ZANARDI: DUEMILA PERSONE PER IL FUNERALE, SULL'ALTARE LA SUA HANDBIKE
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- Redazione
Il 5 maggio alla Basilica di Santa Giustina di Padova l’ultimo saluto ad Alex Zanardi, scomparso il 2 maggio. A scortare la bara bianca c’erano la moglie Daniela e il figlio Niccolò, che hanno rivolto un gesto di saluto e gratitudine, con le mani giunte, alle persone radunate all’esterno della basilica in Prato della Valle, nonostante la pioggia. Già dalle 9 del mattino, infatti, più di duemila persone avevano occupato l’interno della chiesa. Ai piedi dell’altare è stata collocata l’handbike dell’atleta bolognese, solitamente conservata nel vicino Museo della Medicina. A officiare don Marco Pozza, amico di lunga data di Zanardi e cappellano del carcere di Padova, legato anche a Papa Francesco. Tra i presenti c’erano il cantante Gianni Morandi, l’atleta paralimpica Bebe Vio, l’ex presidente del CONI Giovanni Malagò, Alberto Tomba e il sindaco di Bologna Matteo Lepore.
Hanno preso parte anche il ministro dello Sport Andrea Abodi, il presidente del Veneto Alberto Stefani e il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia. L’arrivo è stato accompagnato da un lungo applauso, ripetuto più volte anche all’interno della basilica. Inoltre, la bara è stata preceduta da un corteo guidato dagli atleti di Obiettivo3 e concluso dai familiari di Zanardi. Obiettivo3 è l’associazione fondata da Zanardi per promuovere la handbike, insieme al presidente della FIA Stefano Domenicali, a Jorg Kottmeier (responsabile di Bmw Motosport quando il campione bolognese ebbe l'incidente nel 2001), a Luca Pancalli (già presidente del Comitato italiano paralimpico), all’imprenditore Gian Carlo Minardi e all’atleta paralimpica Giusi Versace. Per l’occasione, il Comune ha deciso di allestire, nell’area antistante Prato della Valle, un maxischermo per trasmettere in diretta audio e video la cerimonia funebre. Su richiesta della famiglia, invece, non saranno previste dirette televisive delle esequie, nonostante l’interesse manifestato da alcune emittenti locali. Una scelta coerente con la discrezione mantenuta dalla moglie Daniela e dal figlio Niccolò fin da quando la vita di Alex Zanardi è stata segnata dalle conseguenze dell’incidente avvenuto a Pienza nel 2020. Negli ultimi tre anni era ospite di una struttura assistenziale specializzata. “Ricordare Alex Zanardi significa rendere omaggio non solo a un grande campione dello sport, ma soprattutto a un uomo che ha saputo trasformare la propria vita in un messaggio universale di forza, speranza e positività. Zanardi è stato un esempio autentico per tutti noi. Nella vita come nello sport ha dimostrato che anche di fronte alle difficoltà più evidenti non ci si deve mai arrendere. La sua straordinaria capacità di rialzarsi, di reinventarsi e di affrontare ogni sfida con ottimismo e coraggio rappresenta una lezione che resta indelebile”. Con queste parole l’assessore regionale allo Sport del Veneto, Paola Roma, ha ricorda la figura dell’atleta. “Ha saputo rinascere dopo l’incidente, diventando un ambasciatore dello sport paralimpico, conquistando risultati straordinari e realizzando importanti progetti nel campo dell’inclusione sociale- aggiunge Roma-. Ma soprattutto, attraverso il suo percorso umano e sportivo, ha lanciato un messaggio potente: le barriere possono essere superate, i limiti possono essere trasformati in opportunità. Un messaggio, quest’ultimo che resterà indelebile per tutti noi. Ci tengo inoltre a porgere un messaggio di affetto e vicinanza alla famiglia di Alex, alla madre Anna, alla moglie Daniela e al figlio Niccolò in questo difficile momento”.





