Sentirsi meno in contatto con il proprio corpo, prestare meno attenzione alle sue sensazioni, percepirsi più distanti dalla propria esperienza fisica. L’uso problematico dei social media non influisce solo sull’attenzione o sull’umore: può favorire nel tempo il distacco dall’esperienza corporea. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of Behavioral Addictions, intitolato “A 2-wave study on the associations between dissociative experiences, maladaptive daydreaming, bodily dissociation, and problematic social media use” e firmato da Silvia Casale dell’Università di Firenze, Simon Ghinassi dell’Università di Pisa e Jon D. Elhai dell’University of Toledo negli Stati Uniti. La ricerca è stata condotta su 216 studentesse e studenti universitari italiani tra i 18 e i 33 anni in due momenti, a distanza di quattro mesi, tra il 2023 e il 2024.

La Camera ha approvato nei giorni scorsi la proposta di legge che consente ai cittadini italiani residenti all'estero di avere l'assistenza sanitaria in Italia previo pagamento di un premio annuo di 2mila euro, con i minori che saranno esenti. La somma – scrive Il Sole 24 Ore il 2 dicembre - è dovuta dalla data di rilascio della tessera sanitaria nazionale. La proposta di legge - presentata da Andrea Di Giuseppe, parlamentare di Fdi eletto nella circoscrizione estera - è diretta ai cittadini che risiedono all'estero in Paesi non aderenti all'Unione europea o all'Associazione europea di libero scambio (Efta), ma che siano iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire).

 In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la consigliera del Comites di Madrid Gabriella Lanzilli ha coordinato una giornata informativa in collaborazione con il Consolato Generale, con la partecipazione di esperti: l’ispettore di polizia Juan Carlos Lorenzo Varela, Alicia González Jano, coordinatrice del Gruppo di psicologia informatica, ed Encarni Iglesias, presidente dell’associazione Stop Violencia Digital.

Prima gli attacchi del presidente Usa Donald Trump nella National security strategy, poi quelli del magnate Elon Musk, che ha auspicato la dissoluzione dell’Unione europea paragonandola al “quarto reich”, scatenano il dibattito politico italiano. Dalle colonne del Corriere della Sera, il ministro degli Esteri Antonio Tajani – l’8 dicembre - afferma che è nei momenti di massima crisi che si “possono aprire nuove opportunità”, e trovare il coraggio per un “elettroshock indispensabile per salvare l’Europa dal tramonto, dal ridursi a gigante economico e nano politico, entità residuale nel nuovo scenario mondiale”.

L’accordo raggiunto l’8 dicembre in sede di Consiglio Ue sul nuovo regolamento europeo in materia di rimpatri segna una svolta che parla anche – e forse soprattutto – italiano. La norma, che punta ad accelerare e rendere più efficaci le procedure di rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi in soggiorno irregolare, apre infatti in modo esplicito alla possibilità per gli Stati membri di istituire “hub di rimpatrio” in Paesi terzi. Un’impostazione che richiama direttamente il modello già sperimentato dall’Italia, primo Paese dell’Unione ad aver esternalizzato parti della gestione dei rimpatri attraverso i centri realizzati in Albania, scelta che ha suscitato un forte dibattito politico e giuridico sia a livello nazionale sia europeo. Il regolamento concordato dai Ventisette introduce procedure comuni a livello Ue, rafforza gli obblighi per i migranti destinatari di un provvedimento di rimpatrio e amplia gli strumenti a disposizione degli Stati membri, dai periodi di trattenimento più lunghi ai divieti di ingresso estesi.

“In questa fase è fondamentale aumentare il livello di convergenza su temi che toccano gli interessi vitali dell’Ucraina e dei suoi partner europei”. È il messaggio ribadito dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo l’8 dicembre a una videoconferenza con il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky e altri leader europei, convocata per fare il punto sul percorso di pace alla luce degli ultimi colloqui tra le delegazioni americana e ucraina, e alla vigilia della visita di Zelensky a Roma. Secondo quanto riferisce Palazzo Chigi, Meloni ha insistito sull’importanza dell’unità di vedute tra Unione europea e Stati Uniti per il raggiungimento di una “pace giusta e duratura”, richiamando in particolare la necessità di definire solide garanzie di sicurezza e di individuare misure condivise a sostegno dell’Ucraina e della sua futura ricostruzione. Sulla stessa linea la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha parlato al termine della riunione della “Coalizione dei Volenterosi”.

L’Ambasciata d’Italia a Ottawa invita i ricercatori italiani che operano in Canada a presentare domanda per il premio Ingegno Italiano Award alla sua terza edizione. Il premio si rivolge a ricercatori che si sono distinti per risultati scientifici di rilievo, per aver contribuito alla creazione di significative infrastrutture di ricerca, per avere mantenuto legami scientifici con l’Italia e più in generale per avere onorato l’Ingegno Italiano, in uno dei campi del sapere definiti dall’European Research Council: Life Sciences (LS), Physical and Engineering Sciences (PE) e Social Sciences and Humanities (SH). L’iniziativa è coordinata dall’Ufficio scientifico dell’Ambasciata italiana ad Ottawa in collaborazione con le associazioni dei ricercatori presenti in Canada (ARPICO, AiriCerca|Toronto).

“L'obiettivo è arrivare a 700 miliardi di export". A dirlo è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, durante la sua partecipazione al convegno "Internazionalizzazione e capitale umano: la Lombardia e la sua filiera tecnico-professionale protagonisti nel mondo", organizzato da Confindustria Lombardia con il patrocinio di Regione Lombardia. La Regione – scrive Libero il 2 dicembre - per l'occasione ha presentato un piano da oltre 10 milioni di euro per permettere agli studenti degli Its di fare esperienze lavorative all'estero e per attirare "capitale umano" dagli altri Paesi verso la Lombardia.

Sui femminicidi "non esistono aree non a rischio, ma alcune sono molto più esposte" e il "rischio è maggiore dove l'emancipazione femminile è più elevata". Inoltre, c'è "una crescente polarizzazione tra i giovani", con i maschi più propensi a opporsi ai progressi in termini di uguaglianza di genere. È quanto emerge dallo studio “Femicides, Anti-violence Centers and Policy Targeting”, curato da Costanza Giannantoni, ricercatrice post-doc La Sapienza, insieme ad Augusto Cerqua e Marco Letta, entrambi professori associati dell'ateneo romano e presentato il 29 ottobre a Palazzo Madama su iniziativa della senatrice Pd Cecilia D'Elia, vicepresidente della Commissione Femminicidio. "Penso che sia molto importante, intanto, che nelle università si sviluppino studi che ci aiutano a focalizzare, per parlare correttamente della violenza e darci una mano sull'efficacia delle politiche. In questo caso, in particolare, è stato approfondito il tema della copertura territoriale dei centri antiviolenza e dell'effetto che l'apertura di un centro antiviolenza ha nel territorio" così D'Elia, che aggiunge:








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