Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha incontrato il 7 maggio in Vaticano Papa Leone XIV e il cardinale Pietro Parolin. L'incontro ha sottolineato "la solidità delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Santa Sede, nonché il loro impegno comune a favore della pace e della dignità umana", sostiene il Dipartimento di Stato in una nota. La missione di Rubio arriva a pochi giorni delle nuove tensioni tra la Casa Bianca e il Vaticano dopo il nuovo attacco di Donald Trump al Pontefice, accusandolo di “mettere in pericolo molti cattolici e molte persone” dicendo che il Papa sarebbe favorevole ad un Iran dotato di armi nucleari.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato il 5 maggio all’emittente conservatrice Salem News che Papa Leone XIV starebbe “mettendo in pericolo molti cattolici”, e in generale “molte persone”, dal momento che gli andrebbe bene “che l’Iran abbia un’arma nucleare”. Ai nuovi attacchi verbali del tycoon, che già il 13 aprile aveva aspramente definito il Papa come “debole” contro la criminalità e “pessimo” in politica estera, ha replicato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato del Vaticano: "Il Papa ha già risposto, io non aggiungerei nulla. Ha dato una risposta molto cristiana, dicendo che lui sta facendo quello che il suo ruolo esige, e cioè di predicare la pace". Parole pacate su cui si infrangono quelle violente pronunciate dall’inquilino della Casa Bianca, attualmente impegnato nel promuovere l’operazione Project Freedom nello Stretto di Hormuz per pressare militarmente ed economicamente la Repubblica islamica. “Anche di fronte a questi nuovi attacchi non so se il Papa avrà occasione di rispondere”, perché nella scorsa occasione – quando Leone era in viaggio per Algeri – aveva in programma l’incontro con i giornalisti. Tuttavia, “la linea rimane quella", ha proseguito il cardinale, che ha parlato a San Giovanni Rotondo (Foggia), in occasione dei 70 anni dell'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. “Queste non sono solo falsità, ma sono un attacco grave e senza precedenti da un capo di Stato al Papa. Non posso che ribadire la nostra solidarietà a Papa Leone che predica la pace, che è giusto ed è pienamente parte del suo ruolo. Trump si comporta come un bullo prepotente”. Così ha commentato le frasi del tycoon la segretaria del Partito democratico Elly Schlein aggiungendo che “uno degli effetti della politica scellerata di Trump è che il mondo è meno sicuro" rispetto a quando è avvenuto il suo insediamento a inizio 2025. Reazioni contrariate – seppure più morbide – alle nuove dichiarazioni sul Papa sono arrivate anche dalla parte politica italiana più affine all’ideologia di Trump: “Il Papa non si discute, si ascolta”, ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini da Torre Annunziata, che ha poi ribadito la solidità dell’alleanza con gli Stati Uniti. Sono oltre 50 milioni i cattolici negli Stati Uniti: i rapporti con il Vaticano, perciò, valgono letteralmente la fiducia di una fascia non trascurabile dell’elettorato statunitense, che alla fine di quest’anno si recherà alle urne per le elezioni di midterm, dove l’amministrazione di Trump potrebbe raccogliere la tempesta coltivata nella sua politica estera.