Nel 2022 la retribuzione lorda annua per dipendente, ricondotta ad anno intero e tempo pieno, è pari in media a 37.302 euro. Le lavoratrici dipendenti guadagnano 6mila euro in meno dei lavoratori (33.807 euro contro 39.982). Lo rende noto Istat nel suo report “Differenze retributive per genere, generazione, livello di istruzione e tipo di contratto”. La retribuzione annuale risulta massima, pari a 38.760 euro, nel comparto dell’Industria in senso stretto e raggiunge il valore minimo di 32.202 euro nel settore delle Costruzioni.

Secondo Eurostat, nel terzo trimestre del 2024 il deficit pubblico dell'Eurozona è sceso al 2,6% del PIL, in calo rispetto al trimestre precedente e allo stesso periodo del 2023. Nell'Ue a 27, il deficit si è invece attestato al 2,9%. Il debito pubblico dell'Eurozona resta stabile all'88,2% del PIL, anche se l’Ufficio statistico dell’UE segnala variazioni significative tra i Paesi membri:

 Il Consiglio nazionale delle ricerche e Carbfix, leader mondiale nella tecnologia di cattura e stoccaggio mineralogico del carbonio (CCMS), hanno firmato un accordo strategico quinquennale per promuovere la ricerca su tecnologie innovative volte a mitigare i cambiamenti climatici e ad accelerare la transizione energetica. Sulla base della loro collaborazione nel progetto GECO (Geothermal Emission Gas Control) di Horizon 2020 (il Cnr era coinvolto con l’Istituto di geoscienze e georisorse), che ha dimostrato il potenziale dell'integrazione del CCMS con i sistemi di energia geotermica rinnovabile, la partnership mira a spingere i confini dell'innovazione sostenibile: i due partner, infatti,  concentreranno il loro impegno verso lo sviluppo della tecnologia CCMS, esplorandone l'applicazione su larga scala e l'integrazione in diversi scenari legati all'energia geotermica, alla produzione di idrogeno e per il net zero di industrie del settore “hard to abate”.

Il mercato europeo del welfare aziendale sta registrando una notevole espansione e toccherà quota 43 miliardi di euro entro il 2032 (+6,5% l’anno). In questo scenario risulta evidente come i temi legati alla salute e al benessere dei dipendenti stiano diventando non solo una priorità per le imprese europee, ma anche un elemento strategico per attrarre nuove risorse e talenti. In Italia, per esempio, oltre l'83% dei lavoratori cambierebbe azienda per un piano di welfare migliore. Dalla personalizzazione dei benefit all’aumento della soddisfazione lavorativa, ecco le tendenze che secondo lo studio “Great Employee Benefit Study 2024” dell’Università finlandese di Aalto, promossa dal Gruppo Epassi, contribuiranno a migliorare la condizione dei lavoratori in Italia e in Europa nel prossimo anno. Lo studio è stato presentato e discusso durante l’ultimo incontro dello IEP, evento creato da Eudaimon dove da anni si confrontano alcune delle aziende più attive nel mondo del welfare.

Nel 2023 le oltre 26 mila aziende che operano in Italia nell’ambito del software hanno impiegato un totale di oltre 300 mila dipendenti e raggiunto quota 62,8 miliardi di fatturato, in crescita del +17,4% rispetto ai dodici mesi precedenti. Nonostante ben il 15% delle realtà attive sia classificata come startup innovativa e, secondo ISTAT, il settore risulti tra i primi sei nel Paese per investimenti in Ricerca e Sviluppo, il divario con le principali nazioni europee è ancora marcato:

Nel mese dell’educazione finanziaria KRUK, l’esperto del debito che da 9 anni ha imparato a conoscere le abitudini dei consumatori italiani, porta anche nel nostro Paese la Giornata senza Debiti, il 14 novembre, che da 15 anni promuove negli altri Paesi in cui opera, per una maggiore conoscenza su cosa significhi avere dei debiti e quali sono le potenziali complicazioni sia economiche sia psicologiche e sociali. L’esperto sa, infatti, che la realtà quotidiana degli italiani è fatta di debiti - per acquistare una casa più grande, per la riparazione all’auto che si rompe sempre nel momento sbagliato, per il frigorifero scontato durante il Black Friday, per l’ultimo modello di piumino alla moda da rateizzare con i nuovi sistemi di pagamento.

La pasta biologica prodotta dalla Cooperativa agricola Gino Girolomoni sul tetto d’Europa. L’azienda bio marchigiana, con sede a Isola del Piano, a pochi chilometri da Urbino, ha vinto il prestigioso premio EU Organic Awards nella categoria dedicata alle piccole e medie imprese di trasformazione di alimenti biologici. La cerimonia di premiazione è avvenuta il 23 settembre a Bruxelles, in occasione della “Giornata europea del biologico”.

Il tasso di disoccupazione nell'area Ocse è rimasto invariato al 5,0% a luglio 2024. Lo rivela il bollettino dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che evidenzia come rispetto a giugno, il tasso di disoccupazione è rimasto invariato a luglio in 16 paesi Ocse, mentre è diminuito in 9 e aumentato in 7. Sei paesi Ocse hanno registrato un tasso di disoccupazione inferiore al 3,0%. Solo la Spagna ha registrato un tasso a due cifre. Il numero di disoccupati nell'Ocse è aumentato leggermente fino a un totale di 34,8 milioni, con l'aumento maggiore in Giappone e negli Stati Uniti.  Nell'Unione Europea e nell'area dell'euro, il tasso di disoccupazione è rimasto a minimi record del 6,0% e del 6,4%, rispettivamente, a luglio. L'Italia conferma il trend positivo, rimanendo però sopra la media sia europea che euro, passando da 6,8 a 6,5%.

Nel 2024 lo spreco di prodotti alimentari in Italia cresce del 45,6%: in altre parole significa che ogni settimana finiscono nel bidone della spazzatura ben 683,3 grammi di cibo pro capite (rispetto ai 469,4 grammi rilevati nell’agosto 2023). Nella top five dei cibi più sprecati troviamo la frutta fresca (27,1 g), le verdure (24,6 g), il pane fresco (24,1 g), le insalate (22,3 g), cipolle/aglio/tuberi (20 g). Vale a dire i prodotti principe della Dieta Mediterranea. Un dato che non solo indica una cattiva gestione della spesa familiare con i relativi sprechi economici, ma che evidenzia come se da un lato si è registrato un relativo incremento dei consumi alimentari, dall'altro la domanda si è concentrata su alimenti di qualità inferiore con un campanello d’allarme sulla qualità dei prodotti ortofrutticoli, influenzata dalle logiche low cost.








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