A 100 giorni dall'inizio del torneo, Friburgo si prepara per il più grande evento della sua storia. In una conferenza stampa alla BCF Arena, l'associazione Freiburg 2026 ha presentato un programma completo, supportato da una collaborazione unica tra istituzioni pubbliche, partner privati ​​e attori del turismo, della cultura, dei servizi sociali, della gastronomia e dello sport. Insieme, la regione si prepara a brillare sia a livello nazionale che internazionale. Dopo la sua designazione come città ospitante nel 2022, Friburgo ha aperto nuove strade con la fondazione dell'associazione Freiburg 2026, Events & Legacy. Questa organizzazione unisce la città, il cantone e l'HC Fribourg-Gottéron AG.

Aumenta l'uso dell'italiano e delle lingue straniere mentre è sempre meno utilizzato il dialetto: in quasi quarant'anni in Italia l'uso esclusivo o prevalente del dialetto in famiglia si è ridotto di oltre due terzi, dal 32 per cento nel 1988 al 9,6 per cento nel 2024. Dai dati dell’Istat, nel 2024 quasi la metà della popolazione di 6 anni e più (48,4 per cento) parla solo o prevalentemente italiano in tutti i contesti relazionali – in famiglia, con gli amici e con gli estranei – con forti differenze tra i contesti relazionali di prossimità e quelli sociali più ampi: il 53,6 per cento parla prevalentemente italiano in famiglia, il 58,7 per cento con gli amici e l’82,6 per cento con gli estranei.

È iniziata a Città del Messico la residenza artistica di Camilla Alberti, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura (IIC) locale come vincitrice della seconda edizione del Premio Natura Naturans/Naturata, un programma internazionale di residenze per artisti italiani e messicani. La residenza si svolgerà per due mesi presso la Casa del Lago UNAM, sede del progetto, e si concentra su temi quali natura, paesaggio, acqua e rapporto tra azione umana ed ecosistema. Alberti realizzerà un’opera site-specific concepita in dialogo con gli elementi naturali del contesto messicano. Camilla Alberti, nata a Milano nel 1994, è un’artista visuale il cui lavoro indaga le modalità con cui il mondo viene costruito e abitato, ponendo attenzione alle relazioni tra specie diverse e allo spazio che le circonda. Ha conseguito il diploma di II livello in Arti Visive e Studi Curatoriali presso la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. 

Sensibili all’ambiente, attenti alle proprie scelte quotidiane, ma non sempre davvero informati. È questa la fotografia della Generazione Z che emerge dall’indagine condotta da Skuola.net in collaborazione con CONOU – Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati – su un campione di 1.500 giovani tra i 14 e i 24 anni, con l’obiettivo di analizzare il rapporto delle nuove generazioni con i temi ambientali, la gestione dei rifiuti e la conoscenza dei materiali più critici per l’ecosistema. Sebbene, infatti, non si parli più di eco-ansia e Greta Thunberg abbia dirottato le sue attenzioni anche su altre questioni oltre quelle ambientali, l’eredità dei Fridays for Future resta viva nelle nuove generazioni: per il 70% degli intervistati la preoccupazione per il cambiamento climatico incide molto (32%) o abbastanza (38%) su abitudini d’acquisto e comportamenti quotidiani. L’economia circolare applicata alla vita quotidiana della Generazione Zeta si focalizza soprattutto sul riuso anziché sul riciclo.

Sicuramente Sanremo resta Sanremo: un’esperienza ambita da chi vive di musica, un trampolino di lancio, un’occasione unica. E in questi anni di talenti ne ha fatti emergere tanti. Un esempio? Ultimo. Il 27 gennaio il cantante romano - vincitore del Festival di Sanremo 2018 nella sezione "Nuove proposte" con il brano Il ballo delle incertezze -  ha compiuto 30 anni e mentre i fan sono in attesa del grande evento live  previsto per il 4 luglio a Roma – Tor Vergata, che con un sold-out di 250.000 biglietti venduti in sole 3 ore entrerà nella storia della musica italiana come il concerto più grande di sempre, affida ai social un lungo post dove fa un bilancio dei suoi ultimi 10 anni di carriera ricordando anche Sanremo e quella infelice battuta in sala stampa:

