Uno studio sul campo condotto da ricercatori dall’Istituto di geoscienze e georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Igg) e dall’Università Statale di Milano ha ricostruito e analizzato il clima che ha caratterizzato nei millenni passati la Mesopotamia – cioè la regione compresa tra gli attuali Iraq, Iran, Turchia e Siria - con l’obiettivo di comprendere quale ruolo abbia avuto nello sviluppo delle prime civiltà di agricoltori e allevatori del vicino Oriente, la c.d. Mezzaluna Fertile.

Prosegue l’esplorazione spaziale dell’Inaf, l’istituto nazionale di astrofisica. Grazie ai radiotelescopi ASKAP e Parkes (Murriyang), entrambi sviluppati e gestiti dall’Agenzia scientifica australiana CSIRO, sono state portate a termine le osservazioni radio di una vasta sezione del piano galattico della Via Lattea (circa l’1%). A coordinare il gruppo internazionale di ricerca che ha utilizzato il “grande disco” di Parkes per “fotografare” una porzione del disco della nostra galassia, sono stati proprio i radioastronomi dell’Inaf, nell’ambito del progetto di ricerca PEGASUS. L’immagine è stata unita a quella realizzata con le antenne ASKAP per il progetto EMU, guidato dalla Macquarie University a Sydney, Australia, ottenendo un risultato di straordinaria qualità.

Prosegue l’esplorazione spaziale dell’Inaf, l’istituto nazionale di astrofisica. Grazie ai radiotelescopi ASKAP e Parkes (Murriyang), entrambi sviluppati e gestiti dall’Agenzia scientifica australiana CSIRO, sono state portate a termine le osservazioni radio di una vasta sezione del piano galattico della Via Lattea (circa l’1%). A coordinare il gruppo internazionale di ricerca che ha utilizzato il “grande disco” di Parkes per “fotografare” una porzione del disco della nostra galassia, sono stati proprio i radioastronomi dell’Inaf, nell’ambito del progetto di ricerca PEGASUS.

Passi in avanti nella cura dei tumori: TOP-IMPLART l’innovativo acceleratore lineare di protoni realizzato da ENEA presso il Centro Ricerche di Frascati (Roma), in collaborazione con Istituto Superiore di Sanità (ISS) e Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE-IFO), ha raggiunto una energia pari a 71 MeV, primo valore di interesse clinico per il trattamento di alcuni tumori superficiali come il melanoma oculare. L’impianto unico nel suo genere in Italia anche per applicazioni di radioterapia oncologica sempre più efficaci e meno invasive, si basa su una tecnologia avanzata, in grado di curare anche tumori adiacenti ad organi critici, limitando al massimo danni collaterali e salvaguardando i tessuti sani.

Entro il 2026 si potrà essere in grado di individuare precocemente il morbo di Parkinson sulla base di uno studio personalizzato del sonno. E questo grazie a NAP, l’innovativo progetto di ricerca coordinato dall’Università di Pisa e il cui inizio è fissato il 1° marzo 2023. Finanziato con tre milioni di euro dal programma per la ricerca e l'innovazione dell'Unione Europea “Horizon Europe” – di cui 800.000 destinati all’Ateneo pisano -, il progetto NAP ha come obiettivo quello di utilizzare, per la prima volta in questo particolare campo di indagine, degli organoidi cerebrali, ossia dei modelli cellulari tridimensionali avanzati del cervello umano.

I diamanti super profondi, quelli estremamente rari che si formano a profondità da 300 fino a 1000 km all’interno del mantello terrestre, sono vere e proprie capsule inerti capaci di trasportare “frammenti” di terra profonda fino alla superficie terrestre senza quasi alcuna alterazione chimica. L’articolo dal titolo "Extreme redox variations in a superdeep diamond from a subducted slab", che ha come prima firma Fabrizio Nestola dell’Università di Padova con il contributo di Luca Bindi dell’Università di Firenze e pubblicato su «Nature» descrive la composizione di un diamante davvero unico e sensazionale.

La navicella Cygnus, lanciata a inizio novembre dalla costa est degli USA, ha portato sulla International Space Station rifornimenti e alcuni esperimenti scientifici. Fra questi, l’esperimento del progetto Ovospace, finanziato e coordinato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e ideato da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Medicina sperimentale della Sapienza guidati da Mariano Bizzarri. Ovospace ha l’obiettivo di studiare l’effetto della microgravità sulle funzioni endocrine di due tipi di cellule ovariche bovine:

È stato ricostruito per la prima volta il viaggio che la crosta terrestre compie verso il centro della Terra durante i movimenti di sprofondamento delle placche continentali. Il processo geodinamico, fino a ora solo ipotizzato, è stato dimostrato da un team internazionale, coordinato da Luigi Dallai dell’Università di Roma “La Sapienza” e da Sandro Conticelli dell’Università di Firenze e direttore dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Igag), che ha rintracciato la testimonianza del riciclo di rocce di origine superficiale, riportate alla luce dal magma delle eruzioni vulcaniche, dopo un percorso di milioni di anni fino alle profondità del mantello terrestre.

La forma di Alzheimer più diffusa è quella a insorgenza tardiva. La possibile base genetica e la causa scatenante della malattia sono ancora sconosciute. Sono noti solo i fattori di rischio, tra cui le alterazioni epigenetiche: meccanismi che alterano l’espressione genetica senza modificare la sequenza del DNA. Responsabili di questi processi sono i microRNA, corte sequenze di RNA.








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