Pretoro non è un borgo di montagna qualunque. È un intreccio di pietra, mito e natura che si arrampica sulla Maiella come un presepe scolpito a mano. Chi arriva da lontano rimane colpito dalla struttura verticale del paese, dalle case che si stringono le une alle altre, come se cercassero protezione dal vento che scende dai monti. La storia di Pretoro è scritta nei suoi vicoli ripidi, nelle scalinate, nell’odore del legno lavorato. Qui l’artigianato non è una pratica decorativa, ma una parte viva dell’identità: gli intagliatori pretorese sono conosciuti da secoli per la loro abilità nel trasformare tronchi e rami in oggetti carichi di simbologia.

Camminare per Pretoro significa entrare in un romanzo medievale, dove ogni angolo sembra nascondere una leggenda. E infatti le leggende non mancano: quella dei “lupi della Maiella”, creature misteriose a metà tra uomo e animale, è una delle più radicate nella memoria collettiva. Molte delle storie raccontate dagli anziani vedono come protagonisti uomini solitari, pastori o carbonai che, nelle notti d’inverno, giuravano di aver incontrato ombre inquietanti nei boschi. È un patrimonio immateriale che ha contribuito a creare un’atmosfera unica, sospesa tra il reale e il fantastico. Ma Pretoro è anche natura pura. Le Gole di San Martino – un canyon imponente che incide la montagna – non sono solo un luogo da visitare, ma un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Il rumore dell’acqua, la verticalità delle pareti rocciose, i sentieri che salgono verso l’eremo creano uno degli scenari più suggestivi dell’Abruzzo. È qui che la montagna si mostra nel suo volto più selvaggio, ma anche più spirituale. La dimensione religiosa si fonde con quella popolare nelle numerose feste legate ai santi protettori. Tra queste, la celebrazione di San Domenico, che richiama riti antichi legati al mondo pastorale. Pur non trattandosi della celebre “festa dei serpari” di Cocullo, la tradizione serpentina è presente anche a Pretoro in una forma meno spettacolare ma altrettanto intensa, segno di un rapporto ancestrale tra la comunità e la natura circostante. Non mancano infine i sapori: la cucina di Pretoro è montana, robusta, fatta di ingredienti semplici ma potenti. Zuppe, carni alla brace, formaggi della Maiella: un repertorio gastronomico che rispecchia la forza del territorio. Pretoro è questo: una soglia tra realtà e leggenda, tra la solidità della roccia e il fluire delle storie che ancora oggi si raccontano alla luce dei camini.

COME ARRIVARE: Pretoro è raggiungibile comodamente in auto da Chieti, percorrendo la SS649 fino alle deviazioni per Guardiagrele e poi verso il borgo montano. Chi sceglie il treno può scendere a Pescara o Chieti e proseguire in autobus locale fino a Pretoro, immerso tra i boschi della Maiella. Per chi arriva in aereo, l’aeroporto di Pescara offre collegamenti nazionali e internazionali, con la possibilità di raggiungere il borgo in circa un’ora e mezza di guida lungo strade panoramiche e curve montane.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Dalla posizione di Pretoro è facile raggiungere altre meraviglie della Maiella. Il Passo Lanciano e la Majelletta offrono percorsi di trekking e panorami indimenticabili.