Undici brani per raccontare cinquant’anni di storia dell’esperienza di musica popolare più longeva e influente della scena pugliese. E’ uscito il 23 gennaio su tutte le piattaforme digitali (disponibile in fisico dal 13 febbraio) per Ponderosa Music Records, Il Mito: ventunesimo album del Canzoniere Grecanico Salentino. Guidata da Mauro Durante e composta da Giulio Bianco, Emanuele Licci, Massimiliano Morabito, Giancarlo Paglialunga, Alessia Tondo e Silvia Perrone, l’attuale formazione - protagonista dei più recenti traguardi internazionali - rilegge alcune delle canzoni che hanno segnato il percorso artistico e umano del gruppo. Intitolato come l’omonimo testo scritto da Rina Durante, fondatrice nel 1975, e musicato da Daniele Durante, Il Mito è un invito a entrare nella grande famiglia del CGS: un viaggio tra memoria e contemporaneità, dove la tradizione incontra nuovi linguaggi e visioni. Dal repertorio ormai parte dell’immaginario collettivo (Kali Nifta con Roberto Licci, voce simbolo della cultura grika e padre di Emanuele; Lu rusciu de lu mare, con Rossella Pinto, madre di Mauro e cantante del Canzoniere per oltre trent’anni; Fimmene Fimmene e Aremu), alle canzoni nate dal sodalizio tra Rina e Daniele Durante (Quistione Meridionale, Il Mito), fino ai successi degli ultimi anni (Beddhu Stanotte, Dumenica Matina, Pizzica di Cosimino, A Mmera a Lecce).

Fondato nel febbraio 1975 per volontà della scrittrice Rina Durante, il Canzoniere Grecanico Salentino ha avuto un ruolo determinante nel preservare e rinnovare la cultura popolare del Salento, contribuendo a trasformare la pizzica da rito locale a linguaggio musicale di respiro internazionale. Fin dai primi album — Canti di Terra d'Otranto e della Grecìa Salentina, Concerto 1, Come farò a diventare un mito, Concerto 2 — il gruppo ha lasciato un’impronta profonda nella scena musicale italiana, accompagnando l’evoluzione del folk dagli anni Ottanta fino a oggi. Dal 2007 la direzione è affidata a Mauro Durante, che ha raccolto l’eredità del padre Daniele Durante (scomparso nel 2021), guidando la band verso nuovi orizzonti sonori e artistici. La formazione ha conquistato il pubblico internazionale, ricevendo recensioni entusiastiche da testate come The Guardian, The New York Times, The New Yorker, Libération, Songlines Magazine, BBC Radio, Rootsworld e collaborando con artisti di fama mondiale come Ludovico Einaudi, Ballaké Sissoko, Justin Adams, Ibrahim Maalouf, Stewart Copeland, Jovanotti ed Erri De Luca. Con venti album all’attivo e innumerevoli tournée in Europa, Nord America, Asia e Oceania, è considerato una delle realtà più rappresentative della world music. Nel 2018 è stato premiato come Miglior Gruppo di World Music al mondo ai Songlines Music Awards, un riconoscimento che ne ha consacrato definitivamente il prestigio internazionale. L’ultimo lavoro discografico, Meridiana (Ponderosa – Puglia Sounds Record, 2021), è stato votato miglior cd dell’anno dalla World Music Charts Europe ed è entrato in numerose classifiche internazionali.

Le attività umane incidono più del clima nel determinare i cambiamenti ambientali. È questa la conclusione a cui arriva uno studio internazionale dell’Università di Pisa sulle grandi trasformazioni del paesaggio della Toscana settentrionale negli ultimi duemila anni. La ricerca, pubblicata sulla rivista Anthropocene, ha ricostruito in modo dettagliato l’evoluzione ambientale del lago di Sibolla, una zona protetta nei pressi di Altopascio, a est di Lucca, attraverso l’analisi integrata di sedimenti lacustri, pollini fossili, fonti storiche e ricostruzioni climatiche. “Riteniamo che il caso di Lucca non rappresenti un’eccezione e sosteniamo che, man mano che si accumuleranno studi di caso in cui archivi storici dettagliati siano integrati con dati paleoecologici a risoluzione adeguata, emergerà con maggiore evidenza come le pressioni antropiche tendano a prevalere su quelle climatiche nel determinare il cambiamento ambientale”, dice il professore Giovanni Zanchetta del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa autore dello studio. Nel dettaglio, la ricerca ha identificato tre momenti chiave di trasformazione. 

Si è aperto il 23 gennaio al Palazzo del Ghiaccio di Milano il terzo Forum internazionale del turismo, promosso dal Ministero del Turismo insieme con Enit. A dare il via ai lavori è stata la ministra Daniela Santanchè accolta da una platea composta da rappresentanti istituzionali - in prima linea il presidente del Senato Ignazio La Russa -, operatori e studiosi del settore. Al centro dell’edizione 2026 c’è l’undertourism, la strategia che punta a riequilibrare i flussi e valorizzare i territori meno conosciuti. “Vogliamo un turismo che non si concentri solo nelle solite mete, ma che dia nuova linfa a borghi, aree interne e piccoli comuni”, ha dichiarato Santanchè aprendo il dibattito. In collegamento video, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato i risultati raggiunti.








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