Intervista con Paola Zorzi: l’opera d'arte  nell'epoca della sua riproducibilità tecnica e al tempo del Covid-19 Stampa
Scritto da Chiara Marcon   
Venerdì 24 Aprile 2020 09:57

Paola Zorzi è attiva nel campo dell'arte contemporanea dal 1991. Filocostruttivista, oltre a partecipare alle iniziative del Costruttivismo, Nuova Visualità, Madi  internazionali, ha interagito con artisti contemporanei dell'area milanese, torinese e biellese. Vanta di collaborazioni importanti come le Cittadellarte e la  Fondazione Pistoletto. Dal 2012 collabora con Carlotta Cernigliaro che a sua volta è è proprietaria e fiduciaria di Villa Cernigliaro, dimora storica vincolata dal Ministero della Pubblica Istruzione.

E' fondatrice, presidente e direttore artistico dell'Associazione Zero gravità per arti e culture attraverso cui ha promosso alcune delle avanguardie storiche europee e contemporanee. Villa Cernigliaro, già luogo storico dell'antifascismo, porta avanti questa sua vocazione a sostegno l'arte contemporanea anche nelle sue componenti dissidenti.  

Le due artiste hanno promosso un’iniziativa “  L’opera d’arte nell’epoca al tempo del Covid-19, un periodo di quarantena dove anche l’arte e gli artisti vengono messi a dura prova, ecco di che cosa si tratta: 

PHILIPPE CORNERL’opera d’arte nell’epoca al tempo del Covid-19, ci racconti che cosa è?

Il titolo del  progetto  "L'OPERA D'ARTE NELL'EPOCA DELLA SUA RIPRODUCIBILITA' TECNICA e AL TEMPO DEL COVID-19" nella prima parte è un chiaro riferimento al saggio di Walter Benjamin "L'OPERA D'ARTE NELL'EPOCA DELLA SUA RIPRODUCIBILITA' TECNICA".  Un testo lungimirante capace di riflettere sul presente, cosa piuttosto rara,  e sulle profonde trasformazioni che la tecnologia stava imprimendo nella società già a partire dagli anni Trenta del secolo scorso. Ora stiamo vivendo in prima persona molti di quei cambiamenti allora solo abbozzati e oggi portati alle loro estreme conseguenze. Restano comunque validi e sempre più attuali gli interrogativi su come sia cambiato il nostro rapporto con le opere d'arte, la loro comunicazione, fruizione e su quale funzione sociale possano oggi ricoprire.

Pur non volendo mettere in discussione il fondamento dell'opera d'arte in sé, le sue ragioni profonde, né tanto meno negare il persistere del valore di unicità in opere d'arte in cui la contestualità, la matericità o la presenza fisica sono fondamentali, è innegabile che in altri casi è proprio la tecnologia a mettere in discussione molte delle categorie con cui in passato si giudicava un'opera d'arte. E' il caso del valore (quasi assoluto) attribuito un tempo all'unicità di un'opera oppure al feticismo delle merci, allo status symbol che in particolari contesti speculativi non esclude ma anzi circonda l'arte di un'aura a dir poco discutibile.

Tutta l'arte dal Novecento in poi si è confrontata e scontrata con queste contraddizioni imprimendo all'arte un nuovo corso, differenti canoni estetici, nuovi modi di fruizione e comunicazione. Basti pensare alle tante immagini e alla musica di cui oggi è possibile fruire gratuitamente tramite i media e attraverso l'web. L'iniziativa che stiamo portando avanti in fondo parte da un'idea, quella di rendere visibile una possibilità: realizzare opere riproducibili, economiche, accessibili a tutti ma non per questo prive di valore, fondamentalmente specchio di una società democratica.

In tal senso non poteva esserci momento più adatto per mettere in campo la potenzialità di diffusione delle opere data dalla tecnologia e la loro immutata capacità (delle opere) di colmare un vuoto. Questo in un momento di chiusura di tutti gli spazi devoluti all'arte e di distanziamento sociale. Non solo, ma anche di dimostrare come tecnologia e media, invece di informare su qualcosa che esiste in altro luogo, potessero trasformarsi nello strumento stesso di realizzazione e diffusione di un'opera originale con caratteristiche proprie sia estetiche che comunicative. 

In concreto io e Carlotta Cernigliaro, abbiamo pensato di diffondere alle nostre mailing-list ogni giorno l'opera di un artista, non tanto l'immagine fotografica di un'altra opera, il che avrebbe reso il progetto simile ad un catalogo online, ma un lavoro digitale - fotografia o creazione /composizione di immagini digitali e/o miste - da intendersi come originali (nonostante riproducibili) e stampabili in fogli di formato A4 attraverso una qualsiasi stampante casalinga.

Personalmente avrei evitato di parlare di "dono" perché era implicito all'operazione e al tipo di diffusione la gratuità dell'opera. Ma per evitare perplessità e prevenzioni è stato specificato che le opere dovevano considerarsi donate. L'intento però è implicito ad un pensiero allargato che va al di là del buon gesto in sé.

2 - Quali artisti aderiscono al progetto?

