La prevenzione delle gravi malattie passa da stili di vita, ma anche ambienti, sani. In tutto il mondo il 24% delle patologie è determinato dall’esposizione a fattori ambientali. Da qui l’esigenza di coniugare sempre più l’educazione alla salute della popolazione e, in particolare dei giovani, con la promozione di interventi mirati per limitare i pericoli causati dall’inquinamento

Sono 48 i docenti dell’Università di Udine inseriti nella classifica mondiale degli scienziati con più elevato livello di impatto nella produttività scientifica (che comprende il 2 per cento del totale dei ricercatori) nei rispettivi campi di ricerca. È quanto emerge dall’indagine annuale ideata dall’Università di Stanford e realizzata in collaborazione con la casa editrice Elsevier. La classifica fa riferimento all’impatto della produzione scientifica nel 2022 e nell’intera carriera dei ricercatori.

 Dal Medioevo fino all’odierna cultura di massa, l’azione a distanza, tradotta nella capacità di instaurare forze tra oggetti materiali senza un diretto contatto fisico, è sempre stata oggetto di grande curiosità e interesse, impegnando pensatori e scienziati in quella che è stata una delle più importanti questioni aperte della filosofia naturale. In particolare, la radiazione luminosa è stata percepita come veicolo per trasportare energia da un luogo all’altro, con visioni che spaziano dal mistico al fantascientifico.

Le nanoparticelle metalliche giocano un ruolo importante in diverse applicazioni tecnologiche, come l’ottica e i processi catalitici. Di fondamentale importanza per la loro funzionalità sono la forma e la struttura cristallina, caratteristiche che, a causa dell’elevata frazione di atomi di superficie, possono essere molto variabili e difficili da distinguere.

Testo e foto: Paola Zorzi. Un progetto, quello del Parco della Salute Ricerca e Innovazione, a suo tempo già auspicato da Rita Levi Montalcino e al quale Torino e il Piemonte ritengono di non poter più fare a meno. Questo è quanto emerge da un'inedita sinergia tra più realtà torinesi che hanno deciso di collaborare affinché il progetto, dopo ben 20 anni di rinvii, possa finalmente andare in porto. Una collaborazione che vanta Istituzioni caratterizzate da competenze specifiche in campo tecnologico, sanitario, economico, del diritto, ricerca, cultura e comunicazione.

 Effettuata la prima mappatura neuronale in alta risoluzione della porzione del cervello umano preposta al linguaggio, l’area di Broca.  La ricerca è stata realizzata da un team di istituzioni di ricerca internazionali fra cui, come unità italiana, il Laboratorio Europeo di Spettroscopie Non Lineari (LENS) con sede a Sesto Fiorentino (Firenze). I ricercatori italiani, associati al LENS, sono afferenti ai dipartimenti di Biologia, Fisica ed Astronomia, e Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze, oltre che all’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle ricerche (Cnr-Ino).

Saipem ha completato con successo le attività di installazione per il parco eolico offshore Neart na Gaoithe (NnG), raggiungendo un importante milestone in questo progetto. Il traguardo evidenzia l’expertise di Saipem nel settore dell'eolico offshore e il suo ruolo a supporto del percorso verso la decarbonizzazione, con l’offerta di soluzioni all'avanguardia per la produzione di energia pulita.   Situato a 15 km dalla costa orientale della Scozia, il parco eolico offshore NnG svolgerà un ruolo chiave nella produzione di energia sostenibile nel Mare del Nord.

Come si influenzano a vicenda la crescita di un buco nero supermassiccio e quella della galassia che lo ospita? Che impatto hanno questi buchi neri sulle primissime fasi evolutive delle galassie? Un team internazionale guidato da ricercatrici e ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) si è posto questi quesiti, tra i più spinosi dell’astrofisica contemporanea, e per affrontarli ha osservato uno dei tre quasar luminosi più distanti noti, la cui luce è partita circa tredici miliardi di anni fa, quando l’universo aveva un’età di appena settecento milioni di anni.

Le conseguenze del cambiamento climatico sono sotto gli occhi di tutti, ma le diverse aree del nostro pianeta non si stanno riscaldando tutte alla stessa velocità. Le aree di alta montagna soffrono particolarmente gli effetti del riscaldamento globale, ma fino ad oggi mancavano dati che coprissero ad elevato dettaglio e in tutto il mondo queste aree così delicate. Il lavoro appena pubblicato sulla rivista Nature Communications prova a colmare questa lacuna. 






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