Carmelo Rifici torna a indagare due testi cecoviani che hanno segnato le tappe fondanti del suo percorso registico con la produzione LAC Dittico della bufera che inaugura la stagione di prosa 2025/26. Si comincia martedì 30 settembre con Tre sorelle e si prosegue mercoledì 1° ottobre con Il gabbiano, mentre sabato 4 e domenica 5 ottobre è prevista una vera e propria maratona teatrale presentata nell’ambito del FIT Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea, in cui saranno presentati i due lavori, Tre sorelle alle ore 14:30 e Il gabbiano alle ore 19:30, sovratitolati in inglese. 

Scritte a distanza di sei anni, le due opere cechoviane sono permeate da un legame viscerale: se Il gabbiano (1895) è il testo giovane, delle intuizioni, Tre sorelle (1901) ne è la più matura evoluzione. “Tre sorelle – afferma Rifici nelle note di regia – racconta la storia di Olga, Maša e Irina, tre sorelle della nobiltà russa che vivono in una piccola città di provincia, sognando di tornare a Mosca, simbolo di una vita più piena e significativa. Attorno a loro ruotano illusioni, amori infelici e delusioni esistenziali, mentre il tempo scorre e la speranza si affievolisce. Sotto l’apparente naturalismo della trama, nascosto dal tema della lotta delle classi sociali, si dipana un meccanismo perturbante, mosso dall’intimo, scandaloso desiderio dei personaggi di arrestare il tempo, nel tentativo di imprimersi nella memoria della Storia con l’immagine più edificante di loro stessi. Tutto, allora, dai più piccoli moti del cuore all’ultima sillaba pronunciata, diventa una lucida e autentica rappresentazione dell’umano. La lotta contro il tempo è per loro un fatto vitale, eppure c’è un’ironia beffarda, paradossale nel loro disperato dibattersi. Ma come si declina quel tentativo, negli attori che devono interpretarli? In che modo riverbera l’umano desiderio di uscire a ogni costo, e definitivamente, dal dominio della dimenticanza?” 

“Il gabbiano – prosegue Rifici – è un dramma che ruota attorno a un gruppo di personaggi legati dal teatro, dall’amore e dall'insoddisfazione. Il giovane scrittore Kostja cerca di affermarsi con un teatro nuovo e ama Nina, un’aspirante attrice, che però si innamora del famoso scrittore Trigorin, legato alla madre di Kostja, la grande attrice di tradizione Arkadina. Intorno a loro si intrecciano passioni non corrisposte, ambizioni artistiche frustrate e disillusioni. Appena la si legge, l’opera di Cechov appare intoccabile, perfetta. Eppure, gli sconvolgimenti geopolitici che sta ora attraversando il mondo ne hanno di colpo esacerbato la distanza. I personaggi del testo hanno un forte legame con alcune città ucraine che, ai tempi di Cechov, erano divise tra l’impero zarista e quello asburgico, e che oggi sono dilaniate dalla guerra. Abbiamo cercato di mantenere una quasi totale aderenza al testo originale, lavorando solo su quelle battute che già aprivano squarci sulla storia recente, senza però voler essere mai del tutto espliciti sull’esatto momento in cui l’azione si svolge. Il tempo presente corre troppo rapido per poter essere catturato in una pagina, soprattutto durante un tragico conflitto, ancora in corso.” 

Con Dittico della bufera Rifici inaugura una nuova fase del suo impegno pedagogico grazie a un allestimento in cui dirige venti attori, tra cui alcuni dei suoi allievi della Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano: Giacomo Albites Coen, Alessandro Bandini, Catherine Bertoni de Laet, Silvia Di Cesare, Daniele Di Pietro, Ion Donà, Jonathan Lazzini, Marta Malvestiti, Alberto Marcello, Marco Mavaracchio, Francesca Osso, Benedetto Patruno, Alberto Pirazzini, Roberta Ricciardi, Edoardo Sabato, Emilia Tiburzi accanto a Matilde Bernardi, Sara Mafodda, Davide Pascarella e Jacopo Squizzato. 

 Un lungo e appassionato lavoro di gestazione si è svolto durante il periodo estivo e proprio in questi giorni il Dittico è in fase di allestimento sul palco del LAC, con una squadra di professionisti della scena: Tindaro Granata a fianco di Rifici nel lavoro di curatela dell’intero progetto, Daniele Spanò (maestro per le scene), Giulia Pastore (maestra per le luci), Brian Burgan e Federica Furlani (maestri per il suono). Completano il cast Ugo Fiore (regista assistente), Livia Rossi (assistente alla regia) e Leonardo Castellani (training e movimenti). Esito di un progetto di Alta formazione teatrale, questo Dittico è un allestimento che si apre a un nuovo modo di immaginare percorsi con giovani interpreti che non prevede la forma finita di uno spettacolo, ma cerca una risposta a una domanda: che cosa significa per dei giovani lavorare oggi sul repertorio cecoviano mantenendo un dialogo vivo con la letteratura? Ponendosi queste domande, la giovane attrice e drammaturga Livia Rossi firma una vera e propria rilettura de Il gabbiano che declina in un documento intitolato Ai margini della riscrittura, un vero e proprio testo che apre al dialogo con gli scritti di Anna Politkovskaja e Svetlana Aleksjievič, entrambe profondamente coinvolte nella narrazione della guerra, e con l’Evgenij Onegin di Aleksandr Puškin, opera fondante della grande letteratura russa ottocentesca. Giacomo Albites Coen, distintosi per una segnalazione ricevuta al Premio Hystrio alla Vocazione 2025 per la sua straordinaria capacità di dominare la scena, è Boris Aleksjievič Trigorin ne Il gabbiano, nonché autore del brano di Nina nel primo atto. 

Dopo il debutto di Lugano, lo spettacolo andrà in scena al Teatro Litta di Milano dal 6 all’11 novembre (prima italiana), che è coproduttore con Manifatture Teatrali Milanesi, per replicare al Teatro Due Parma dal 14 al 16 novembre. In occasione del debutto della nuova produzione teatrale, la programmazione LAC edu propone tre appuntamenti: giovedì 25 settembre un incontro digitale sul teatro alle ore 12:30 con il filosofo Silvio Joller per indagare la figura di Anton Cechov, mentre alle ore 18:00 al Cinema IRIDE di Lugano si apre la rassegna cinematografica Visioni parallele: tra parola e immagine con Il gabbiano di Marco Bellocchio; martedì 30 settembre alle ore 18:30 Carmelo Rifici, regista del Dittico della bufera e direttore artistico Arti performative del LAC, incontra il pubblico in dialogo con la drammaturga Angela Dematté in Sala 4; l’incontro sarà un’occasione per confrontarsi con la forza emotiva e la profondità di questi capolavori, valorizzati da una regia raffinata e innovativa. Gli incontri sono gratuiti su prenotazione al sito www.laclugano.ch

 

Prima assoluta 

Tre sorelle 

30.09 

Ma, ore 20:00 

LAC, Sala Teatro 

Il gabbiano 

01.10 

Me, ore 20:00 

LAC, Sala Teatro 

Maratona FIT Festival 

Tre sorelle + Il gabbiano 

04/05.10 

Sa/ Do, ore 14:30 Tre sorelle e 19:30 Il gabbiano (intervallo 18:00–19:30)