HeART of Gaza a Villa Cernigliaro - Biella -
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Foto e testo Paola Zorzi - Villa Cernigliaro dal 14 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 presso la Serra dei Leoni ospita la mostra HeART of Gaza. Children's Art from the Genocide. 40 piccoli capolavori disegnati dai bambini in una Artists' Tent arrivati via mail dalla Striscia di Gaza, stampati su Fabriano, cm 42x30. Una mostra a cura di Maia Bertoldo e Carlotta Cernigliaro.
Come da comunicato stampa si tratta di "un'iniziativa fondata da Mohammed Timraz (Gaza) e Féile Butler (Irlanda), nata su WhatsApp per condividere i disegni dei bambini. Ora il progetto espositivo è accolto in tante città del mondo.
Nel giugno 2024, il team ha costruito la prima Artist's Tent a Deir al Balah, dedicata ai laboratori artistici per bambini. Con i fondi raccolti grazie alle esposizioni, le tende degli artisti si moltiplicano nella Striscia di Gaza per offrire ai bambini un frammento della loro infanzia, per poter stare insieme e creare, per elaborare quel loro mondo, condividere i loro ricordi ed emozioni.
Il genocidio è il risultato di una disumanizzazione assoluta: invertire questo processo è un principio fondamentale di HeART of Gaza"
Questa mostra con le altre sparse per il mondo, attraverso WhatsApp, fa sì che i bambini della Striscia di Gaza possano esprimersi superando l'isolamento a cui la guerra li ha costretti dando così voce, attraverso dei semplici ma commoventi ed emozionanti disegni, alle tragiche esperienze a cui la guerra li ha sottoposti. Se nessun bambino alle soglie del terzo millennio dovrebbe trovarsi in simili condizioni ancor più risulta crudele pensare che i tanti traumi di guerra vissuti da questi bambini possano essere vissuti nella più profonda solitudine. Abbiamo assistito ad una guerra in cui nulla veniva risparmiato: non le scuole, non gli ospedali, non i campi profughi, dove la necessità di approvvigionamenti essenziali trasformava quei luoghi in trappole mortali. Difficile immaginare come una generazione che ha assistito a tanta violenza disumanizzante, costretta alla fame, ad una fuga continua senza una meta precisa e alla perdita di tante persone care possa superare tanta sofferenza. Quel che è certo è che questo non sarà possibile nell'isolamento.
Ed è proprio a partire da queste considerazioni che un'iniziativa come questa assume un'importanza enorme. E questi bambini, nonostante tutto ne hanno dato prova inviando disegni bellissimi e terribili. Theodor W. Adorno sosteneva che "il bello è terribile", non qualcosa di armonico ma qualcosa che svela le contraddizioni del presente, che mette in luce la crisi dell'individuo costretto a misurarsi con la violenza del tempo in cui vive. Un'estetica che lungi dall'essere superficiale, anche nelle espressioni più semplici, se autentica, scava nelle ragioni più profonde e primigenie dell'arte in cui i confini del piacere e del terrore sembrano toccarsi.
Le giovani vite di questi bambini e ragazzi sopravvissuti a tanta barbarie se da un lato sono la testimonianza vivente di una felicità incompiuta, tradita, mutilata, dall'altro, come ancora una volta affermava Adorno, hanno dato prova di un bello che è ancora, nonostante tutto, una commovente "promessa di felicità".
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