Benetton” scrive sui social. "I Benetton hanno accettato le condizioni del governo - ha proseguito -.

La famiglia Benetton avrà meno del 10% delle quote ed entro qualche mese uscirà definitivamente da Aspi". "I Benetton non gestiranno più le nostre autostrade - ha evidenziato -. Era il nostro principale obiettivo. E ce l'abbiamo fatta". Poi una frecciata al leader della Lega Matteo Salvini: “il M5s su Autostrade era solo contro tutti, Salvini deve tacere. Oggi dicono di essere favorevoli a togliere Autostrade ai Benetton anche quelle forze politiche che, quando hanno potuto, si sono messe di traverso. Mi riferisco in particolare alla Lega". A cantar vittoria è anche Italia Viva che aveva sempre espresso la propria contrarietà alla revoca del contratto con Atlantia: "Su Autostrade avevamo ragione: c'era un'alternativa alla revoca - fa sapere il capogruppo di Italia Viva al Senato Davide Faraone -. I demagoghi dicevano che i Benetton vanno cacciati. Noi abbiamo distinto piano giudiziario e piano politico. L'unico modo era trovare un'intesa, come si è fatto. Altrimenti quelli che vuoi penalizzare li premi con 23 miliardi di risarcimento”. Soddisfazione anche da Liberi e Uguali : per il capogruppo alla Camera di Leu Federico Fornaro ”la trasformazione in public company della società Autostrade e la parallela uscita di scena della famiglia Benetton rappresentano una soluzione positiva. Alla magistratura - continua il parlamentare - il compito di rendere, in tempi rapidi, giustizia alle 43 vittime del ponte Morandi. Ora nel più breve tempo possibile bisogna realizzare un piano straordinario di investimenti nella manutenzione della rete autostradale, gestita da Aspi".