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La durata di una crema solare, la stabilità di una maionese o l’efficacia di un farmaco dipendono da ciò che accade nei materiali che li compongono: gel e vetri, strutture complesse e disordinate che cambiano lentamente nel tempo. Per comprenderne davvero l’evoluzione, un gruppo di ricercatori del Politecnico di Milano e dell’Université de Montpellier – CNRS ha deciso di studiarli dove la gravità non c’è: nello spazio. È da questa intuizione che nasce COLIS (COlloids In Space), una nuova facility - cioè, un laboratorio sperimentale installato sulla Stazione Spaziale Internazionale - dedicata allo studio dei materiali soffici e complessi in microgravità. Il progetto si inserisce nel programma “Colloids in Space” dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e del Centre National d’Études Spatiales (CNES). COLIS è il risultato di una collaborazione scientifica di lungo corso tra Luca Cipelletti, fisico del Laboratoire Charles Coulomb dell’Université de Montpellier - CNRS, e Roberto Piazza, professore di Fisica della Materia al Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano, dove dirige il laboratorio Soft Matter. «Studiare questi materiali in microgravità ci permette di isolare l’effetto della gravità, una forza silenziosa ma decisiva nella loro evoluzione», spiega Roberto Piazza.
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I ricercatori dell’Università di Trieste, in collaborazione con l’Università di Genova e l’Istituto Nazionale di Oceanografica e di Geofisica Sperimentale (OGS), hanno ricostruito con un livello di precisione mai raggiunto prima – utilizzando per la prima volta dati strumentali – parametri fondamentali come magnitudo e meccanismo di faglia del terremoto che colpì la Liguria il 23 febbraio 1887, causando oltre 600 vittime e uno tsunami lungo la costa. In particolare, i ricercatori hanno analizzato i magnetogrammi storici, rappresentazioni grafiche del campo magnetico terrestre che catturano le variazioni di intensità magnetica in un’area e in un tempo specifici.
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Progettato dagli scienziati e realizzato dall’azienda Redwire Space, COLIS è stato trasportato sulla ISS dal cargo Cygnus NG-21 della NASA. Oggi la facility è pienamente operativa e analizza campioni di gel e vetri costituiti da nanoparticelle colloidali, ideali per indagare i processi di riorganizzazione interna e invecchiamento dei materiali. I primi risultati, ottenuti da Luca Cipelletti, Roberto Piazza, Stefano Buzzaccaro (Co-PI del progetto per il Politecnico di Milano) e Alessandro Martinelli (post-doc a Montpellier, finanziato dal CNES francese), mostrano che la gravità influisce in modo più marcato del previsto sulla struttura dei materiali soffici, influenzandone le proprietà anche a lungo termine.
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L’Università di Siena ha inaugurato il 785° anno accademico, mercoledì 26 novembre nell’Aula Magna del Rettorato, con una cerimonia attesa e molto partecipata nel cui ambito è intervenuto il Premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, che ha tenuto una Lectio dal titolo “Intelligenza Artificiale, ricerca e applicazioni”. Il professore è intervenuto con una Lectio sull’Intelligenza Artificiale, in cui ha riepilogato i risultati ottenuti dalla ricerca sulle reti neurali multistrato e sulle sue applicazioni. “Gli ultimi modelli – ha spiegato il professor Parisi - hanno avuto un successo straordinario e fanno cose incredibili e utilissime.
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Workday, Inc. (NASDAQ: WDAY), la piattaforma enterprise AI per la gestione finanziaria, di persone e agenti, ha presentato una nuova ricerca globale che fotografa l’evoluzione del rapporto tra lavoratori e intelligenza artificiale, evidenziando come, se da un lato gli agenti AI stanno guadagnando terreno nel mondo del lavoro, dall’altro i lavoratori continuano a chiedere confini chiari nel loro utilizzo. Secondo il report “AI Agents Are Here, but Don't Call Them Boss”, il 75% dei professionisti a livello globale si sente a proprio agio nel collaborare con gli agenti AI, ma solo il 30% accetterebbe di essere gestito da uno di essi.
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Attraverso un algoritmo è possibile individuare nelle analisi i segnali prodotti da piccole popolazioni di cellule, come le cellule staminali tumorali o le cellule tumorali dormienti, che normalmente vengono invece scartati perché si confondono con il cosiddetto rumore statistico. Lo afferma uno studio dei ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato dalla rivista Algorithms. La ricerca, condotta grazie ai finanziamenti dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e del Ministero della Salute (progetto PNRR Missione 6 finanziato dall'Unione europea - NextGenerationEU), descrive un nuovo metodo statistico che può essere utilizzato in generale per individuare i segnali prodotti da piccole popolazioni di cellule all’interno di grandi insiemi di dati.
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I cambiamenti climatici hanno intensificato le temperature estive in tutta Europa e hanno causato 16.500 decessi in più rispetto a un'estate non riscaldata dalle attività umane: è quanto emerge da una nuova stima condotta da importanti scienziati del clima ed epidemiologi. Lo studio, che si è concentrato su 854 città europee, ha rilevato che il cambiamento climatico è responsabile del 68% dei 24.400 decessi stimati per il caldo di quest'estate, grazie a un aumento delle temperature fino a 3,6°C. Francesco Romizi, responsabile relazioni esterne Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE Italia) commenta:
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Un semiconduttore organico è riuscito a fare ciò che finora sembrava impossibile: trasformare quasi tutta la luce che riceve in elettricità. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Materials e frutto di una collaborazione tra l’Università di Pisa, l’Università di Cambridge (UK) e l’Università di Mons (Belgio), potrebbe rivoluzionare il futuro delle celle solari e dei dispositivi elettronici alimentati dalla luce. Il protagonista di questa ricerca è il P3TTM, una molecola appartenente alla famiglia dei radicali organici. I radicali sono specie chimiche che hanno almeno un elettrone spaiato, e questo li rende particolarmente reattivi. Finora erano conosciuti soprattutto per la loro capacità di emettere luce (vengono già usati nei moderni schermi OLED), ma non per produrre elettricità in modo efficiente.
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Un team internazionale di scienziati del Dipartimento di Geofisica della Doerr School of Sustainability di Stanford, dell'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV-OV) e dell'Università degli Studi di Napoli Federico II ha appena pubblicato, sulla rivista scientifica Science, lo studio A clearer view of the current phase of unrest at Campi Flegrei Caldera. Il lavoro offre una visione più chiara della fase di attività sismica in corso ai Campi Flegrei (unrest).





