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Skin, XP boost, loot boxes, power-up… sono tutti termini che fanno parte del lessico dei giovani videogiocatori di oggi, ma sempre più spesso fanno anche rima con ludopatia. Perché, a quanto pare, basta spendere poco più di cento euro nell’arco di sei mesi nei cosiddetti digital goods - letteralmente beni digitali messi a disposizione nei videogiochi - per moltiplicare di dieci volte il rischio di scivolare nella dipendenza patologica. È questo il dato più scioccante che emerge da una recente indagine accademica - nata dalla collaborazione tra il Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell'Università "Sapienza" di Roma e il portale di riferimento per gli studenti Skuola.net - che sposta l'attenzione dal semplice "tempo perso" davanti allo schermo alle insidiose dinamiche economiche dei videogiochi moderni.
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Se vi offrissero 25.000 euro per non guidare più per i prossimi cinque anni, accettereste? Se a Malta questa cifra è già una realtà per incentivare i giovani a consegnare la patente, per gli automobilisti italiani, secondo un’indagine di AutoScout24, il portale leader in Italia e in Europa per l'acquisto e la vendita di auto, i conducenti del Bel Paese, di tutte le età, per rinunciare alla propria patente vorrebbero in media tra i 65.000 e i 75.000 euro.
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Da anni ci dicono di nascondere la saliera, perché il sale fa male. Oggi, nuove evidenze scientifiche suggeriscono che per il cuore, il cervello e il metabolismo, meno non significa sempre meglio. Gli esiti di salute correlati all’assunzione di sodio seguono, infatti, una relazione a U, per cui sia un apporto eccessivo sia un apporto insufficiente di sale sono associati a un aumento del rischio per la salute, rafforzando l’importanza di evitare tanto la sovraesposizione cronica quanto la restrizione estrema. Il sale di per sé non è dannoso; è lo squilibrio a esserlo.
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Ma gli effetti di un uso pericoloso dei videogames non restano confinati nelle stanze dei ragazzi. Le conseguenze negative, infatti, tracimano inevitabilmente nella vita quotidiana, in particolare tra i banchi di scuola. I dati lo confermano, dipingendo uno scenario in cui l'istruzione paga spesso il prezzo dell'intrattenimento digitale sfrenato. Più di un terzo degli intervistati - per l’esattezza il 36,5% - ammette che il tempo dedicato al gioco ha peggiorato il proprio interesse verso la scuola. Una percentuale molto simile (35,9%) segnala un calo nell'impegno quotidiano sui libri.
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Gli italiani sono più attivi di quanto suggeriscono i comuni stereotipi sulla sedentarietà e hanno già ampiamente superato i traguardi fissati dalla scienza medica internazionale. A rivelarlo è un’analisi di Macadam, la principale applicazione europea di gamified tech for good che ha scelto l'Italia come mercato prioritario per il 2026, raggiungendo in soli 3 anni la quota di 1,1 milioni di utenti sul territorio nazionale. In un contesto globale in cui la sedentarietà rappresenta il quarto fattore di rischio per la mortalità mondiale e grava sui sistemi sanitari oltre 50 miliardi di dollari l'anno, l'analisi di Macadam offre una fotografia oggettiva basata su circa 4 miliardi di passi tracciati in Italia, di cui circa 1,8 miliardi nel solo 2025. Si tratta di una massa critica di dati reali, non basata su sondaggi, equivalente a circa 75 volte la circonferenza della Terra.
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Tra i giovani di 25-34 anni, cioè quelli ormai usciti dal sistema educativo, il tasso di NEET scende dal 22,1% al 20,5%. Il miglioramento più evidente, rispetto al titolo di studio, riguarda i diplomati, per i quali l’incidenza passa dal 22,2% al 18,8% (-3,4 punti percentuali). Rimane invece molto elevato il rischio per chi possiede un basso titolo, con un tasso stabile al 38,6%, mentre tra i laureati l’incidenza è molto più contenuta (11,9%). Le differenze di genere si amplificano proprio tra i livelli di istruzione più bassi: tra i 25-34enni con al massimo la scuola secondaria inferiore il tasso di NEET raggiunge il 59% tra le donne, più del doppio rispetto agli uomini (24,3%). Il Mezzogiorno resta l’area più esposta.
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L’eccellenza del servizio è garantita da una filiera sempre più qualificata. Quasi la metà delle coppie straniere (46,8%) decide di affidarsi a un Wedding Planner professionista per gestire la complessità organizzativa. Per quanto riguarda la tipologia di rito, la celebrazione simbolica resta la formula più amata (65,4%), seguita dai riti civili e religiosi, permettendo una maggiore libertà creativa nella scelta di location uniche.
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Si terrà dal 4 al 6 maggio 2026, presso l’Università per Stranieri di Perugia (Pal. Lupattelli, Aula 1/b), il ciclo di seminari promosso nell’ambito del laboratorio di geografia dell’alimentazione del corso di studi “Made in Italy, Cibo e Ospitalità” (MICO). Il percorso formativo del corso di laurea MICO nasce con l’obiettivo di offrire una solida preparazione culturale sul Made in Italy, affiancata da una formazione tecnico-pratica capace di rispondere alle esigenze delle imprese operanti nei settori del cibo, della gastronomia e dell’ospitalità. Unico corso interclasse in Italia tra scienze del turismo e scienze, culture e politiche della gastronomia,
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Dallo scorso settembre è partita una nuova campagna INPS di accertamento dell'esistenza in vita per i pensionati italiani residenti all'estero, coordinata con la banca Citibank N.A. I pensionati interessati riceveranno un modulo da restituire entro il 18 luglio ed in caso di mancata risposta, la rata di agosto potrà essere pagata in contanti tramite Western Union nel Paese di residenza. Come scrive Milano Finanza il 23 marzo in ballo c'è una cifra "tutt'altro che marginale" dato che nel 2025 le pensioni pagate fuori dai confini italiani valevano "1,19 miliardi di euro netti, in crescita dell’1,6% rispetto all’anno precedente" a beneficio di oltre 212 mila cittadini nati in Italia. I dati confermano un "cambio di paradigma" poiché, mentre si riducono le pensioni maturate sommando contributi di più Paesi per il "progressivo venir meno delle generazioni emigrate nel dopoguerra", crescono i pensionati che dopo aver lavorato esclusivamente in Italia decidono di trasferirsi fuori dai confini nazionali.





