“Il decreto-legge 95/2025, detto “decreto Economia”, approvato il 6 agosto in via definitiva alla Camera, introduce una serie di interventi urgenti per sostenere l’economia italiana in un momento di forte transizione. Le misure toccano ambiti cruciali: dalle grandi opere ai sostegni sociali, dal rilancio delle imprese alla cura dei territori. Sul fronte delle infrastrutture, il provvedimento rifinanzia il Fondo per l’avvio di opere pubbliche non più coperte dal PNRR, purché gli appalti vengano aggiudicati entro la fine dell’anno. Vengono poi stanziate risorse importanti per progetti strategici: 50 milioni di euro nel 2026 e 92,8 milioni nel 2027 per l’avvio della fase B della diga foranea di Genova, 23 milioni al Comune di Venezia, e altri fondi per impianti di dissalazione in alcuni comuni siciliani.

Non mancano gli interventi legati alla protezione civile e agli eventi straordinari: 20 milioni al Fondo regionale di protezione civile, e poteri speciali al Capo Dipartimento per coordinare le attività in occasione del Giubileo dei giovani. Alla Presidenza del Consiglio vengono inoltre assegnati oltre 228 milioni per le politiche sportive. Sempre in ambito urbano, si istituisce un nuovo Fondo nazionale per la rigenerazione urbana con una dotazione iniziale di 80 milioni tra il 2025 e il 2026. A livello sociale, il decreto introduce diverse novità. Tra queste, l’assegno integrativo per le lavoratrici madri con almeno due figli nel 2025, in attesa dell’attuazione del previsto esonero contributivo. Viene potenziato anche il bonus asilo nido, con nuove modalità semplificate per la richiesta a partire dal 2026, mentre si rafforza il Fondo di garanzia per la prima casa con 30 milioni di euro. Nel settore sanitario, si stanziano 42 milioni annui per il triennio 2025-2027 destinati a strutture pediatriche e specializzate nella cura di alcune neoplasie maligne, e 5 milioni l’anno agli IRCCS per prestazioni dermatologiche. Cresce inoltre il budget per l’APE sociale, con una copertura di 250 milioni fino al 2028. Il decreto prevede anche un pacchetto di interventi a favore del Terzo settore: viene aumentata la dotazione per le attività di interesse generale di volontariato, così come le risorse per i controlli e per la sezione speciale del Fondo PMI dedicata agli enti non profit. In campo economico, tra le misure più rilevanti c’è il rinvio al 1° gennaio 2026 della cosiddetta “Sugar Tax” e l’abbassamento dell’aliquota IVA al 5% per la compravendita di opere d’arte, accompagnata dall’esclusione del regime del margine. Il decreto interviene anche sul “payback” per i dispositivi medici relativi agli anni 2015-2018 e consente pagamenti lievemente ritardati per l’imposta sostitutiva del concordato preventivo biennale, a patto che avvengano prima di notifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate. Sostegno significativo arriva per le imprese esportatrici: il Fondo SIMEST potrà finanziare anche chi investe in India e Africa, comprese le filiere produttive legate all’export e le startup innovative, con una quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al 20%. In ambito turistico, il decreto stanzia contributi per la realizzazione e l’ammodernamento di alloggi per i lavoratori del comparto e per coprire parte dei costi d’affitto. Vengono inoltre prorogati i termini per le agevolazioni del Fondo rotativo per la riqualificazione delle strutture turistiche e modificate alcune norme sui contratti di lavoro a termine. Il comparto culturale riceve nuovi fondi: 30 milioni per l’editoria libraria e 10 milioni al Fondo cultura per la salvaguardia del patrimonio.