A BERLINO MOSTRA DI ARTISTI ITALIANI E TEDESCHI
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All'Ambasciata d'Italia a Berlino si tiene fino al 13 settembre la mostra "Ore piccole. Opere dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo" frutto di una collaborazione tra le due istituzioni e realizzata nell’occasione della Festa della Repubblica Italiana. La mostra - come scrive La Stampa il 4 giugno - presenta una selezione di opere della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, dalla fotografia alla pittura, dalla scultura all’installazione, che valorizzano la relazione artistica tra Italia e Germania, attraverso le pratiche di artisti italiani e tedeschi e di artisti che hanno eletto in Berlino una casa elettiva (- Micol Assael, Vanessa Beecroft, Monia Ben Hamouda, Benni Bosetto, Maurizio Cattelan, Guglielmo Castelli, Giulia Cenci, Roberto Cuoghi, Douglas Gordon, Elmgreen & Dragset, Nan Goldin, Carsten Holler, Sandra Mujinga, Wolfgang Tillmans, Angharad Williams).
Il progetto espositivo parte dall’architettura dell’ambasciata, un edificio in stile neoclassico e austero, che per il suo ruolo di rappresentanza diplomatica è tradizionalmente percepito come inaccessibile al pubblico. Al contrario, la mostra raccoglie l’invito dell’Ambasciata a pensarsi come uno spazio aperto alla cittadinanza, come promotore di iniziative a sostegno della comunità artistica. Allestite in differenti sale dell’Ambasciata, le opere della Fondazione entrano in dialogo con le opere moderne e contemporanee già presenti negli spazi, attivando nuove relazioni e risonanze. Ore piccole racconta un universo collettivo nascosto all’interno dell’architettura dell’ambasciata, costituito da corpi, gesti e affetti, accomunati da una tensione relazionale e da atmosfere notturne. Il titolo della mostra fa infatti riferimento alla temporalità della notte: uno spazio in cui prendono forma ritualità e dinamiche sociali che eccedono i ritmi e le convenzioni della produttività. Il registro del notturno e dell’apparizione diventa così una possibilità per riflettere su forme di collettività costruite attraverso relazioni, prossimità e coesistenza. In questo contesto, Berlino emerge come riferimento implicito e spazio di possibilità: una città che ha storicamente reinterpretato la notte come luogo di produzione culturale, sperimentazione artistica e costruzione di comunità temporanee.





