DALLA ROBOTICA ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, 1 CANTINA SU 3 INVESTE SUL DIGITALE
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- Redazione
Quasi un’impresa vinicola su 3 (31%) ha investito nell’applicazione in vigna o in cantina di soluzioni di robotica, Intelligenza artificiale, blockchain, 5g, realtà virtuale. Ma c'è un altro 55% di aziende che è interessata oggi ad investire in soluzioni di Agricoltura 5.0. E’ quanto emerge dal primo Censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole del Polo Agricoltura Digitale di Coldiretti Next, diffuso al Vinitaly alla vigilia della Giornata del Made in Italy, il 14 aprile. I numeri evidenziano come il Vigneto Italia sia la punta avanzata di un settore trainante dell'export tricolore che punta sulla digitalizzazione per migliorare le fasi di produzione e contenerne i costi, con un occhio alla sostenibilità.
Temi al centro anche del confronto organizzato da Coldiretti Giovani con la presenza del delegato nazionale di Coldiretti Giovani Enrico Parisi, assieme, tra gli altri, ad Alberto Stefani, Presidente Regione Veneto, Riccardo Cotarella, Presidente Assoenologi, Gabriele Valota, coordinatore Assoenologi giovani, Roberto Costa, Presidente Riae/Fipe-Confcommercio, oltre al presidente Prandini. Oggi sono più di 5.000 i giovani agricoltori italiani che hanno deciso di costruire il proprio futuro nel mondo della viticoltura, distinguendosi per una crescente attenzione alla qualità, alla sostenibilità e ai mercati esteri. Secondo l’analisi del Centro Studi Divulga, il settore vitivinicolo si colloca tra i principali ambiti imprenditoriali scelti dagli under 35. I nuovi viticoltori si fanno inoltre promotori della biodiversità, valorizzando antiche varietà di vite e rafforzando il legame con il territorio attraverso i mercati contadini e la vendita diretta, come raccontato nel corso dell’incontro. E’ il caso di Nicolò Koliotassis che incarna il volto dell'agricoltura 4.0 applicata alla viticoltura biologica della Staffilo Organic Winery. Grazie al percorso di maturità digitale promosso con Coldiretti e alla piattaforma Demetra, analizza in tempo reale dati meteo e stato delle piante per programmare interventi mirati, riducendo sprechi e aumentando l’efficacia delle operazioni. L’integrazione dei droni consente un monitoraggio quotidiano da remoto del vigneto. La vera innovazione di Stephanie Anselmet di Maison Anselmet sta, invece, nell’aver trasformato una viticoltura di montagna, nata come “eroica”, in un progetto capace di parlare ai mercati internazionali senza perdere il radicamento familiare e territoriale. Daniele Fiorotto ha, invece, trasformato una storica eredità rurale in un modello di enoturismo d’avanguardia. La tenuta è stata convertita in uno spazio esperienziale dove il racconto diretto del produttore e l’accoglienza ricercata elevano il valore percepito di vini e formaggi. "I giovani si sono riappropriati di nuovi modi per apprezzare il vino e l'agricoltura italiana. Nella qualità e nella distintività esiste la forza della viticoltura dei nostri giovani" ha sottolineato Enrico Parisi.