Quando abbiamo deciso di realizzare il progetto avevamo pensato ad un periodo di quarantena di 20 giorni circa. Abbiamo quindi comunicato l'idea agli artisti a noi più vicini e, in considerazione che ad ogni giorno sarebbe corrisposto l'opera di un artista,  in un batter d'occhio i venti giorni sono stati saturati. Inizialmente hanno aderito gli artisti più vicini sia a me che al gruppo di artisti che gravita intorno a Villa Cernigliaro/Serra dei leoni, Associazione Zero Gravità. Pensavamo di incontrare delle difficoltà, visto il tipo di iniziativa,  ed invece il progetto è stato accolto molto bene. E' stato colto il senso di quel che si stava facendo e devo dire che le molte adesioni degli artisti hanno superato le nostre aspettative. Ora che l'iniziativa conta circa cinquanta adesioni possiamo dire che oltre agli artisti biellesi legati  a Villa Cernigliaro e a Silvy Bassanese Arte Contemporanea, hanno aderito artiste contemporanee dell'area torinese, artisti di Fluxus legati alla gallerista e operatrice culturale Cateriana Gualco (Genova), un gruppo di  artisti collegati all'artista contempranea Fausta Squatriti, alcuni artisti del Lettrismo di Parigi, artisti legati alla storica dell'arte Miroslava Haiek, alcuni artisti indipendenti e filocostruttivisti. 

3 - Come scelgono le loro opere da “regalare”?

Il presupposto era che non dovesse trattarsi dell'immagine di un'altra opera (a meno che questa non venisse in qualche modo interpretata in modo originale: ri-composizione, focus, intervento digitale sull'opera). Doveva trattarsi di un lavoro digitale, fotografia o creazione di immagini, che una volta inviata attraverso un file potesse essere stampata.  Sono giunti lavori a volte non facili che sono costati qualche defezione tra i nostri contatti, ma in generale l'iniziativa è stata apprezzata. Abbiamo potuto contare su artisti poetici, ironici, sperimentali, critici... ogni giorno era come aprire uno squarcio sul mondo, il linguaggio e la ricerca di un differente artista.  Diciamo che il dato tecnico non ha mai offuscato la qualità dell'opera. Prima di tutto dovrebbe esserci sempre l'essere umano e la sua capacità di "fare" arte di qualità attraverso qualsiasi strumento e tecnica.

4  - In che formato si possono stampare?

Le opere sono state realizzate per essere stampate su di una stampante qualsiasi su fogli standard di formato A4.

Indicativamente abbiamo richiesto agli artisti che inviassero immagini con una definizione di 300 dpi.

Ma sono giunte anche opere audiovisive e sonore. 

5 - Non c’è il pericolo che “regalando l’arte” si posso un po’ sminuire il lavoro artistico?

L'idea non era tanto quella di regalare, anche se abbiamo specificato che si trattava di un dono per allontanare qualsiasi dubbio

sulla gratuità del progetto, ma di sottolineare una potenzialità di diffusione, riproduzione, economia e democraticità delle opere d'arte  attraverso la tecnologia contemporanea.

Inoltre il fatto che questo si sia realizzato in un momento così particolare in cui sia il distanziamento sociale che la chiusura di tutti i luoghi deputati all'arte e allo spettacolo erano e sono tutt'ora irraggiungibili, ne giustifica comunque la gratuità. Le persone ma anche i media  hanno vissuto questa quarantena dimostrando la volontà e la necessità di vincere l'isolamento. Molte sono state le dimostrazioni: dai giornali gratuiti online ai canti dai balconi. Tutti abbiamo in qualche modo  cercato di dare un nostro contributo per superare la difficoltà del momento. Non credo che questo, tanto più in questo particolare contesto, possa sminuire il lavoro artistico.

6 - Che modo di fare arte c’è al tempo del Covid?

Come ho detto ispirati dal momento abbiamo implementato una potenzialità di comunicazione delle opere d'arte non molto praticata. In questo momento c'era una motivazione in più per proporlo. Ma in generale in Italia molte sono state le iniziative che hanno cercato di interpretare questo momento. Credo che l'obiettivo sia stato quello di superare l'isolamento, di ridurre le distanze, di rendere evidenti solitudini, sofferenze contingenti ma anche problemi che sono affiorati e che hanno radici profonde. Non da ultimo le modalità attraverso cui la sperequazione sociale ha penalizzato i più fragili. 

 7 - Che tipo di ispirazione trovate in quarantena?

Talvolta situazioni come queste fanno scattare qualcosa, propositi che sembrano sotterrati da tempi infiniti, che non trovano il coraggio o lo slancio o la situazione per emergere o che forse si pensa non sarebbero compresi. E poi per assurdo in tempi sospesi come questi sembrano imporsi con  forza, per una necessità quasi inderogabile di essere messi in pratica, di essere realizzarti.

