ATLETICA, MARCELL JACOBS AMMETTE DI AVER PERSO “LA SCINTILLA”
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- Redazione
Il futuro di Marcell Jacobs, il velocista italiano che ha sorpreso il mondo vincendo l’oro nei 100 metri ai Giochi di Tokyo 2021, è improvvisamente diventato incerto. In un’intervista sorprendentemente franca concessa al quotidiano La Stampa, l’atleta ha raccontato un momento personale e professionale segnato da dubbi profondi, disaffezione verso la pista e rapporti ormai tesi con la Federazione italiana di atletica leggera (FIDAL). Jacobs, oggi 30 anni, ha rivelato di trovarsi "ancora in fase di riflessione. Non mi metto fretta. Sono successe troppe cose che mi hanno fatto perdere la scintilla”. Jacobs ha spiegato ai lettori italiani di non essere una persona sedentaria, ma ha anche confessato che il richiamo della pista, quell’impulso naturale verso la competizione, oggi non lo avverte più. Uno dei passaggi più delicati dell’intervista alla Stampa riguarda il legame ormai incrinato con la FIDAL. Il velocista denuncia, infatti, disparità di trattamento nei nuovi criteri tecnici introdotti dopo le Olimpiadi di Parigi 2024: “Non sono più tra gli atleti di punta, ho visto.
Mi hanno presentato nuovi parametri, poi scopro che per altri, a parità di condizioni, è andata diversamente. Mi sento preso in giro”. Il riferimento – esplicito – è all’altro grande nome dell’atletica italiana, Gianmarco Tamberi, oro olimpico nell’alto e personalità carismatica molto presente mediaticamente. Figura molto diversa da Jacobs, che ha avuto una carriera più riservata e frammentata da cambi di allenatore e lunghi periodi negli Stati Uniti. “Tamberi è rimasto in quella lista e io no? Gimbo sa mantenere i rapporti con le persone, cosa che al presidente Mei piace. Io ho un altro carattere”. Non si è fatta attendere la risposta del presidente FIDAL, Stefano Mei, intervistato dall’agenzia italiana LaPresse. Mei si è detto colpito dal tono usato da Jacobs: “Sono stupito, non c’è una mezza ragione per fare un’intervista di quel genere. La mia preoccupazione è che lui stesso dica che gli manca la scintilla”. Il presidente ha sottolineato che il tempo per preparare il quadriennio verso Los Angeles 2028 non è infinito e che la priorità deve essere ritrovare motivazione. Sul tema delle presunte disparità di trattamento, Mei ha risposto punto per punto: “Dice che si è sentito preso in giro? Non si capisce da chi e da cosa. L’ho contattato più volte e gli abbiamo proposto tecnici sia negli USA sia in Italia. È stato lui a rifiutare”. Alla domanda su uno strappo personale con Jacobs, Mei ha aggiunto: “Io gli ho mandato un messaggio per il compleanno il 26 settembre. Se uno non risponde può essere che non abbia voglia la mia porta è sempre aperta”. Il presidente ha ribadito che il movimento dell’atletica italiana non può dipendere da un singolo atleta, nemmeno se olimpionico: “Non c’è solo Jacobs o Tamberi. C’è un intero movimento a cui dare attenzione”.





