Il Mondiale 2026, che si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico, non vedrà l’Italia protagonista sul campo. Eppure, paradossalmente, la Serie A sarà uno dei campionati più rappresentati del torneo. Sono infatti 66 i giocatori tesserati in Italia che voleranno in Nord America con le rispettive selezioni nazionali. Il dato più evidente è la distribuzione geografica dei convocati: il campionato italiano non “porta” una sola nazionale, ma decine di selezioni diverse, dall’Europa al Sud America, fino all’Africa e al Nord America. In molti casi, i club italiani sono vere e proprie piattaforme internazionali. Tra le squadre più rappresentate spicca il Milan, che porta al Mondiale dieci giocatori. È un gruppo estremamente eterogeneo: dal portiere francese Mike Maignan al centrocampista Adrien Rabiot, passando per Rafael Leao con il Portogallo e Christian Pulisic con gli Stati Uniti, fino a Luka Modrić con la Croazia e Santiago Giménez con il Messico.

Poco distante, per impatto internazionale, c’è l’Inter con sette convocati distribuiti su tre continenti. Lautaro Martínez guiderà l’Argentina, mentre Marcus Thuram rappresenterà la Francia. Hakan Calhanoglu giocherà con la Turchia, Denzel Dumfries con i Paesi Bassi e Manuel Akanji con la Svizzera. Anche Juventus contribuisce in modo significativo, con sei giocatori. Tra questi Weston McKennie, che vivrà un Mondiale “di casa” negli Stati Uniti, oltre a Kenan Yıldız con la Turchia, Francisco Conceição con il Portogallo e Teun Koopmeiners con i Paesi Bassi. Dal Sud Italia arriva il contributo del Napoli, con quattro convocati. Sono Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku per il Belgio, Scott McTominay per la Scozia e Mathías Olivera per l’Uruguay. La capitale sarà rappresentata dall’Roma con sei giocatori. Tra questi Donyell Malen con i Paesi Bassi, Evan Ndicka con la Costa d’Avorio, oltre a rappresentanti di Francia, Turchia e Brasile. Un altro club con forte impronta globale è l’Atalanta, che porta al Mondiale sette giocatori. Tra i nomi più noti figurano Marten de Roon con i Paesi Bassi e Mario Pasalic con la Croazia. Alle spalle delle grandi, anche altre realtà italiane contribuiscono al totale. Il Bologna manda cinque giocatori in Nazionale, mentre Fiorentina ne ha uno solo, il difensore Marin Pongracic con la Croazia. La sorpresa positiva arriva dal Como, protagonista di una crescita recente nel calcio italiano: tre i convocati, tra cui Nico Paz con l’Argentina e Assane Diao con il Senegal. Più in basso nella distribuzione, il Torino porta tre giocatori (Vlasic, Ché Adams e Pedersen), mentre il Parma ne schiera due: Suzuki con il Giappone e Circati con l’Australia. Chiude il quadro l’Udinese con un solo rappresentante, Karlstrom con la Svezia, e una serie di club senza alcun convocato: tra questi Lazio e Monza, oltre a Lecce, che non vedranno propri giocatori impegnati al Mondiale.