Per altri versi  invece quel che viviamo in questo periodo si deposita dentro di noi e sappiamo che non ci abbandonerà per anni, perché ha bisogno di tempo per essere metabolizzato.  In ogni caso l'ispirazione, se così si può chiamare, è legata alla consapevolezza della gravità della situazione. Le tante morti, la solitudine e la sofferenza in cui queste sono sopraggiunte.  La malattia e la morte, la lontananza, la fragilità dell'essere umano. La generosità di chi per arginare il male ha pagato con la vita: il  personale sanitario innanzitutto.  

Se da un lato c'è una reazione immediata, dall'altro credo sia necessario tempo per riflettere su quanto accaduto, sul  numero di decessi giornalieri che è oscillato da quasi un migliaio a più di quattrocento. Numeri incredibili, impensabili in altri periodi in cui ci si allarmava anche solo per un incidente automobilistico (e giustamente). Ci sono zone in cui  la mortalità e quintuplicata rispetto all'anno precedente. Molto fanno pensare i tagli alla sanità di  questi ultimi decenni: come sempre si è andati da un estremo all'altro: prima l'abuso incontrollato e poi la precarietà. Credo che dovremo far leva su di una nuova forma di intelligenza e socialità. e non dimenticare chi, in questa pandemia ha perso la vita per curare i malati.  

  8 - Musei e luoghi d’arte saranno tra gli ultimi ad aprire, come sostituire luoghi sacri di esposizione già fortemente penalizzati normalmente ?

Molti musei hanno messo online, anche gratuitamente, i loro archivi e offrono molto materiale inerente le opere d'arte in loro possesso. Penso comunque che gli spazi espositivi non potranno mai essere sostituiti del tutto. Ci sono opere che possono essere fruite completamente solo direttamente e in determinati contesti. Il fatto che oggi ci siano altri mezzi di comunicazione e fruizione dell'arte non implica necessaraimante che non debbano esistere spazi concreti  delegati all'arte. Certo questa situazione non è facile ma in realtà forse non lo è mai stata.  


9 - Che tipo di arte ci sarà dopo il Covid e che tipo di fruitori avrete ancora?

Personalmente spero che quest'esperienza abbia fatto comprendere il valore della socialità e l'arte è sempre un fatto sociale, anche quando è incompresa. Quindi nonostante tutto sono ottimista e non riesco ad immaginare un tipo particolare di fruitore. Oggi come oggi chiunque dovrebbe o potrebbe esserlo. Certo gli spazi devoluti all'arte saranno tra gli ultimi ad essere riaperti.

Questo significa che tutti gli operatori del settore saranno ulteriormente penalizzati. Però come dicevo in questo campo le cose non sono mai state facili.  

Artisti e date : 

28 marzo MAURIZIO CORONA - 29 marzo ORNELLA ROVERA - 30 marzo PAOLA ZORZI - 31 marzo COSTAROCOSA - 1 aprile ROBERTA TOSCANO - 2 aprile ARMANDO RIVA - 3 aprile PAOLA BISIO - 4 aprile GRAZIANO DE BERNARDI - 5 aprile PIERO MOTTOLA - 6 aprile MARCO ULIVIERI - 7 aprile SANDRO PAGLIERO - 8 aprile CRISTIANO MATTIA RICCI - 9 aprile MAURO BROVELLI - 10 aprile ANTONIO FORTAREZZA - 11 aprile MARICA ALBERTARIO - 12 aprile FRANCESCA FIORELLA - 13 aprile MARIO APONE - 14 aprile MARINA BURATTI - 15 aprile CARLA CROSIO - 16 aprile ROSSELLA CANGINI - 17 aprile LAURA FORTIN - 18 aprile THERESA RIJSSENBEEK - 19 aprile JANA KASALOVA - 20 aprile CATERINA GUALCO - 21 aprile PHILIPPE CORNER - 22 aprile VITTORIA GUALCO - 23 aprile REBECCA BALLESTRA - 24 aprile MAURO GHIGLIONE - 25 aprile MAURO PANICHELLA - 26 aprile GIACOMO BONINO - 27 aprile BERTY SKUBER - 28 aprile ANGELO PRETOLANI - 29 aprile MARCO CAZZELLA - 30 aprile GIULIA VASTA - 1 maggio ALDO SPINELLI - 2 maggio ROBERTO ROSSINI - 3 maggio LIMBANIA FIESCHI - 4 maggio LUIGI VIOLA - 5 maggio ANDREA MORI - 6 maggio RAFFAELLA FORMENTI - 7 maggio VALERIO ANCESCHI - 8 maggio DANIELA BACCHELLI - 9 maggio VALTER SEREN - 10 maggio MARIO CONTE - 11 maggio CINZIA CECCARELLI - 12 maggio MIRELA STRORA - 13 maggio PAOLO MUCCIARELLI - 14 maggio RICCARDO MASONI - 15 maggio CHIARA SIMONE - 16 maggio ANTONELLA PAGNOTTA - 17 maggio MICHEL CORNU - 18 maggio ENZO MINARELLI - 19 maggio BERNARD UGO - 20 maggio ANNE-CATHERIN CARON - 21 maggio ROLAND SABATIER



Sopra l'opera di :  PHILIPPE CORNER The meaning of life aprile 2020