INTELLIGENZA ARTIFICIALE, L’ITALIA VARA “LA PRIMA DISCIPLINA ORGANICA”
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- Redazione
Dal divieto di licenziamenti decisi dagli algoritmi alle regole per il riconoscimento facciale da parte delle forze di polizia, passando per l'ingresso dell'intelligenza artificiale nei programmi scolastici, la formazione di magistrati e operatori sanitari e un miliardo di euro per sostenere l'ecosistema nazionale dell'innovazione. Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare i decreti legislativi attuativi della legge 132 del 2025 sull'intelligenza artificiale, completando il quadro normativo italiano in materia. "Con questi decreti l'Italia è la prima nazione che si dota di una disciplina normativa nazionale organica in materia di intelligenza artificiale",
ha rivendicato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, sottolineando come i provvedimenti siano pienamente coerenti con l'AI Act europeo e si fondino su una visione "antropocentrica", nella quale "al centro non c'è la macchina ma c'è la persona". Tra le novità più rilevanti figurano le tutele per i lavoratori: assunzioni, licenziamenti, sanzioni disciplinari e modifiche del rapporto di lavoro non potranno essere decisi esclusivamente da sistemi automatizzati. "Deve sempre intervenire una persona fisica che abbia un potere decisionale", ha spiegato la ministra del Lavoro Marina Calderone. Prevista inoltre la nullità dei licenziamenti adottati in violazione del divieto. Sul fronte della sicurezza, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha chiarito che l'intelligenza artificiale sarà "un supporto e non un poliziotto automatizzato". Il riconoscimento biometrico in tempo reale sarà consentito soltanto in casi eccezionali, come minacce terroristiche o ricerca di persone scomparse, previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria. Vietata invece la creazione di banche dati biometriche attraverso raccolte massive e indiscriminate di dati dal web. n ambito giudiziario arriva anche una nuova fattispecie di reato. Come spiegato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, sarà punita l'omessa adozione delle misure di sicurezza o l'alterazione dei sistemi di IA ad alto rischio quando ne derivi un pericolo concreto per la vita delle persone o per la sicurezza dello Stato. Ampio spazio è dedicato alla formazione: nelle scuole l'intelligenza artificiale entrerà nei curricula e nell'educazione civica, mentre per la formazione degli insegnanti sono previsti investimenti per 200 milioni di euro. Le università dovranno integrare contenuti dedicati all'uso consapevole dell'IA e rafforzare l'approccio interdisciplinare tra competenze tecniche, giuridiche ed economiche. "L'intelligenza artificiale non è una nuova materia, ma un nuovo modo di studiare e fare le cose", ha osservato la ministra dell'Università Anna Maria Bernini. La governance del sistema sarà affidata ad AgID e ACN, designate rispettivamente come autorità di notifica e di vigilanza del mercato. Nel settore finanziario saranno coinvolte anche Banca d'Italia, Consob e Ivass, mentre il Garante privacy avrà competenze specifiche sui sistemi utilizzati in ambito giudiziario e di sicurezza. Secondo il sottosegretario all'Innovazione Alessio Butti, l'obiettivo è costruire un "modello italiano dell'intelligenza artificiale" fondato su tutela dei diritti, sovranità tecnologica e sicurezza. Il governo prevede investimenti fino a un miliardo di euro a sostegno dell'ecosistema nazionale dell'IA, mentre prosegue il rafforzamento delle infrastrutture strategiche, dal supercomputer Leonardo di Bologna alle nuove applicazioni del calcolo quantistico. Tra le misure introdotte anche nuove sanzioni contro i deepfake e la diffusione di contenuti artificiali lesivi della dignità delle persone.





