La decima edizione del Food Summit 2024 intitolata “Nuova era. Nuovi Paradigmi. Smart, sostenibili, competitivi”, grazie alla presenza di 16 speaker di rilievo  e la partecipazione di oltre 300 rappresentanti dei vertici del settore alimentare di Industria e Distribuzione Moderna, ha delineato lo scenario economico, i driver di sviluppo sostenibile e le sfide della competitività sul mercato domestico e internazionale specifiche del settore agroalimentare. Emerge un discreto ottimismo, infatti secondo Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo “le prospettive per il 2024 per il settore agroalimentare sono positive, anche in termini di investimenti, trainati dalle sfide digitali e ambientali e dalla domanda estera.

 Si tiene a Parma la 22esima edizione di Cibus, la fiera dell’alimentare made in Italy in programma fino al 10 maggio. Quest’anno supererà ogni altra edizione per numero di espositori, con oltre 3 mila brand. Altrettanti sono i buyer della grande distribuzione italiana e internazionale provenienti dai principali mercati obiettivo del made in Italy come Stati Uniti, Germania, Spagna, Francia, Regno Unito e Medio Oriente. Il 2024 sarà inoltre l’anno dei Paesi dell’area Asean, con il ritorno della Cina, la grande assente durante la pandemia, e un’importante delegazione dal Giappone.

ITALICUS, liquore che ha portato l’aperitivo italiano a base di Rosolio di Bergamotto in giro per il mondo, cresce circa del 20% rispetto all’anno fiscale 2023 e raggiunge i primi 10 milioni di euro di fatturato con previsioni di crescita tra il 20-30% nei prossimi anni. Forte di questi risultati, Italspirits parteciperà per la prima volta a Vinitaly dal 14 al 17 aprile a Verona, assieme ad ITALICUS e SAVOIA Vino Aperitivo nell’area dedicata a Vinitaly mixology, la sezione espositiva riservata ai miscelati a base di vini, liquori e distillati.

L’inflazione su base annua nella zona Ocse, misurata dall’indice dei prezzi al consumo, è rimasta stabile nel febbraio 2024 al 5,7%, dopo aver oscillato intorno al 6,0% da maggio 2023. L’inflazione complessiva è scesa in tre quarti dei paesi Ocse, con i maggiori cali mensili registrati in Polonia e Svezia e l’aumento maggiore in Turchia. L’inflazione complessiva è stata inferiore al 2,0% in sette paesi Ocse ed è rimasta negativa in Costa Rica. L’inflazione alimentare ha continuato a diminuire per il quindicesimo mese consecutivo, raggiungendo il 5,3% a febbraio dopo il 6,3% di gennaio, e aumentando solo in quattro paesi Ocse

Per i prossimi tre anni l’export italiano di vino è atteso crescere a un ritmo medio annuo del 2,9% raggiungendo, nel 2026, gli €8,5 miliardi. Nel 2023 le nostre esportazioni enologiche hanno registrato il valore di €7,8 miliardi, in aumento del 20,8% rispetto al 2019, e hanno rappresentato più del 20% delle nostre vendite all’estero del settore alimentari e bevande. I dati emergono dal focus di approfondimento di SACE sull’export italiano relativo al settore vinicolo, “Il vino, biglietto da visita del Made in Italy”, diffuso in occasione della fiera internazionale del Vinitaly. 7 bottiglie su 10 che varcano i nostri confini sono di vino, quasi 3 di spumante:

A gennaio 2024, rispetto al mese precedente, diminuiscono gli occupati e i disoccupati, mentre aumentano gli inattivi. Lo rende noto l’Istat. L’occupazione cala (-0,1%, pari a -34mila unità) tra gli uomini, gli under 34, i dipendenti a termine, gli autonomi; cresce invece tra le donne e chi ha almeno 50 anni. Il tasso di occupazione scende al 61,8% (-0,1 punti). La diminuzione del numero di persone in cerca di lavoro (-0,2%, pari a -4mila unità) coinvolge gli uomini, i 15-24enni e i 35-49enni; al contrario, la disoccupazione aumenta lievemente tra le donne e gli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione totale è stabile al 7,2%, quello giovanile sale al 21,8% (+0,2 punti).

Spia di crisi dai bilanci delle imprese: sono aumentate di oltre 1 miliardo di euro le rate dei prestiti. Da gennaio 2023 a gennaio 2024, le sofferenze bancarie riconducibili alle aziende sono cresciute, infatti, di quasi il 7%, salendo da 17 miliardi e 300 milioni a 18 miliardi e mezzo, segnale di difficoltà, da parte della clientela, a gestire l’indebitamento finanziario con i tassi in aumento. È una delle numerose conseguenze negative sul mercato del credito dopo un anno di costo del denaro sempre in crescita e arrivato al 4,5%: nel periodo in esame, inoltre, sono crollati di 43 miliardi, a un ritmo superiore a 3 miliardi al mese, i prestiti bancari destinati alle imprese e alle famiglie; e sono salite di oltre il 16% le sofferenze nette degli istituti di credito. Calano i mutui, con una discesa di quasi 3 miliardi (-0,64%), e scendono anche i prestiti personali, in diminuzione di oltre 14 miliardi (-10%); mentre continua a salire il credito al consumo, che ha registrato una variazione positiva vicina ai 5 miliardi (+4%).

La Commissione Europea ha approvato uno schema italiano da 1,1 miliardi di euro per sostenere gli investimenti per la produzione di attrezzature necessarie a favorire la transizione verso un’economia a zero emissioni, in linea con il Piano Industriale Green Deal. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo di crisi e transizione per gli aiuti di Stato, per sostenere misure in settori fondamentali per accelerare la transizione verde e ridurre la dipendenza dai combustibili.

L’inflazione annulla la ripartenza dei redditi degli italiani, riportandoli – in termini reali - sotto i livelli prepandemia, con una perdita complessiva di oltre 6 miliardi di euro rispetto al 2019. Tra il 2019 ed il 2023, in valori nominali, il reddito medio delle famiglie italiane è passato da poco più di 38.300 euro a oltre 43.800 euro l’anno. Un salto di oltre 5.500 euro che, purtroppo, è solo virtuale, perché annullato di fatto dall’aumento dei prezzi: al netto dell’inflazione, infatti, nel 2023 il reddito reale medio per famiglia è ancora 254 euro (-0,7%) inferiore a quello del 2019.






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