Pentedattilo è uno dei borghi più sorprendenti della Calabria, incastonato ai piedi del Monte Calvario. Il suo nome, dal greco Péntadáktylos (“cinque dita”), richiama la forma della montagna che un tempo ricordava una gigantesca mano di pietra. Ci troviamo a circa trenta chilometri da Reggio Calabria, nel cuore dell’area grecanica, dove le fiumare scorrono tra gli ulivi e i profumi del bergamotto si mescolano all’aria di mare. Nei secoli Pentedattilo fu un importante centro militare e commerciale, prima greco-romano, poi bizantino e normanno. La sua storia è legata alla tragica Strage degli Alberti del 1686, quando una faida familiare trasformò il paese in teatro di un dramma rimasto nella memoria collettiva. Dopo i terremoti del Settecento e del Novecento, e lo spopolamento definitivo negli anni Sessanta, il borgo sembrava destinato all’abbandono.

È stato presentato in occasione dell’evento Acetaie Aperte, il primo Rapporto sul turismo dell’Aceto Balsamico di Modena e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, a cura di Roberta Garibaldi, in collaborazione con Le Terre del Balsamico, Consorzio di secondo livello che unisce il Consorzio dell’Aceto Balsamico di Modena Igp e il Consorzio dell’Aceto Balsamico tradizionale di Modena Dop. Il documento, frutto di una serie di interviste, consente per la prima volta agli stakeholders del territorio modenese di definire le strategie per lo sviluppo delle potenzialità turistiche connesse ai Balsamici di Modena. E i risultati sono particolarmente significativi. Il potenziale turistico inespresso, in termini di introito economico per il territorio modenese, è alto. A far da traino al turismo dei “Balsamici di Modena” sono la fama del prodotto, il territorio di origine e l’ambiente suggestivo delle acetaie. Tra i punti di forza compare anche la sostanziale destagionalizzazione degli arrivi, perché l’aceto è disponibile tutto l’anno e il fascino delle acetaie cambia a seconda delle stagioni.

Tra le valli verdi dell’entroterra marchigiano, dove scorre il fiume Esino, si distende Esanatoglia, uno dei borghi più affascinanti e intatti della provincia di Macerata. Il suo nome racconta un lungo viaggio nel tempo: da Aesa, antico insediamento romano sorto sulle rive del fiume, alla medievale Santa Anatolia, dedicata alla martire protettrice, fino all’attuale fusione dei due nomi, scelta nel 1862. Il borgo appare come un piccolo gioiello di pietra, racchiuso tra mura antiche e attraversato da sette campanili che disegnano il profilo del paese lungo corso Vittorio Emanuele, il suo asse principale. Le case in pietra chiara, i vicoli silenziosi, i ponti sul fiume e le porte d’accesso conservano l’armonia medievale di un luogo rimasto immune dal tempo. Passeggiare per Esanatoglia significa immergersi in un racconto che unisce spiritualità, arte e natura. All’ingresso del borgo, la Pieve di Santa Anatolia domina con il suo campanile alto e il portale in pietra del Trecento.

Aviano non è solo un borgo ai piedi delle Dolomiti Friulane: è un mosaico di piccole piazze, vicoli e frazioni che si intrecciano tra loro, ciascuna con il suo carattere. Dal centro storico, con le sue case dai porticati color ocra e i balconi fioriti, si può percorrere via Vittorio Veneto fino alla piazza principale, dove la vita del paese si concentra tra caffè storici, botteghe di prodotti locali e mercatini occasionali. Ogni angolo racconta la quotidianità di un borgo che sa mescolare la tradizione con il ritmo moderno della vita friulana. Il Castello di Aviano, nella frazione omonima, domina ancora la vallata nonostante il tempo ne abbia ridotto le strutture. I ruderi delle torri e delle mura raccontano secoli di storia e, secondo la leggenda, sono popolati da figure misteriose: si narra che alcune notti si possano ancora udire passi leggeri nei corridoi interni e l’eco di antichi cavalieri che vigilavano la valle.

Il JFK Space Center si trova in Florida a metà strada tra Miami e Jacksonville, un’area vasta 567 km², è un centro visitato da milioni di turisti, non solo per la storia spaziale che ospita, ma anche per la grande zona faunistica che ospita con una varietà di animali, e i 17.000 lavoratori all’interno del centro spaziale possono incontrare ogni giorni I lavoratori del centro possono incontrare aquile calve, alligatori, serpenti a sonagli, lamantini, e veder nuotare liberi delfini. 

Dalla valle, Orte sembra un baluardo di tufo: una rupe alta e compatta, con case che si affacciano sul vuoto e il Tevere che scorre ai suoi piedi. È un borgo che si impone con la sua presenza verticale, ma basta varcarne l’ingresso per scoprire un mondo di vie strette, balconi fioriti, botteghe discrete e piazze raccolte dove la vita scorre lenta, lontana dal traffico dei binari e delle autostrade che pure passano a poca distanza. Orte è un luogo in bilico tra il movimento continuo del mondo che la circonda e una quiete che pare sospesa. A chi arriva sembra di aver trovato un tempo diverso, più compatto, quasi protetto. Ma il vero cuore del borgo non è tutto in superficie: sotto le case e i palazzi corre un’altra città, invisibile finché non si decide di scendere nelle sue viscere.

Calendasco, piccolo borgo situato nella provincia di Piacenza, è un luogo che incarna la quiete della campagna emiliana, arricchita da una storia che affonda le radici nel medioevo. Questo paese offre scorci suggestivi e un'atmosfera che invita alla scoperta. Il Castello di Calendasco, risalente al IX secolo, domina il centro del paese. Questa imponente struttura, sebbene privata e non visitabile internamente, è visibile dall'esterno e rappresenta un esempio di architettura medievale ben conservata. La sua posizione strategica, tra due anse del fiume Po, testimonia l'importanza difensiva che il castello aveva nel passato.

Ben 16,79 milioni di arrivi e oltre 59 milioni di presenze, con una permanenza media per visitatore di circa 3,5 notti: le statistiche del Ministero del Turismo, elaborate su dati ISTAT, indicano che il turismo italiano, a giugno 2025, ha segnato un netto miglioramento sia sul 2024 che sul periodo pre-Covid. La combinazione di un’offerta variegata, prezzi competitivi e crescente soddisfazione dei visitatori posiziona il nostro Paese come un punto di riferimento per il turismo in Europa. Un segnale forte, che ribadisce ancora come il turismo estivo non sia più limitato al solo mese di agosto, e che rafforza anche la progressiva tendenza alla destagionalizzazione.

Il Natale a Bressanone è magia, storia e comunità che si intrecciano. Il 34º Mercatino di Natale apre ufficialmente il 27 novembre 2025 alle ore 16:30 con una suggestiva sfilata composta da angeli, tamburini e musicisti lungo le vie acciottolate del centro storico, fino a Piazza Duomo, dove il sindaco e gli organizzatori danno il benvenuto – accompagnati dai Weisenbläser, dal coro dei bambini e dal tradizionale taglio del pan pepato. Dal 28 novembre al 6 gennaio, 44 casette di 28 espositori accolgono i visitatori con artigianato unico e autentiche prelibatezze altoatesine.








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