Iniziano ufficialmente sabato 4 luglio, nella maggior parte d’Italia, i saldi estivi. Ma anche nel 2026 i saldi, come le vacanze, non saranno alla portata di tutti. Con le bollette dell’energia che continuano a crescere e i prezzi su livelli ancora elevati, molte famiglie sono costrette a tagliare i propri consumi, specialmente quelli non strettamente necessari. Anche le famiglie a reddito medio, non solo quelle a basso reddito, sceglieranno dunque la prudenza negli acquisti: pochi extra, e solo quelli rimandati apposta in vista degli sconti.

Questo comportamento, unito al volume di acquisti effettuato da parte dei turisti in vista nel nostro Paese (che puntano soprattutto a marchi di eccellenza), manterrà piuttosto stabile il termometro dei saldi. Secondo le prime stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ha effettuato la consueta indagine sull’andamento degli acquisti a saldo nelle città di Roma, Milano e Napoli: dalle prime stime emerge che il 36,6% delle famiglie (-3,2% rispetto allo scorso anno) è propenso ad acquistare a saldo, con una spesa media di 149,9 euro a famiglia (+1,3% rispetto al 2025). A frenare l’andamento delle vendite contribuisce anche il fatto che i saldi non sono più attesi come un tempo: online e no, le promozioni, con formule più o meno fantasiose, sono sempre più diffuse. Oltre il 15% di chi è propenso ad acquistare a saldo dichiara che ha già effettuato qualche acquisto durante i pre-saldi, o vendite private, (non sempre legali, ma sempre più diffuse).