Anche un obiettivo “italiano” alla fine è finito nella girandola infernale in cui si è trasformato il Medio Oriente in seguito allo scatenarsi dei raid israelo-americani sull’Iran. Nella serata dell’11 marzo un drone ha infatti colpito la base militare italiana a Erbil, nel Kurdistan iracheno. L’evento è stato confermato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che attraverso un messaggio comunicato durante una trasmissione televisiva ha dichiarato: “Un missile ha appena colpito la nostra base ad Erbil, non so ancora con che esito. Non ci sono vittime tra il personale italiano”.

Il ministro ha poi rassicurato sulle condizioni del contingente: “Un missile ha colpito la base italiana a Erbil, nessuna vittima, stanno tutti bene”. Sull'accaduto è intervenuto anche il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, definendo l'azione un atto di estrema gravità che richiede approfondimenti immediati prima di una risposta diplomatica o militare formale. “Dobbiamo valutare bene quello che è accaduto, successivamente decideremo i passi da compiere. Certamente è un attacco inaccettabile, però prima di dire chi è il responsabile dobbiamo fare un accertamento molto chiaro”, ha affermato Tajani, mantenendo una linea di prudenza sull'attribuzione della responsabilità diretta pur nella condanna del gesto. Sempre l’11 marzo, la situazione nel Golfo Persico è precipitata verso un conflitto aperto sulle rotte energetiche. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha intensificato le operazioni contro le forniture globali. Due petroliere straniere che trasportavano combustibile sono state colpite mentre si trovavano nelle acque territoriali irachene. Le autorità di Baghdad hanno confermato l'evacuazione di 25 membri dell'equipaggio, riportando che gli incendi sulle imbarcazioni sono proseguiti per ore. L’Iran ha rivendicato l’azione, sostenendo l'impiego di droni sottomarini per colpire i bersagli. Nelle prime ore del 12 marzo, la minaccia si è estesa allo Stretto di Hormuz. L’agenzia marittima del Regno Unito ha segnalato che tre navi sono state colpite da proiettili in un’area vitale per il transito di un quinto del petrolio mondiale. Parallelamente, una nave portacontainer al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti è stata centrata da un “proiettile sconosciuto” che ha innescato un incendio a bordo. In risposta a questa crisi, i rappresentanti dei paesi del G7 si sono riuniti d’urgenza per discutere la creazione di corridoi protetti e la possibilità di scortare militarmente i mercantili non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno.